Titolo: Ad Alto Rischio (Hot Target) Troubleshooter #8
Autore: Suzanne Brockmann
Pubblicazione: Fanucci, 2008

Trama: Jane Mercedes Chadwick, produttrice cinematografica di larga fama, sta lavorando a un film ambientato durante la seconda guerra mondiale, che narra apertamente la vicenda realmente accaduta di un soldato omosessuale. Ben presto ottiene l’attenzione dei media e le proteste di diversi gruppi estremisti; ma nonostante la quantità di lettere, telefonate ed e-mail di protesta che riceve, non intende abbandonare il progetto. Le lamentele però si trasformano in minacce di morte: Hollywood assolda delle guardie private per proteggerla, e anche l’FBI si interessa al caso. E il fastidio che la donna mostra nei confronti delle misure di sicurezza, insieme al suo carattere fin troppo indipendente, non rendono facile il lavoro di Cosmo Richter, un agente speciale dei SEAL affidato al caso, che dovrà affrontare una vera e propria guerra personale e un’irresistibile attrazione per quella produttrice così testarda…


Recensione

Ora non so come ammetterlo, mi manca il coraggio, ma questo è il primo libro della Brockmann che ho letto.
Un errore imperdonabile a cui però sto ponendo rimedio.
Ovviamente mi sono imbattuta per caso in questo capolavoro e questo libro è l’ottavo capitolo della serie Troubleshooter.
Come spiega il nome stesso dato alla serie, si tratta di spy story, o meglio “rosacrime”, che vedono protagonisti corpi speciali della marina (come i Navy Seal), agenti segreti, agenti di agenzie di intelligence statali e guardie del corpo private, che uniscono le loro forze per portare a termine missioni ad alto rischio e che prevedono il salvataggio di civili in pericolo.
La serie completa conta ben 16 volumi di cui purtroppo in Italia sono stati pubblicati solo cinque.
Ogni libro della serie si può definire autoconclusivo, ma i personaggi principali del team TS sono tutti collegati da un filo conduttore che si dirama per l’intera saga.
Così, leggendo l’ottavo volume si recepiscono come dati di fatto eventi e situazioni che nei precedenti capitoli hanno invece avuto un ruolo importante e saliente.
In questo capitolo vediamo la squadra dei TS intenta a proteggere Jane Mercedes Chadwick, produttrice cinematografica che, a causa di quella scelta rischiosa di mettere in lavorazione un film tratto dalla storia vera di un soldato omosessuale durante la Seconda Guerra Mondiale, riceve non poche minacce di morte.
Il libro inizia un po’ lento, lasciandoci il tempo di conoscere i personaggi, capirne i vari atteggiamenti e abbandonarci a quella mite ascesa di tensione che poi, nel pieno della storia ci toglierà il respiro, regalandoci momenti di forte tensione.
Il primo che andiamo a conoscere è il Capo Cosmo Richter. Un Seal tutto d’un pezzo,“alto, scuro e minaccioso”. Tornato dalla sua ultima missione dove ha dovuto uccidere un uomo a mani nude davanti a tre suore, non sa che farsene di quel periodo di vacanza che lo separa dalla sua prossima partenza con la squadra 16 e accetta di buon grado l’incarico affidatogli dall’ex Seal Tom Paoletti, capo della Troubleshooter Incorporated.
Con tutta la squadra a disposizione delle Troubleshooter Inc. Cosmo raggiungerà Los Angeles per conoscere i dettagli di quell’operazione considerata “semplice”.
La famosa produttrice cinematografica Jane Mercedes Chadwick, alle prese con il suo ultimo film, è stata presa di mira da qualche pazzo che la minaccia di morte a causa del suo “American Hero”.
La partenza in sordina con cui si avvia il libro ci permette, come ho già detto prima, di conoscere meglio i protagonisti. Non siamo infatti alla presenza di due soli personaggi principali. Intorno alla storia madre si intreccia un’altra affascinante e toccante storia che rischia di spostare tutta l’attenzione emotiva su di se.
Jane Mercedes Chadwick non ritiene motivata la presenza di tutti quegli agenti. Le minacce, dal suo punto di vista, sono solo parole a vuoto. Nessuno arriverebbe davvero a tanto solo per un film e l’interferenza di quel piccolo esercito che le ronza intorno come se fossero fuchi intorno alla regina non le fa affatto piacere. Tanto più che in presenza di estranei non può lasciarsi andare. Tutti conoscono Mercedes Chadwick, la festaiola, quella che, sui suoi tacchi 13 e strizzata in abitini adamitici svolazza con la disinvoltura di una farfalla! Nessuno deve scoprire che la vera Chadwick, Jane, invece quelle scarpe proprio non le sopporta e darebbe un braccio pur di vivere perennemente in tuta. Ma se si vuole sfondare in un ambiente di lupi come quello Hollywoodiano, ci si deve vestire da lupi, e si deve mordere come lupi!
Così è proprio la versione “Mercedes” quella che viene presentata al cospetto della squadra di sicurezza.
Una donna arida che pare voler approfittare di tutto e di tutti pur di farsi un po’ di pubblicità. Così la storia delle minacce diventa per lei un ottimo motivo per far parlare la stampa del suo film e ogni uomo che si trova a pochi centimetri da lei, un potenziale nuovo boyfriend da finire sulla copertina delle riviste di gossip.
Proprio per questo il primo scontro tra Cosmo e Jane si rivela uno dei momenti più interessanti del libro.
Un Cosmo che esprime la sua rabbia e il suo disappunto con la freddezza di un perfetto soldato. Il suo attacco nei confronti della strafottenza di Mercedes avviene come una staffilata improvvisa e imprevedibile. Ma da quello scontro i due troveranno un nuovo modo per confrontarsi. Jane a poco a poco si renderà conto che sotto quella stazza gigantesca e minacciosa del Seal, si nasconde un uomo dall’animo sincero e dal cuore d’oro. Un uomo, soprattutto che non ha paura di affrontare il pericolo, anche quando è il suo cuore stesso a metterlo davanti a situazioni “pericolose”.
Jane, dal canto suo, inizierà a lasciarsi andare, a mostrare, prima a Cosmo, poi a tutta la squadra, quella che è la vera Chadwick. Non una donna spietata e sempre pronta a ricavar guadagno da ogni situazione, ma quella che lotta con le unghie e con in denti per realizzare il suo sogno. Per lei American Hero non è solo un film, ma un messaggio importante che merita l’affronto del rischio, per raggiungere l’animo della gente.
Altro membro della famiglia Chadwick è Robin, suo fratellastro. Sarà Jane a raccontarci la storia di quel rapporto tra lei e il fratello. Un ragazzo, quello di oggi, incompleto, frivolo e inappagato da tutto. Alla ricerca di quel quid che possa dar senso alla sua vita, ma che non riesce ad afferrarlo neanche quando sembra averlo trovato. Vittima dell’alcol, usa questa sua debolezza per giustificarsi il giorno dopo con la malcapitata ragazza finita nel suo letto. Ama il proibito, finché è tale, poi al risveglio, lucido e consapevole di aver commesso uno sbaglio, se la squaglia come una meteora. Finché non incontra l’agente FBI Jules Cassidy.
E’ proprio questo il personaggio che ho più amato. Jules è riuscito a penetrarmi nelle vene e a farmi commuovere con la sua dolcezza e la sua straziante storia di una amore che ferisce e che intrappola.
Dichiaratamente gay, Jules sarà vittima di un triangolo che proverà ancora una volta a spezzare il suo cuore. Tra Adam, il suo ex che si rifà vivo solo per ottenere una parte nel film di Jane e Robin, che insistendo a dichiararsi etero, non potrà far a meno di invaghirsi di Jules, riuscendo però, come al suo solito a rovinare tutto, negando l’evidenza e giustificandosi come sempre dietro l’ennesima sbronza.
Non ho potuto far a meno di paragonare la storia malata di Jules e Adam a quella di Wilde e di Douglas come ci viene raccontata nel De Profundis.
Jules è un uomo dal cuore d’oro, corretto, amabile, pronto a soffrire per amore ma non a lasciarsi calpestare. Troppe volte ha dovuto piegare la testa dinanzi ad un uomo che lo ha ferito, danneggiato, che ha pestato la sua dignità e il suo orgoglio.
L’attrazione che nasce tra Robin e Jules si tinge di sfumature tristi e desolanti. Lo sfiorarsi di due anime così delicate, l’una vittima dell’amore, l’altra carnefice di troppi cuori spezzati.
Come Jane anche noi saremo portati a sperare in un lieto fine, ma in fin dei conti, se abbiamo imparato davvero ad amare Jules Cassidy, dovremo accettare la sua scelta, quella che potrà renderlo fiero di se.
E proprio tra queste romantiche vicissitudini in cui la storia tra Cosmo e Jane si intreccia al triangolo Cassidy – Robin – Adam, che la tensione sale in un crescendo di momenti di alto livello di adrenalina.
L’ansia per l’approssimarsi del momento più tragico, viene caricata proprio come una sceneggiatura cinematografica. Si metterà da parte per un po’ l’aspetto propriamente romantico per calarsi nei panni di soldati pronti ad affrontare il pericolo. Tutti, nessuno escluso, avranno la loro occasione di dimostrare coraggio e gioco di squadra.
Corposo, ricco e gonfio di ogni elemento indispensabile per la riuscita di un best seller, il romanzo della Brockmann così ci mostra i vari protagonisti sotto la lente di un microscopio, mettendo piano piano a fuoco la loro vera identità, in un crescendo di emozioni e sensazioni che ci rimangono attaccate come fili di una ragnatela.


 

Condividi con i tuoi amici