Titolo: Da quando ci sei tu ( Fall Away serie #2 )
Autore: Penelope Douglas
Pubblicazione: Newton Co. febbraio 2015

Trama: Sei mai stato così arrabbiato che le cose che un tempo ti facevano male adesso ti fanno sentire vivo? Hai mai provato cosa significa essere insensibile a tutte le emozioni? Gli ultimi anni sono stati così per Jared. Un viaggio tra la rabbia e l’indifferenza, senza fermate intermedie. Alcuni lo odiano per questo, altri hanno paura di lui. Ma niente e nessuno può fargli del male perché a lui non importa di niente e di nessuno. Tranne che di Tate. La ama così tanto che certe volte gli sembra addirittura di odiarla. Odia il fatto di non riuscire a lasciarla andare. Un tempo erano amici, ma poi Jared ha capito che non riusciva a fidarsi di lei né di nessun altro. L’ha ferita, respingendola, anche se ne ha ancora bisogno. Litigarci, sfidarla, prenderla in giro fino ad arrivare a perseguitarla, lo fa sentire vivo, un uomo. Tate, però, un bel giorno parte e sta via per un intero anno e quando ritorna sembra davvero molto cambiata. Il rapporto tra lei e Jared non potrà più essere lo stesso…


Recensione

Odio, amore, cattiveria e rassegnazione. Ancora una volta abbiamo vissuto il tormento struggente e corrosivo di ognuno di questi sentimenti. Ancora una volta abbiamo sfogliato le pagine della splendida avventura di Tate e Jared, scritte dalla superba grandezza dalla Douglas.
Questa volta la storia ci viene raccontata dal PoV di Jared Trent e nonostante la trama sia la stessa di “Mai per Amore”, le novità non mancheranno e tantissime saranno le nuove emozioni che proveremo leggendo il punto di vista del protagonista maschile.
Innanzitutto approfondiamo l’inizio della loro storia. Jared ci racconta le sue sensazioni quando, vedendo quella ragazzina appena giunta con il padre nella casa a fianco, così bella eppure così diversa dalle altre, tutto il suo mondo ha iniziato a cambiare, muovendosi intorno ad un nuovo centro gravitazionale: Tate.
Capiamo quanto l’amore, il desiderio e l’incapacità di reagire a sentimenti troppo forti e contrastanti possono dar sfogo alla rabbia, alla gelosia e ad una viscerale necessità di lottare contro l’unica cosa che veramente importa.
Tate è ed è sempre stata la sua luce, il suo punto di riferimento. La persona che non l’ha mai abbandonato eppure è proprio su di lei che la rabbia di Jared può sfogarsi.
Sa che lei lo rende debole e vulnerabile, come suo padre ma nei suoi confronti non può far nulla, e allora scarica sulla sua più cara amica la frustrazione di una cattiveria che se sfogata gli permette di respirare, di vivere. Anche a costo di farle del male.
Ma farle del male non serve solo a sfogarsi ma anche a tenerla stretta a se, controllarla, non lasciarla andare. E di questo se ne rende conto proprio quando Tate sta partendo.

La paura mise radici nel mio cervello non appena mi resi conto che stava davvero partendo. Non avrei avuto più alcun controllo su di lei. Non avrebbe più pensato a me ogni giorno. Sarebbe uscita con qualsiasi deficiente che avesse mostrato interesse per lei. E, cosa forse ancor peggiore, non l’avrei più vista né avrei sentito la sua voce. Avrebbe vissuto la sua vita senza di me, e ciò mi spaventava.
Tutto, all’improvviso, mi parve alieno e sgradevole. La mia casa, il mio quartiere, l’idea di tornare a scuola nel giro di una settimana.
 «Cazzo», ringhiai a mezza voce.
 Tutta questa merda doveva finire.

Forse lei appartiene a lui tanto quanto lui appartiene a lei e questa consapevolezza brucia come lava dentro la sua mente. Una mente che pensava di essere forte, autonoma e coraggiosa.
Nulla di tutto ciò. Jared soffre e si perde durante quegli undici mesi in cui la sua vittima è in Francia.

Tuttavia negli ultimi giorni – da quando erano ricominciati di nuovo gli incubi – non desideravo altro che bionde. Come se avessi un qualche distorto istinto autodistruttivo nei confronti dell’unica bionda che amavo odiare.

 
Un intricato gioco di ruolo tra l’odio e l’amore. Tra la necessità di infierire e il desiderio di vederla felice, Jared prova a mantenere fede alla sua sete di vendetta ma il cuore sfugge al suo controllo.

Come faceva? Come era possibile che riuscisse sempre a farmi sentire felice di vederla felice?

 
Quella che si trova davanti, una volta fatto ritorno dall’Europa è una ragazza diversa, più consapevole, combattiva e ancora più desiderabile. Agli occhi suoi e di tutta la scuola.
Il suo giocattolo preferito ha smesso di starsene lì a fargli da pungi ball e ha cominciato a reagire mettendolo in seria difficoltà, ponendogli il dubbio che stia davvero per perdere la cosa più importante.
 

Le cose non erano mai andate tanto male tra noi.
 Di solito Tate se la dava a gambe. Prima della Francia. O quanto meno prima di sapere che sarebbe partita. E quando lei si tirava indietro, io mi calmavo. Potevo ritenermi soddisfatto. Invece adesso… adesso non ero più quello più forte. Lei mi stava tenendo testa ed era pronta a raccogliere la sfida.

 
Le lunghe e complesse introspettive dei contorti ragionamenti di Jared ci permettono di calarci meglio nei panni di quel ragazzino che a quattordici anni ha subito un trauma terribile. Il suo dolore viene a spiegarsi come un perenne contrasto tra il bisogno di lottare per restare a galla e la necessità di affrontare la vita con il coraggio da uomo.
Se avevamo colto questo elemento già dal primo libro, attraverso il racconto di Tate, ora, calati nella mente di Jared sembra ancora tutto più chiaro. Per carità, sbagliato, ma comprensibile.untilyou

Ogni volta che l’avevo provocata, il mio scopo non era stato farla star male. Volevo solo dimostrare a me stesso che lei non esercitava alcun controllo sul mio cuore e sulla mia testa.
Se avessi potuto strapparla via dal mio cuore e dalla mia testa, se avessi potuto uccidere tutto ciò che di bello provavo per lei, allora sì che sarei stato forte.

 
In questo libro capiremo meglio anche il bellissimo rapporto che Jared instaura con il padre di Tate, quando lei sarà in Francia. Se il suo vero padre non gli ha mai voluto bene, James Brandt riusciesce a rinquadrarlo, a capire di cosa ha bisogno e a riportarlo sulla giusta strada insegnandogli le regole fondamentali da tener presente nella vita di tutti i giorni.

La mia teoria è che chi sbaglia deve ammettere i propri errori e andare avanti. Tutti combiniamo dei casini, ma un vero uomo risolve i propri problemi.

James non sa nulla di quello che è successo tra i due ragazzi e sembra considerarli affari non suoi. Nessuna domanda al riguardo a parte lanciare qualche freccia ben mirata nel cuore del ragazzo quando, lontano da casa, gli chiede di prendersi cura della sua adorata figlia. Sì come no, lui la odia e dovrebbe prendersene cura?? Ma dai.
Ovviamente lui, e a quanto pare anche il lungimirante Mr Brandt, sa che il suo risentimento è incapace di trattenerlo dal necessario bisogno di saperla al sicuro. Infatti se lui si comporta in quel modo, questo non vuol dire che anche gli altri possano arrogarsi il diritto di mancarle di rispetto. Tate è sua e solo lui può ferirla e soprattutto amarla.
 

“Se non te la sei ancora fatta…?”.
 A quel punto mi venne voglia di sparire. Avevo un nodo alla gola.
Ma che diavolo…
 Volevo farle del male. Non volevo farle del male. La odiavo. La amavo.
Volevo violare il suo corpo in cento modi diversi. Volevo che fosse al sicuro.Ero più confuso che mai, ma una cosa la sapevo per certo.
Tate meritava rispetto.

 
Ci siamo commossi per il monologo di Tate in “Mai per Amore” e ci commuoveremo anche qui per quello che Jared avrà da dire a lei, dinanzi ad una scuola intera per dimostrarle quello che prova, quello a cui è disposto a rinunciare per lei. Lo fa spogliandosi di ogni suo scudo, lasciando cadere quel muro che per anni era servito a mantenerlo in piedi ma che ora sta rischiando di schiacciarlo facendo scappare Tate per l’ultima volta.
Ora è pronto ad affrontare a testa alta la sua vita e per questo deve ringraziare solo la sua luce!

Elementi e argomenti attuali come i traumi subiti da adolescenti nei confronti di adulti con gravi problemi e il bullismo saranno curati e trattati con chiarezza riuscendo a toccarci nel profondo dell’anima.  Siamo abituati forse troppo a sentir parlare di questi brutti aspetti della vita ma calarci nei panni delle vittime e dei carnefici, soprattutto quando l’uno è conseguenza dell’altro, ci imprime a pelle il tempestoso caleidoscopio di emozioni che si alternano impulsive e irrazionali nella mente dei loro protagonisti.
Siamo davanti ad un immenso contenuto istruttivo al quale la mano magica della nostra scrittrice non ha mancato di regalarci passionali momenti di romantico e caldo piacere. Tutto all’ennesima potenza, ma descritto con eleganza e grazia.
Un vero capolavoro!

Ieri durerà per sempre.
Domani non arriverà mai…
Fino a quando non avrò te.


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