Titolo: Dolce come il miele (The Dark Elements #0.1 – Prequel)
Autore: Jennifer L. Armentrout
Pubblicazione: Harlequin (Blue Nocturne) Settembre 2014

Trama:Per Jasmine, Dez era stato molto più di una cotta adolescenziale. Per otto anni era stato il suo migliore amico, la persona con cui si confidava, tutto il suo mondo. Le aveva promesso che sarebbero stati insieme per sempre… e poi l’aveva abbandonata senza una parola di spiegazione proprio quando suo padre aveva dato il consenso alla loro unione. Tre anni dopo, si ripresenta da lei come se niente fosse, pronto a riprendere la loro storia da dove si era interrotta. Ma Jas non ci sta. Non vuole soffrire ancora. E così pone delle condizioni. Dez avrà sette giorni per guadagnarsi la sua fiducia e convincerla che sono fatti l’uno per l’altra. Sette giorni all’insegna di eccitanti pericoli e dolcissime tentazioni, per conquistare il suo cuore… o spezzarglielo di nuovo.


Recensione

Niente, non c’è niente da fare.
Che si firmi Jennifer Armentrout o J.Lynn, che scriva romanzi fantasy, di fantascienza o new young, che siano brevi racconti o volumi enciclopedici, non fa differenza.

Chapeau!!

La sua mano è magica e ogni singola parola che esce dalla sua mente mi fa venire brividi. Brividi che mi accompagnano dalla prima all’ultima pagina.
Ecco allora che mi accingo a presentare, con l’umiltà di una discepola in ammirazione, il prequel di una nuova serie (The Dark Elements) firmata J. Armentrout e pubblicata da Harlequin nella sezione Blue Nocturne.
Dolce come il miele. Titolo che forse in italiano non rende come quello originale : Bitter Sweet Love
Sì perché quello che troviamo in queste pagine è l’amore dolce di due vite che si ritrovano e l’amore amaro per un abbandono sofferto per troppo tempo.
L’elemento surreale è quasi naturale tanto la nostra amata autrice riesce a mescolare bene il reale dall’ immaginario rendendo il mondo dei gargoil e quello dei demoni perfettamente modellato con quello umano.
E viene poi da chiedersi, con la stessa innocenza di un bambino, perché si dia per scontato che i gargoil non esistano veramente. Insomma, se qualcuno ne costruisce delle statue da secoli, allora vuol dire che una base di verità ci sia dietro la leggenda. Jasmine, figlia del capo clan, orfana di madre, e con un’indole selvatica, non si decide ad adattarsi allo stile di vita delle femmine del clan. Ama volare di notte, tuffarsi in caduta libera, spingendosi fino al limite della sicurezza per riatterrare, godendo di quella euforia che le permette di liberare il suo cuore da quell’ombra di tristezza che da anni le scava nel petto.
 

 Scesi in picchiata, le ali strette al corpo, gli occhi spalancati e la.mente sgombra dai pensieri, così come il mio petto, libero dalla morsa di dolore che di solito mi faceva soffrire come una ferita non ancora rimarginata. Erano rari quei momenti, in cui non avevo obblighi verso la mia razza e non esistevano minacce di morte, né tanto meno il ricordo di quanti avevo amato e perduto. E io facevo tesoro di quei brevi, bellissimi istanti.
Ma, come sempre, anche quel momenti passò troppo in fretta.Bittersweet-Love-New

 
Perché il dolore per la scomparsa del suo Dez non è ancora svanita come vorrebbe convincersi e nel momento in cui lui riappare, per rivendicare l’accoppiamento con lei … beh Jas non ci sta! Il dolore per quel tradimento inaspettato e senza una spiegazione le brucia ancora dentro come un fuoco che dopo anni viene rialimentato. Così, messa alle strette dall’incombenza di una risposta che crede già di avere, Jas approfitta della situazione per mettere alla prova le parole d’amore di Dez. Per lui quei tre anni sono stati lunghi e ha sempre pensato a lei, senza sapere quanto invece per lei fossero stati eterni. La condizione che gli pone è di assecondare e soddisfare le sue richieste. Vedere NewYork, Washington, fare il bagno nuda, guidare e catturare un demone ( forse nella speranza di lavarsi di dosso quel senso di colpa per non aver potuto salvare sua madre ). Dez non si tira indietro e in quei sette giorni Jas capirà tante cose, prima fra tutte, che non ha mai smesso di amare Dez. Lo stile pratico, leggero, autentico, ironico e allo stesso tempo profondo nell’esprimer i momenti più intensi, regala alle pagine della Armentrout un sapore inebriante che riesce ad accarezzare le nostre emozioni come poche altre autrici sono in grado di fare.
Poco più di cento pagine riescono a scavare nel mio cuore come se ne fossero cinquecento, a parte poi, triste e languida, chiudere il libro e sperare che il tempo che mi separa dalla lettura del seguito sia clemente e che passi come un soffio di vento.

Sapeva di cioccolato e virilità,  un gusto intossicante che annebbiava la mente.


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