Titolo: Una Meravigliosa Bugia (Happenstance #1)
Autore: Jamie McGuire
Pubblicazione: Garzanti 2015

Trama: Erin è all’ultimo anno di liceo e da sempre si sente diversa. Perché al contrario dei suoi compagni non ha una bella macchina, non veste alla moda, non va alle feste. Perché Erin è cresciuta da sola, con una madre che non riesce a prendersi cura di lei. Il suo unico desiderio è quello di fuggire. Fuggire da quella città, da quella scuola, dagli altri ragazzi che non fanno altro che criticarla. Fuggire e ricominciare da zero. Ma un giorno nella gelateria dove lavora, entrano due occhi verdi che Erin conosce bene. Appartengono a Weston il ragazzo più popolare del liceo. Weston che non ha paura di nessuno e ottiene sempre quello che vuole. Nessuna riesce a resistergli e ora all’improvviso sembra accorgersi proprio di lei. Lei che si è sempre sentita inadeguata e imperfetta. Erin non ha dubbi, non può cadere nella trappola di quello sguardo. Da un tipo così bisogna stare il più lontano possibile. È la scelta sbagliata. Eppure bastano solo poche ore passate a parlare per scoprire che dietro l’immagine di ragazzo forte e invincibile, si nasconde un animo pieno di sogni. Sogni che paiono irrealizzabili come quelli di Erin. Weston è il solo che comprende le sue insicurezze e le sue paure. Il solo che la fa sentire protetta, al sicuro. Ma lasciarsi andare non è facile. Soprattutto ora che una notizia inaspettata ha cambiato ogni cosa. Perché la vita può essere tutta una bugia. Per Erin permettere a qualcuno di avvicinarsi tanto da non avere più segreti è un’impresa ardua. Quasi impossibile.


Recensione

Una meravigliosa bugia è il primo capitolo della nuova saga Happenstance di Jamie McGuire. Un racconto breve, che si legge con un unico indimenticabile respiro. Una chicca di sorprendente fascino dalle sfumature delicate ma incisive. Erin Easter è una ragazza che frequenta l’ultimo anno di liceo. Poco tempo ormai la separa dal suo futuro. Appena la scuola finirà potrà scappare da quella piccola città, mettendo fine a quell’incubo che per anni l’ha messa a dura prova. Con una madre tossica e alcolizzata che non si rende conto neanche della sua presenza, i compagni di scuola, soprattutto le altre due Erin, che la riempiono di insulti sferrando attacchi di pura crudeltà nei suoi confronti, la nostra protagonista non sogna che la fuga.

Ecco come inizia la sua storia:

«Va’ a casa. Spegni le luci. E ammazzati.»2eey15e

Tutto nella sua vita sembra essere un incubo dal quale non riesce mai a svegliarsi.

La sua unica amica è Frankie, collega di lavoro. L’unica che le dimostra affetto, l’unica che sembra interessata ai suoi problemi. L’unica che la difende dagli attacchi feroci di quelle arpie quando si presentano alla gelateria dove lavora.

Erin sembra trattenere il respiro in attesa che il giorno del diploma arrivi e le permetta di mettere un punto a quella agonia che la divora, ma che non la spezza. Nonostante tutto lei riesce a vivere la sua drammatica vita a testa alta, senza chiedere aiuto a nessuno e fidandosi solo delle sue forze. Fino a che un giorno qualcosa cambia. Un ragazzo, Weston Gates, ragazzo di una delle perfide Erin, si rivolge a lei con gentilezza. Proprio Weston, il ragazzo più affascinante della scuola.

Possibile che di punto in bianco ora si metta a difenderla?

La diffidenza di Erin è naturale, considerato il rapporto che lega il ragazzo alla sua omonima Alderman nonché il fatto che per anni lui non si sia mai fatto avanti, non abbia mai detto nulla, se non per offenderla, neanche per difenderla. Eppure eccolo lì, timido ma coraggioso a rivolgerle la parola. Non solo, a mettere a tacere le crudeli accuse che il gruppetto di “iene” le muove contro.

 

«Allora… hai intenzione di dirmelo?» chiesi.

Lui non riusciva a distogliere lo sguardo dal temporale. «Dirti cosa?»  «Perché mi hai portato qui?»

 Alzò le spalle. Stava mordicchiando la cannuccia, un gesto che trovai stranamente affascinante. «Perché no?»

«C’è un’infinità di perché no. Io però ti stavo chiedendo l’unico perché sì.»

 

Erin non ha bisogno che nessuno la difenda ma questo non vuol dire che possa rimanere impassibile a tanta attenzione da parte di un così bel ragazzo.

Il loro rapporto cresce in poco tempo, creando una sorta di amicizia che si evolve lasciando entrambi sorpresi.

 

«C’è differenza tra volere e dovere, no?»

 «Sì. Dovresti fare quello che vuoi.»

Weston mi sorrise e io incrociai il suo sguardo. Mi studiò per un attimo, poi mi fissò le labbra. «Profumi di gelato.»

 Rimasi letteralmente senza parole. «E allora?»

 «Mi chiedo solo se tu abbia anche quel sapore.»

 

Weston non vuole più rimanere nascosto dietro lo schema disegnato per lui dai genitori e avanza verso la sua direzione, quella comandata dal cuore, offrendo a Erin tutto se stesso.

La loro dolce storia romantica correrà a pari passo con un’altra novità cui la rassegnata Erin proprio non si aspettava.

L’incidente stradale che colpirà senza scampo le altre due Erin porterà alla luce una verità stravolgente. La sua vita, che fino a qualche tempo prima sembrava un grosso vortice di infelicità e voglia di fuggir via, ora viene completamente soverchiata, brillando per la prima volta.

Quello che lei ha sempre considerato un dato di fatto (e chi non la penserebbe come lei), altro non è che un errore commesso diciotto anni fa, in quello stesso ospedale dove, lo stesso giorno, tre bambine di nome Erin furono partorite.

Come se fosse tutto un sogno dal quale nessuno, al posto di Erin, vorrebbe mai svegliarsi, ora si ritrova con un ragazzo che la ama, una famiglia che ha sempre desiderato e un futuro più roseo di quello che si sarebbe mai potuta aspettare.

 

«Ed è successo per caso», mormorai.

 

«Un giorno l’unico cavallo che il contadino possedeva morì. Senza quella bestia, l’uomo non sapeva come arare i campi. Tutti gli abitanti del villaggio andarono a manifestargli la loro solidarietà per la sfortuna che l’aveva colpito. “Vedremo”, rispose il contadino. Una settimana dopo suo figlio si imbatté in una mandria di cavalli selvaggi e riuscì a portarne a casa due. La gente si stupì di tanta fortuna. “Vedremo”, disse di nuovo il contadino. Il figlio, mentre cercava di domare uno dei cavalli, cadde e si fratturò entrambe le gambe. Il medico del villaggio dichiarò che non avrebbe mai più camminato. Gli abitanti del villaggio andarono a far visita al contadino per consolarlo, dal momento che quello era l’unico figlio che aveva. “Vedremo”, ripeté questi. Poco dopo una guerra devastò la zona. Tutti i ragazzi in salute del villaggio furono chiamati alle armi. Il figlio del contadino fu l’unico a restare a casa. Nessun ragazzo tra quelli che partirono fece mai ritorno.»


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