Titolo: Mai per amore ( Fall Away serie #1)
Autore: Penelope Douglas
Pubblicazione: Newton Co. Agosto 2014

Trama: Un tempo Jared e Tate erano grandi amici: sono cresciuti insieme, si sono aiutati a vicenda nei momenti difficili. Ma, dopo un’estate che hanno trascorso lontani, Jared è cambiato. Il bambino dolce di una volta si è trasformato in un ragazzo difficile e astioso, sempre pronto a offendere e deridere Tate, a schernirla e a farla oggetto dei propri soprusi. A scuola le ha reso la vita un inferno, e Tate non sa più come difendersi: vorrebbe odiarlo eppure non ci riesce, perché sente che il suo vecchio amico ha sofferto, che questa sua prepotenza nasconde una profonda ferita. Deve scoprire il motivo della sua rabbia, raggiungere il suo cuore e carpire il segreto da cui lui ha deciso di tenerla all’oscuro…


Recensione

E’ vero che l’odio è da preferirsi all’indifferenza? Ciò che più li distingue è la necessaria componente emotiva che nutre l’odio e la sua totale mancanza nell’indifferenza.
Odiare significa provare un sentimento, un emozione che ti permette di ancorarti alla persona verso cui si dimostra.
Si può serbare odio, ma non si serba indifferenza. Essa è scevra di ogni elemento senziente.
E quando l’odio viene ad essere uno strumento per rimanere aggrappati a qualcosa di troppo intenso per essere abbandonato, lì il confine diventa sottile perché si mostra come un sentimento passionale e intenso al pari dell’amore stesso.
L’odio permette di restare distaccati ma allo stesso tempo è capace di trattenere, conservare, possedere ed essere posseduto e Jared aveva bisogno di rimanere ancorato a Tate, se non con l’amore, almeno con l’odio.
Ancora una volta Penelope Douglas ha saputo stregarci con la sua creatività e la sua capacità di sviscerare emozioni insuperabili.
Siamo a Shelburne Falls, cittadina situata ad un’ora di macchina da Chicago.

Tatum Brandt, detta Tate e Jared Trent, vicini di casa e un tempo amici inseparabili. Una sola anima in due corpi. Poi qualcosa è cambiato. Da quando Jared a quattordici anni è partito per passare del tempo con il suo mai conosciuto prima d’ora padre, è scattato qualcosa nella testa del ragazzo. Al suo ritorno Tate si è ritrovata dinanzi ad una persona completamente cambiata. Il suo amico è  scomparso, lasciando il posto ad un crudele e odioso ragazzo strafottente e arrogante.
Ora sono al liceo, quel percorso scolastico che Jared le ha reso un inferno. Presa di mira da lui e dal suo più caro amico Madoc, Tate è stata umiliata, beffeggiata e relegata a ruolo di supersfigata, grazie anche alla fama e al rispetto nutrito da tutta la scuola nei confronti di Jared.18090508
Tate non sa cosa sia successo ma quello che un tempo era la sua forza, il suo punto di riferimento ora la odia. La odia a tal punto da sembrar provare una malata gioia nel farle del male emotivamente, schiacciandola sotto la sua beffarda e spietata vendetta immotivata.
La lotta emotiva che accompagna tutta la lettura sarà estenuante come una guerra fredda. Ma quando a combattere sono due ragazzi come Tate e Jared non si può parteggiare per l’uno o per l’altra. La cattiveria immotivata di Jared ci spingerà a provare un certo fastidio nei suoi confronti, sì, ma allo stesso tempo saremmo portati a mettere da parte le apparenze sforzandoci di capire il motivo di tanto rancore. Tate, dal canto suo saprà farci inorgoglire sempre di più con le sue reazioni. Non più pronta a farsi calpestare, ma decisa a reagire e affrontare a testa alta quella battaglia che non ha scelto lei di cominciare. Si convince che deve odiarlo, di conseguenza, affinché sia più facile rimanere incolume.

Nessuno avrebbe potuto davvero ferirmi se io fossi stata in grado di fare lo stesso, giusto? 

O almeno ci prova con tutta se stessa, perché non può e non sa come accettare tutta quella rabbia nei suoi confronti. Vittima indifesa per anni di quell’ efferato e mordace risentimento, combatte con tutta se stessa per liberare il suo cuore dal ricordo di quel Jared che un tempo era il suo migliore amico e per il quale prova un’attrazione che non si può permettere.
E c’è un momento in cui Tate, affronta con vigore esaltante ma pericoloso le continue frecciate scoccate dall’arco di Jared e dei suoi amici, ma poi si rende conto che quella non è lei. Non vuole diventare cattiva, non ha bisogno di piegarsi al suo livello per reagire. Forse basta solo arrendersi e farlo con dignità.
Il monologo che decide di pronunciare davanti a tutta la classe, rivolto al suo amico “scomparso”, lascerà un segno non solo nel cuore di Jared, ma in quello della classe intera e… anche in me.
La stupenda e commuovente arresa nei confronti di una lotta da lei mai voluta, il ricordo di quel ragazzo che una volta era il suo tutto ma ora non esiste più, mi ha stretto il cuore in una morsa difficile da sciogliere.

Tu mi facevi venire le vertigini, come la sinfonia di un temporale. Eri la tempesta in un giorno di sole, il lampo in un noioso cielo senza nuvole.
Ma un giorno, all’improvviso, ho perso anche te. Ho ripreso a soffrire e vedere che mi odiavi mi faceva sentire male. Il mio temporale se n’era andato, tu eri diventato cattivo. Nessuna spiegazione. Te ne sei andato e basta. E mi hai spezzato il cuore. Mi mancavi.
Eri il mio temporale, il mio tuono, il mio albero sotto la pioggia. Amavo tutte queste cose, e amavo te. Ma adesso? Sei diventato molesto come la siccità. Pensavo che gli stronzi guidassero tutti macchine tedesche, ma a quanto pare c’è ancora in giro qualche coglione con la Mustang»

Ritirarsi dalla guerra sarà il passo della vittoria. La rassegnazione spezzerà il cinico filo della vendetta e finalmente lascerà che la speranza si faccia strada nel cuore tormentato e straziato di entrambi.
Ammetto che quando Jared le confida di non odiarla, di non averlo mai fatto ma di averci provato come rimedio per il dolore provato a causa di un altro odio, uno vero, che non poteva sfogare, mi sono detta che un comportamento del genere non aveva giustificazione. Insomma, Tate è una ragazza pura e buona. Nonostante sia chiaro che non abbia nessuna colpa, le ragioni di Jared non reggevano. Mi sono detta che non ci sarebbe stata motivazione plausibile per un atteggiamento così crudele e cinico. Ma poi… ahimè mi sono dovuta ricredere. Quello che ha visto Jared, un ragazzino che allora aveva solo 14 anni, appena tornato da quell’incubo subito da suo padre… beh, è un dolore difficile da razionalizzare.
E non è impossibile capire perché se la sia presa così tanto con la persona che amava di più. La sua lanterna…
Se le parole di Tate ci hanno commosso, quelle di Jared ci turberanno in maniera ancora più profonda.
Due protagonisti perfetti, indimenticabili, che hanno saputo regalarci un infinità di emozioni così forti e penetranti da scalfire il cuore.

«La lanterna sei tu, Tate. La luce. Me la sono tatuata dopo essermi cacciato in tutti quei guai, l’anno scorso. Dovevo darmi una ripulita e mia madre aveva deciso di fare lo stesso e di smettere di bere. Entrambi ci siamo aggrappati a un pensiero che avrebbe dovuto aiutarci a venirne fuori. Un sogno o un desiderio…», scosse il capo e lasciò la frase a metà.
La sua confessione mi aveva lasciato senza fiato. Aveva pensato a me ogni giorno?

 Tate ci ha accompagnato lungo il cammino dei suoi tormenti, delle sue paure e delle sue gioie. Ci ha fatto piangere con lei, per quello che ha fatto e per quello che ha sentito pronunciare da Jared. Di lui abbiamo avuto modo di farci un’idea abbastanza chiara, attraverso gli occhi di Tate, ma questo non basta per dar valore ad un protagonista così importante. Quindi… vi consiglierei di approfondire la conoscenza di Mr Trent con il seguito di questo romanzo: Da Quando Ci Sei Tu, in cui potremo calarci nei suoi panni attraverso il suo personale POV.


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