Titolo: Un giorno per innamorarmi
Autore: Marianna Mineo
Pubblicazione: Self Publishing 2015

Trama: Beatrice lascia Giuseppe, il suo ragazzo. È convinta che i sentimenti d’amore che prova per lui sono ormai evaporati, lasciando il posto alla semplice amicizia. Una sera, per festeggiare questo cambiamento, esce con Yasmine, la sua migliore amica. Ma un incidente improvviso cambia il destino di Bea. In ospedale incontra Gabriele che scombina la sua vita, confondendo la sua mente. Riuscirà Beatrice a comprendere quello che realmente vuole il suo cuore?


Recensione

Un giorno per innamorarmi è il nuovo romanzo breve di Marianna Mineo.
E come fa intuire il titolo stesso siamo in presenza di un sentimento sbocciato in un istante. Quasi impossibile da credersi, ma reale, insolente e totalizzante.
La storia viene raccontata dalla voce della protagonista femminile, Beatrice, permettendoci di vivere con lei la disarmante resa del proprio cuore davanti ad una emozione che non vuole saperne di voler essere razionalizzata e vissuta con prudenza.
Dalle primissime pagine veniamo gettate nel pieno di una crisi di coppia. Due anni passati con Giuseppe e Bea non ne può più.
 

Può il sentimento annullarsi? No, ma può mutarsi e il mio era diventato bene, non amore.

E quale cura migliore dopo una rottura se non quella di berci sopra e distrarsi dal senso di solitudine che irrimediabilmente ti attanaglia subito dopo esserti resa conto che ora sei single e le abitudini a cui eri assuefatta fino a qualche ora prima adesso si sono dissolte come neve al sole?
L’amica Yasmine le offre l’occasione giusta per passare una serata diversa dal solito. E mai parole furono più azzeccate. Di sicuro una serata che entrambe non dimenticheranno mai.
Di ritorno dalla serata le due ragazze hanno un incidente e in un turbinio di istanti confusi si ritrovano al pronto soccorso.
E chi l’avrebbe mai detto che un ospedale sia un luogo in cui si può guarire anche di mal d’amore?
Tramortita e confusa ancora dall’incidente Bea farà la conoscenza di un ragazzo che le cambierà la vita, spazzando con un colpo di scopa ogni rimasuglio di tristezza per una storia finita da appena 12 ore.
 

«Mi sono innamorata di te. In un giorno. In un’ora. Dal primo istante in cui ho incrociato il tuo sguardo.» 

Ma chi è il giovane sconosciuto che gira per l’ospedale in stampella?
Gabriele si dimostra subito interessato a lei ma i suoi atteggiamenti misteriosi e i continui sbalzi d’umore destabilizzano Bea che, vittima di una sorta di imprinting ha subito visto in quel ragazzo l’uomo della sua vita. Può però il colpo di fulmine bastare per superare ogni singolo ostacolo che, primo fra tutti è proprio Gabriele a porle davanti?
Nell’ attesa che la sua amica Yasmine si risvegli dall’anestesia post operatoria, Bea ha modo di conoscere quel poco che il misterioso ma affascinante ragazzo le rivela. Un uomo che nasconde un cuore spezzato e un animo ferito.
L’altalenante rapporto che si crea tra i due, tra ripetute e alternate manifestazioni di interesse da parte di Gabriele e le sue scostanti risposte ci confondono, come confondono la stessa Bea, incapace di capire con chiarezza quanto egli si senta realmente trasportato verso di lei.
Il bacio, le risposte evasive e pungenti, poi ancora quel biglietto lasciatole nella camera della sua amica…

Non sono il bravo ragazzo che tu credi, ma posso esserlo per te se vuoi, Bea

 
Beatrice capisce che oltre quegli strani e confusi atteggiamenti c’è qualcosa in Gabriele che lo blocca dal rivelarle la verità ma ad una mente già insicura e sofferente non si può chiedere troppo giudizio e pazienza.
Così veniamo sbalzati da una parte all’altra, seguendo i continui cambi di rotta della mente frastornata, confusa, speranzosa e arrabbiata di Beatrice.
Alla fine capiremo, insieme alla protagonista, che spesso per sbrogliare i nodi bisogna prendere di petto la situazione e diventare protagonisti delle proprie scelte, e non solo miti spettatrici di una vita che ci passa accanto. Ma per Bea e Gabriele basterà?
Purtroppo i limiti del racconto ricadono inesorabili sulla trama, finendo per sacrificare il fluido conseguirsi degli eventi.
D’altro canto in sole 45 pagine la Mineo è riuscita a far convogliare emozioni e sensazioni degne di un romanzo di spessore.


 

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