Titolo: La mia meravigliosa rivincita ( Fall Away serie #3)
Autore: Penelope Douglas
Pubblicazione: Newton Co. Luglio 2015

Trama: Sono passati due anni dall’ultima volta che si sono visti. Due anni in cui non hanno fatto altro che covare rancore reciproco. Ma la verità è che Madoc e Fallon sono stati ingannati e tenuti lontano l’uno dall’altra dai rispettivi genitori. E ora che Fallon è tornata, vuole vendicarsi di tutto il dolore che è stata costretta a sopportare. Solo che non ha messo in conto il brivido di rivedere Madoc. Forse, nonostante tutto, i suoi sentimenti per lui non sono così cambiati… Madoc, dal canto suo, proprio non riesce a detestarla come vorrebbe…


Recensione

Eccoci giunti al terzo capitolo di questa serie stupenda. Penelope Douglas non si è certo trattenuta dallo sferzare colpi così travolgenti, spietati, passionali, crudeli, idilliaci ed estremi, stampando a caldo nella mia mente emozioni talmente tanto disparate le une dalle altre da lasciarmi senza fiato.
Quando ero pronta a gridare dalla rabbia ecco che un barlume di speranza mi rilassava la vena temporale, acquietando i nervi e facendomi prendere respiro.
Quando le lacrime mi riempivano gli occhi per la commozione ecco che una sorsata di cicuta mi avvelenava il fegato.
Siamo di nuovo al cospetto di quel sentimento talmente forte, scottante e doloroso, che difficilmente si definisce. Quando amare fa troppo male, è meglio odiare.
Ma cosa e quanto può cambiare quando a vivere questo sentimento così forte sono persone assai diverse da quelle che abbiamo apprezzato nei primi due capitoli della serie?!
Siamo di nuovo a Shelburne Falls. Città che abbiamo visitato in occasione del viaggio tra i sentimenti di Jared e Tate.
Ma loro due ci hanno commosso con la loro travagliata storia d’amore, nata tra adolescenti troppo orgogliosi e inesperti per fermarsi a riflettere su quello che avevano e che per poco non rischiavano di perdere. Il loro rapporto si era incrinato per un semplice, anche se letale, equivoco, ma è stato più il loro orgoglio che il destino a tenerli lontani.
Qui, tra Madoc e Fallon c’è ben altro. Come se la tematica si fosse evoluta, crescendo, insieme al tempo stesso che ci ha separato dalla pubblicazione di un libro all’altro.
La loro storia è straziante, dolorosa e tanto pressante e sfiancante è la necessità di aversi e di odiarsi, altrettanto sfiancante e lacerante è il loro improvviso distacco.Revival
Diventati fratellastri quando ancora la turbolenta e difficile fase dell’adolescenza porta a non razionalizzare le emozioni, Madoc odia la sua matrigna, chiaramente interessata solo all’aspetto economico e sociale derivante da un’unione con un Caruthers. Odiando la matrigna, odia anche sua figlia. Fallon però non ha nulla della madre. Anche lei la detesta per la sua arroganza, la sua mancanza di senso materno. Il suo sconsiderato e ignobile carattere da sociopatica. Patricia vive per Patricia. Che ci sia una figlia al suo fianco, strappata troppo giovane da un padre che nonostante la sua fama le vuole davvero bene, non importa. E’ un inutile e pesante pacco da trascinarsi dietro. Ma d’altronde non è così ingombrante quella ragazza così sulle sue, nascosta dietro a un paio d’occhiali da vista che poi tanto non le servono.
Fino a che… beh fino a che non scoppia il finimondo.
I due giovani ragazzi si punzecchiano di continuo, fratellastri che non vogliono legare tra di loro. Ma qualcosa di più intenso della loro forza di volontà li porta ad avvicinarsi, ad aver bisogno l’uno dell’altra. L’età forse è il capro espiatorio che li trascina tra le lenzuola, dove ognuno, non resistendo all’altro, sfoga il bisogno di sentirsi apprezzato, voluto, desiderato. L’odio di giorno, l’amore di notte.
Ma un amore mai dichiarato, sempre nascosto da una parvenza di necessità puramente ormonale, viene a creare un pericoloso gioco di malintesi. Madoc è convinto che Fallon sia come la madre, pronta a prendersi quello che desidera senza troppi problemi. Fallon, dal canto suo vede in Madoc un ragazzo viziato, che ha tutto e che per noia o divertimento la cerca quasi tutte le notti. Ma è proprio così? Siamo sicuri?
Dietro quel contatto fisico, quell’attrazione irresistibile si nasconde in entrambi un sentimento talmente forte che al momento del distacco forzato per loro è la fine. Un time out che dura due anni. Due vite sospese, rimaste in balia di un dolore troppo forte per essere accettato o superato.
Il doppio PoV alternato questa volta ci porta a diretto contatto con l’animo ferito di entrambi i protagonisti, in un contemporaneo alternarsi di lotte tra la necessità che brucia e l’ostinazione che uccide, lentamente ma senza scampo. Finiamo per amarli entrambi, parteggiando per uno o per l’altra ogni qual volta la storia ci porta a conoscere dettagli più drammatici.
Dopo due anni Fallon decide di tornare nella casa dove tutto è iniziato. Spinta dalla vendetta e sicura che nulla potrà più ferirla. Il dolore che ha già sofferto è stato sufficiente a renderla più forte.
Certo, come no…
Beh, rivederlo dopo tutto quel tempo, riporta nel suo cuore quel bisogno lancinante di averlo, di sentirlo, di nascondersi tra le sue braccia.
E come può l’odio vincere contro l’amore?
Entrambi avevano dato alla loro improvvisa e violenta separazione un significato che nel tempo si è incatenato e fuso nelle loro menti. Madoc si sente abbandonato, tradito, usato. Tale madre, tale figlia.

Ma erano passati due anni. Non la trovavo più sexy.
Adesso era letale. Nonostante il pallido incarnato irlandese, la sua pelle era illuminata dalla più bella spruzzata di lentiggini sul naso e sotto gli occhi che avessi mai visto. Si era tinta i capelli. Prima erano castano chiaro mentre adesso erano di tre diverse tonalità di marrone con qualche piccola ciocca bionda in mezzo.  I suoi occhi verdi risaltavano più di quanto ricordassi e avevo dovuto contrarre ogni muscolo del corpo quella mattina per non avere l’aria di chi la stava squadrando. Vederla camminare in cucina in pigiama, come se avesse passato tutta la notte a scopare, mi eccitava.

Non sa i veri motivi che hanno spinto Fallon a tornare, ma anche per lui, rivederla, vuol dire riprovare quella cieca bramosa voglia di averla, anzi, di possederla. Farle del male per farsi del bene.
Il loro odio viene quindi ancora sfogato attraverso l’attrazione sessuale a cui nessuno dei due riesce ad opporsi. È dura, brutale, quasi violenta. Come se questo fosse il solo modo per tornare a sentirsi vivi. Come se solo adesso le loro vite tornassero a scorrere, esattamente da dove si erano bloccate, quella fatidica mattina.
Gelosia, rabbia, rancore, desiderio… ogni elemento svolazza nelle loro menti confuse, mettendo in discussione ogni certezza che in quel lasso di tempo avevano tanto difficilmente creato.

La caratterizzLa mia meravigliosa rivincitaazione estremamente dettagliata e accurata di tutti gli altri elementi figuranti, arricchiscono, ognuno con la sua propria impronta, la storia, aggiungendo dettagli e regalando lezioni di vita davvero forti e uniche.
Apprezziamo ancora di più Jax, fratellastro di Jared che nel finale avrà un ruolo fondamentale e che ci fa venir voglia di gettarci su di lui a braccia spalancate (!!!)

Se pestavi i piedi a Jared, ti beccavi un pugno nella pancia. Se pestavi i piedi a Jax, lui era capace di craccare il database dello sceriffo ed emettere un mandato d’arresto nei tuoi confronti. Se colpivi Jared, lui ti polverizzava. Nessuno invece colpiva Jax. Quel ragazzo si portava dietro un coltello.

 
Di Jared e Tate, comparse di spicco in tutto il romanzo, sappiamo già abbastanza ma la loro presenza attiva sebbene non eccessiva rende ancora più fluido e lineare il collegamento di questo romanzo con quanto letto nei precedenti libri.
In sostanza, ogni singolo attore di questo stupendo capolavoro viene ad assumere un’importanza strategica nel disegno totale dell’opera.
Il padre di Fallon, quell’uomo la cui fama di “assassino” lo caratterizza come un uomo duro, inflessibile, pericoloso, ma assolutamente presente come genitore nelle situazioni più particolari, fa le sue entrate in scena poche volte, ma con una presenza scenica notevole.

«Ho preso a pugni tutti i muri di quella cazzo di casa, Fallon. Ma l’ho superata. Perché è questo che facciamo noi. Superiamo tutta la merda che questo mondo ci propina finché non diventiamo così forti che niente può più distruggerci». Abbassa la voce, il tono ancora più deciso. «Ed è questo quello che ho fatto. Ho lasciato che lei ti prendesse con sé, perché sapevo che quella puttana ti avrebbe reso più forte».
Mio padre si china su di me e mi dà un bacio in fronte. Poi i nostri sguardi si incrociano. «Niente di ciò che accade sulla superficie del mare può alterare la calma dei suoi abissi», mi dice, citando Andrew Harvey. «Nessuno può portarti via da te stessa, Fallon.
Non concedere ad anima viva tanto potere»

 
Non mi soffermo a parlare troppo di Patricia, la madre di Fallon perché mi si rigonfierebbe la vena temporale. Che è una donna spregevole l’ho già accennato. La sua parte è fondamentale nel cercare a tutti i costi di soffocare la felicità di sua figlia e di Madoc. Ma se davvero ha ragione il padre, allora anche il male serve. Perché rende più forti!

Addie è il personaggio che più mi ha stretto il cuore. Il suo amore verso i due ragazzi va oltre le mansioni del suo lavoro. Governante e amica, quella donna riesce con la sua semplicità e la sua dolcezza a far luce anche in una notte buia come la pece.
Basta una parola detta da lei che il sipario si apre su una realtà completamente nuova.
 

Ecco perché è un bravo ragazzo, Fallon. Lui raccoglie i pezzi.

 
Lo strabiliante intreccio di emozioni diverse, opposte e passionali che si alternano in ogni pagina del libro ci trascinano ancora una volta, sempre più forte, in un vortice di sensazioni talmente destabilizzante da farci sentire quasi ebbri.
L’ardore, la sensualità, la cruda e spietata cattiveria. L’amore, l’odio, il rancore. E poi ancora la gioia, il dolore, la serenità e la paura. Una centrifuga a LaMiaMeravigliosaRivincitamille giri che non può esser completamente descritta se non vivendola attraverso la lettura di questo romanzo.

Avrei insistito, fino a quando non si fosse sciolta. La volevo vedere piangere e gridare. La volevo vedere rossa di rabbia, che singhiozzava miseramente.
La volevo vedere a pezzi.
 E poi volevo che tremasse e si aggrappasse a me.

«Se volete un consiglio da uno che sta per avere ben due divorzi alle spalle…». Jason guardò lo spazio tra Madoc e me. «Litigate. Litigate fino in fondo. Non uscite di casa arrabbiati, non andate a dormire arrabbiati. Litigate finché non vi chiarite. Quando si smette di litigare si comincia a rassegnarsi».
                                                                                         Jason Caruthers.


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