Titolo: Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione
Autore: Corrado Augias, Remo Cacitti
Pubblicazione: Mondadori 2008

Trama: Che cosa è accaduto dopo la morte di Gesù e com’è nata la religione che da lui ha preso il nome? Fino a che punto gli storici, esaminando fatti e testi e prescindendo da ogni considerazione di fede, possono ricostruire gli avvenimenti che hanno trasformato quel profeta umiliato, ucciso su un patibolo romano, nel fondatore di una delle più grandi religioni? Gesù non ha mai detto di voler fondare una Chiesa che portasse il suo nome, né di dover morire per sanare con il suo sangue il peccato di Adamo ed Eva, ristabilendo l’alleanza tra Dio e gli uomini. Non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito per intervento di un dio. Da dove viene allora tutto il complesso apparato di norme, cariche, vestimenti, liturgie, formule, che caratterizza la Chiesa che a lui si richiama? Corrado Augias si confronta e dialoga sulla storia del cristianesimo delle origini con lo studioso Remo Cacitti. Una complessa avventura umana che ha il suo punto di svolta nella figura dell’imperatore Costantino, il primo a trasformare il cristianesimo in uno strumento di potere, opera che sarà poi completata, al termine del IV secolo, da un altro imperatore, Teodosio, che lo renderà religione imperiale. Grazie a questa documentata ricostruzione si giunge a comprendere perché la fede cristiana, che inizialmente era soltanto una corrente minoritaria del giudaismo, sia riuscita a sopravvivere per oltre venti secoli e a imporsi come una delle religioni più diffuse sull’intero pianeta.


Recensione

Quello che ci apprestiamo a leggere non deve essere considerato assolutamente come una eretica propaganda contro la fede ma semplicemente come un modo per capire più a fondo ma in maniera splendidamente chiara e illuminante una realtà storica di eccezionale importanza! La nascita del cristianesimo. Ovvio che può sorgere il dubbio, come infatti lo ha posto lo stesso Augias che tutto ciò faccia parte di un segreto inconfessabile da parte della Chiesa.
Ma la risposta agrodolce che ne si ottiene è semplicemente sconcertante. Nessun segreto…solo ignoranza!

“Le comunità, una volta giunto a miglior definizione del dogma, avrebbero rimosso la storia delle origini, che appariva inadeguata alle nuove condizioni della Chiesa e della teologia. Dall’interpretazione di Bauer risulta insomma che, storicamente, l’eresia precede l’ortodossia. Queste sono certo cose di cui non si parla a livello di semplici fedeli per le ragioni che possiamo facilmente intuire.
[…] Frasi simili sono usate per alludere ad una sorta di congiura del silenzio ordita dalla Chiesa per eliminare tesi scomode.
Non è così: le tesi di Bauer e degli altri studiosi sono note e universalmente diffuse tra gli addetti ai lavori. Non se ne parla a livello di semplici fedeli appunto per la semplicità di questi ultimi. Il problema, caso mai, sarebbe valutare quanto colpevole o, viceversa, coatta, sia questa simplicitas, soprattutto in Italia. […] E poi si tratta di cose che interessano poco il grande pubblico. Ma non ci sono congiure del silenzio.”

In altre parole, congiura a parte,

“[…]la vulgata cristiana, le nozioni accessibili a tutti, sono enormemente riduttive rispetto alla complessità teologica e intellettuale con la quale il cristianesimo è stato parzialmente costruito. Non ci sarà una congiura del silenzio, ma una diffusa e interessata ignoranza certamente Sì.
Oh, sì,  diffusa e profonda ignoranza! Del resto, se le cose non s’ insegnano, nessuno le può imparare. […]”

Perché il “cristiano medio” (come lo definisce l’autore) è quello che eredita e rende sua una religione di cui troppo spesso non conosce la vera storia. A scuola non viene insegnato tutto ciò (a tal proposito aspettate di arrivare all’ultimo capitolo per capirne il motivo) e per avere una visione più profonda e cosciente tocca affacciarsi alle facoltà universitarie.
La finestra di conoscenza che ci apre Augias con l’aiuto fondamentale del professor Cacitti, ci porta a capire tanti strani paradossi spiegati non con la mano armata della scienza tanto quella più mite, curiosa e realistica dello storico. Tutto (o quasi) si può spiegare se inserito nel contesto storico e umanistico del tempo. Ogni canone ha il suo percorso storico di maturazione.
Islamismo e Cristianesimo, due religioni così diverse eppure frutto di un parto gemellare dal ventre dell’Ebraismo.
Con questa sua inchiesta, Corrado Augias ha saputo porre le domande perfette a cui il professor Remo Cacitti ha saputo dare risposte efficaci, esaustive, dipingendoci un quadro storico complesso e sottolineandone all’interno i sottili percorsi di quei molteplici cristianesimi che poi hanno portato alla formazione della Chiesa Cattolica.
Un lavoro esemplare per la sua complessità, ma anche per la “pericolosità” che una lettura del genere potrebbe far credere si nasconda tra le pagine della storia.
Nulla di tutto ciò, nessun pericolo, solo presa di coscienza di cosa ci sia dietro quella grande figura carismatica di Gesù,  cosa e chi ha preso le briglie del suo pensiero dopo la sua morte ( corporea o anche no? ). Cosa e come gli eventi di un passato di migliaia di anni abbiano modificato, censurato, nascosto e riconosciuto quelli che oggi noi conosciamo come i canoni del cristianesimo.
Come arriva il Gesù della storia, che predicava ai poveri, ai pastori e spiegava loro come avvicinarsi a Dio, a divenire il Cristo della fede, così come oggi ci viene presentato dagli scritti che sono giunti, dopo secoli, a completare il canone “ufficiale” del Cristianesimo?
Come si viene trasformando la cruenta persecuzione dei cristiani nell’esaltato fenomeno del “martirio”, dapprima risposta cristiana alla violenza di Stato e considerato poi alla stregua di un sentiero più arduo ma più rapido per raggiungere il Regno dei Cieli? Tanto che dinanzi al pericolo di una condanna a morte atroce, i più si immolavano felici e contenti (quasi teatrali come li riteneva lo stesso Marco Aurelio), desiderosi di “accorciare ” i tempi e raggiungere la vita ultrterrena?
Ma sopratutto, cosa differenzia questo fenomeno con quello, oggi purtroppo ancora molto diffuso nel mondo islamico, dei kamikaze che si riempono di esplosivi o dirottano aerei, sicuri che quei gesti estremi li porteranno ad elevarsi spiritualmente per poter raggiungere la “vera” vita dopo la morte?
Lo stesso professor Cacitti ha sottolineato che la fede non può esimere dalla conoscenza : intellego ut credam, devo capire per credere.
Ovviamente ugualmente sensata e giustificata è l’opposta faccia della medaglia: credo ut intellegam, devo credere per poter conoscere.
Senza voler scatenare una faida blasfema la mia domanda è questa :
Se Dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza (?!), quella che chiamiamo intelligenza non è anche essa un dono di Dio? Beh, l’intelligenza ci spinge a chiedere, a sapere, a conoscere, a migliorarci, ad “elevarci”.
Se questo per molti può voler significare una peccaminosa ricaduta nella tentazione di attingere all’albero della conoscenza,  mi confesso “Eva” e afferro anche io quella mela, simbolo, a profano parer mio, di semplice e innocente voglia di sapere.
Se posso permettermi di rubare una famosa frase di Cartesio “cogito ergo sum”, pensare, riflettere, chiedere… mi rende viva e non necessariamente agnostica, nè tantomeno atea!
gen007


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