Titolo: Trent’anni e li dimostro
Autore: Amabile Giusti
Pubblicazione: Mondadori

Trama: Carlotta ha quasi trent’anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all’orizzonte non vede l’ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza… ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti prò (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa…


Recensione

Definirlo fantastico, brillante, romantico a puntino e … assolutamente bello è come voler descrivere un’emozione a chi non l’ha mai provata! Ancora Mea Culpa per non essermi gettata su questo romanzo con la stessa voracità di  Rebecca Bloomwood di “I Love Shopping” sugli stivali Pucci, quando è uscita la prima stesura self publishing.
E ammetto anche, non senza vergogna che, avendo letto le precedenti opere della Giusti, non mi aspettavo affatto questo stile tagliente, frizzante e indiscutibilmente travolgente.
Grande fan di Odyssea come di Cuore Nero, già dalla prima pagina di questo nuovo romanzo ho capito che dietro l’aspetto della già amata scrittrice fantasy, si nascondeva una “signora puma” con molto pepe!
Andiamo al sodo.
“Trent’anni e li dimostro” ha visto la sua prima luce come opera auto pubblicata, ma il suo grande successo ha fatto sì che la Mondadori si aggiudicasse la definitiva e rivisitata stesura cartacea ( e non solo ) di questo romanzo in puro stile chick lit!
Prepariamoci a ridere fino alle lacrime, a soffrire fino quasi a piangere, a fare la Ola e a formulare pensieri omicidi.
Chi è Carlotta?
Carlotta non è la classica bellezza alla Irina Shayk; solo con tacchi vertiginosi ( e a rischio slogature) raggiunge il metro e sessanta. Non ha un lavoro gratificante ne un fidanzato ma in compenso una montagna di ricci anarchici e un viso che sembra una fragola matura.
È brillante, caparbia, auto ironica e sarcastica e ci accompagna nel suo viaggio esilarante in cerca di soddisfazioni e traguardi che la possano finalmente far sentire una donna appagata.
Ma il percorso è tortuoso e pieno di trappole. Con una sorella che fisicamente e caratterialmente è la sua antitesi e che non lesina frecciate al vetriolo in ogni sua comparsa in scena e una madre che la spinge tra le braccia di ogni uomo, sperando che nel mucchio, qualcuno riesca a farsi incastrare e a salvare la sua sfortunata figlia dalla “zitellanza” eterna, Carlotta deve combattere con le unghie e con i denti per restare a galla.
Si perché ha quasi trent’anni ed è sola … ancora…
Ma in quella palazzina di Trastevere, da qualche mese lei divide il suo appartamento con Luca, giovane Don Giovanni,  con l’aspirazione di scrittore e mille donne sconosciute che passano tra le sue lenzuola per una sola notte.
Mille … tranne una: Carlotta.
Proprio lei che nutre un amore quasi malato per quel sciupa femmine allergico ai legami sentimentali e che sembra ostinarsi a considerarla come un amico di bevute piuttosto che come una donna, capace di provare emozioni e vampate ogniqualvolta se lo ritrova a vagare per casa mezzo nudo.

《Se dai spazio alle donne quelle si espandono, cominciano a non accontentarsi del sesso e pretendono attenzioni.
《Ti rammento che anche io sono una donna.
《No, tu non sei una donna. Non in quel senso.
《Grazie per il complimento.
《Scema! Mi si avvicina, e l’asciugamano si sposta, mettendo in evidenza le sue famigerate pudenza e un frammento di fondoschiena. Si copre ridendo, e mi abbraccia, e non sa quanto mi fa male, e quanto avrei voglia di dimostrargli che sono donna, invece, in tutti i sensi.”

E sapere che uno come Luca neanche riesce a considerarla un degno membro della popolazione femminile non fa che aumentare la pessima stima di se stessa.
Non meno esilarante e tragicomico è il suo nuovo lavoro presso un’emittente televisiva così piccola e insignificante da non permetterle neanche di potersi riscattare, nonostante i suoi precoci “salti di carriera”, con la parentela che la considera una povera sfigata senza un soldo e un uomo.
La vita sembra volerle insegnare sempre dure lezioni tra le notti tormentate in attesa che il suo coinquilino finisca i suoi lussuriosi e rumorosi appuntamenti hot e le giornate passate ad evitare (inutilmente) gli attacchi della madre, gli appuntamenti al buio organizzati dalle sue uniche due amiche e interviste che finiscono sempre per ridicolizzarla ogni volta un po’ di più osando oltrepassare la soglia della “sfiga”. Carlotta si difende con staffilate di sarcasmo contro un mondo che sembra volerle dare contro a prescindere. Il suo unico vero e primo amore non la considera di più di una amica asessuata, sua sorella sembra vivere solo per farla sentire inferiore a lei e la madre non riesce a far altro che umiliarla. La mancanza di fiducia in se stessa la porterà a commettere errori, a buttarsi via in ragione di una vendetta che si ritorcerà solo contro di lei. E poi, finalmente, come una matassa impicciata che alla fine viene sciolta, tutto diventa inspiegabilmente chiaro e allo scadere dei suoi trent’anni, come un regalo inaspettato si troverà davanti una realtà di cui non era mai riuscita ad accorgersi.
Le scene che si susseguono con un vigore travolgente riescono a incatenarci alle pagine del libro con l’attenzione di un gatto che studia le mosse della sua preda. Siamo letteralmente calate nella vita di Carlotta, nella sua stravagante esistenza piena di colpi di scena, comici alcune volte, tristi e dolorosi in altre.  Userà la sua lingua affilata e tagliente per dar voce a quelli che saranno i pensieri che sbocceranno spontanei nelle nostre menti, mentre vivremo con lei, le più improbabili situazioni imbarazzanti in famiglia.
Le pungenti, ironiche e caustiche sferzate da offrire ai suoi interlocutori come scudo difensivo si contrappongono  alla triste, nuda, sincera lotta che le divora l’anima e il cuore. Rideremo, sì, ma  soffriremo anche, con lei, quando il suo cuore verrà preso a calci e schiacciato come un oggetto rotto, di cui nessuno si preoccupa.

Ragazzo mio, forse sarebbe meglio se uscissi fuori dalla mia vita, perché quello che per te è uno scherzo per me è la storia

Perché  Carlotta è coraggiosa, intraprendente, ma anche sola, insicura, tremendamente insicura, e nonostante i suoi enormi sforzi, non sempre riesce a rialzarsi immediatamente.

Maledizione, Luca, smettere di amarti è come racchiudere l’oceano nelle braccia.

 
Ma alla fine, caparbia e “tignosa”, Carlotta avrà la sua rivincita alla Cenerentola. Quel piccolo scricciolo dalla “bellezza simpatica”, dimostrerà che credere ai propri sogni, anche a costo di sembrar matta, porta i suoi frutti.
Combattere : sempre!
Arrendersi : mai!
In conclusione posso dire di consigliare a tutti di leggere questo romanzo. A chi crede di aver già ottenuto tutto dalla vita, a chi sta ancora lottando per farsi notare, a chi ha ancora in bocca il sapore salato delle lacrime e a chi ritiene che nella vita si debba ridere di più, anche quando sembra che tutto vada storto.


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