Titolo: L’incastro (im)perfetto – Ugly Love
Autore: Colleen Hoveer
Pubblicazione: Leggereditore Agosto 2015

Trama: Quando Tate Collins trova il pilota Miles Archer svenuto davanti alla sua porta di casa, non è decisamente amore a prima vista. Non si considerano neanche amici. Ciò che loro hanno, però, è un’innegabile reciproca attrazione.
Lui non cerca l’amore e lei non ha tempo per una relazione, ma la chimica tra loro non può essere ignorata. Una volta messi in chiaro i propri desideri, i due si rendono conto di aver trovato un accordo, almeno finchè Tate rispetterà due semplici regole: mai fare domande sul passato e non aspettarsi un futuro.
Tate cerca di convincersi che va tutto bene, ma presto si rende conto che è più difficile di quanto pensasse. Sarà in grado di dire di no a quel sexy pilota che abita proprio accanto a lei?


Recensione

Dopo tanto tempo ho deciso di varcare le porte del paradiso e immergermi nel sublime abbraccio della Hoover. Non oserei definire in altro modo il suo stupendo e perfetto stile di scrittura. Ogni riga, ogni parola ha il potere di avvolgermi nell’universo dei più profondi, intrinsechi e palpitanti sentimenti. Ogni dettaglio, anche la scelta visiva delle parole stampate sulla pagina, è messo lì affinché doni al tutto elementi di forza espressiva ed emotiva.
Forse avevo dimenticato quanto dirompente potesse essere per l’animo mio leggere un suo romanzo, o forse la sua arte è cresciuta innalzandosi a livelli quasi divini. In ogni caso mi ha lasciato letteralmente senza parole e con un mare di lacrime. Difficile, a questo punto, dare il giusto merito a questo romanzo con una recensione che almeno si avvicini a rendere l’idea di cosa si nasconda tra le pagine di questo capolavoro.
Il doppio PoV è affidato ai due protagonisti con l’unica differenza che Tate ci porta a vivere il presente, mentre Miles ci racconta il suo passato. Elemento questo indispensabile che rende la lettura intensa caricando l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina. Quello che conosce Tate è l’uomo che è diventato grazie e per colpa di quel passato che proprio lui ci spiega.
Un passato neanche troppo lontano.
La vita di Miles cominciò sei anni fa, quando i suoi occhi si posarono su Rachel.

La mia bocca dimentica come si parla. Le braccia dimenticano come alzarsi per presentare la persona alla quale stanno attaccate. Il cuore dimentica di aspettare di conoscere una ragazza prima di iniziare a straziarmi il petto per uscire e raggiungerla.

La vita di Miles finì sei anni fa, quando quel drammatico incidente lo privò della cosa più bella che aveva.

 Il brutto dell’amore diventa te.
Ti consuma.
Ti fa odiare tutto.
Ti fa capire che per quanto sia bello il bello dell’amore, il gioco non vale la candela. Senza il bello, non rischieresti di sentirti così.
Non rischieresti di sentire il brutto.
Così ci rinunci. Rinunci a tutto.

 La vita di Tate invece sembra cominciare ora, nel presente. Quando il suo sguardo si posa su Miles, pilota di linea che condivide il piano del palazzo in cui vive suo fratello Corbin e in cui lei si è appena trasferita.
Il loro primo incontro certo non si può definire dei migliori e solo alla fine ci verrà svelato il significato di quella scena. Tate conosce un Miles schivo, silenzioso, chiuso. Impenetrabile animo sofferente che la attrae come una falena alla fiamma. Una fiamma pericolosa, letale, ma capace di annebbiare la sua lucidità quel tanto che basta per impedirle di scappare davanti ad un destino che sembra volersi imporre inesorabile e struggente. 

Non sono Tate quando sono con Miles: sono liquido e il liquido non sa come essere fermo o farsi valere. Il liquido fluisce ed è ciò che voglio fare con Miles.   Fluire.

 Quell’uomo così affascinante la vuole ma non può offrirle più di un rapporto strettamente carnale. Perché Miles ha rinunciato all’amore sei anni fa.ugly-love
Le due storie ci vengono raccontate contemporaneamente dandoci modo di conoscere il lato romantico, dolce, passionale di un Miles appena diciottenne e il duro e doloroso scudo contro cui invece Tate deve lottare per farsi strada nel cuore di un uomo che ha messo da parte ogni speranza di essere felice.
Perché Miler Archer ha amato, una volta, e l’ha fatto completamente, mettendo in gioco ogni cosa, rischiando di perdere quello che rimaneva della sua famiglia. Ha lottato per amore; ha difeso per amore. E l’amore l’ha consumato, l’ha distrutto, gli ha strappato il cuore dal petto, togliendogli il mondo, il suo mondo, quello per cui sarebbe stato pronto a morire.
A 18 anni ha dato se stesso e ha ricevuto in cambio la morte! L’amore ha ricambiato la sua devozione offrendogli il lato brutto di se. E quando un sentimento così forte, così intenso si accanisce straziandoti l’anima, annegandoti, non puoi fare altro che giurare di non volerlo mai più riprovare.
Ed è proprio di quest’uomo che Tate si innamora, giorno dopo giorno. Ingoiando la crudele e incomprensibile distanza emotiva che Miles le dimostra, si mette in gioco, ubbidendo alle strane regole che lui ha imposto alla loro frequentazione. Non chiedere nulla del passato e non aspettarsi un futuro.

I suoi occhi si soffermano sui miei per qualche secondo. «Non chiedere del mio passato» dice fermamente «e non aspettarti mai un futuro.»

 Viviamo la straziante storia di Miles e il letale gioco a cui si sottopone Tate e più soffriamo per lei che, con coraggio e sacrificio, cerca di farsi strada nel cuore chiuso e indurito del giovane pilota, più il groppo in gola cresce, scoprendo quanto egli sia stato punito dal suo più grande amore.
Non possiamo parteggiare per l’uno o per l’altro. Possiamo solo sperare che la caparbia insistenza di Tate vinca i fantasmi del passato, che trovi una via attraverso la quale illuminare di nuovo la vita di Miles.
Si perché Tate non vuole cedere, ci prova con tutta se stessa a obbligare il suo cuore a rimanere nei ranghi, a non soffrire per una storia che chiaramente non esiste e non esisterà mai. Le regole sono chiare. Prendere o lasciare.
Lasciare? Assolutamente no! Prendere, prendere tutto quel che viene, sofferenze, piacere, amore, indifferenza, odio, distacco, tristezza, passione.
Ogni sentimento provato ne sarà valsa la pena. Anche a costo di farsi davvero male, Tate non si tira indietro. Quello che ha da offrirle Miles le deve bastare, anche se darebbe qualsiasi cosa pur di poter sapere cosa si cela dietro un carattere così schivo.

Il suo aspetto è del tutto contraddittorio: è come se due diversi creatori si fossero fatti la guerra mentre lo stavano ideando. La forza della struttura ossea è in contrasto con la morbidezza invitante delle labbra, che sembrano accoglienti e innocue se paragonate alla ruvidità dei suoi lineamenti e alla cicatrice irregolare che solca il lato destro della mandibola per tutta la sua lunghezza.

Per quanto lei cerchi di rimanere salda alla promessa fatta, è impossibile impedire al proprio cuore di aggrapparsi ad ogni piccolo accenno di interesse emotivo che lui le mostra. Eppure, ogni parola, ogni sguardo che possa aprire uno spiraglio di speranza, viene immediatamente schiacciato da un severo e inoppugnabile chiarimento. Non ci potrà mai essere nulla tra di loro. Lui ha chiaramente smesso di amare.
Come poter convivere con questa certezza, quando entrambi si rendono conto che qualcosa di più grande di loro sta oltrepassando i limiti imposti?
Distacco! Forzato! Doloroso!
La lontananza brucia. Tate sente di aver fallito. Non è riuscita a scalfire la corazza che Miles si è creato intorno al cuore. Eppure potrebbe giurare di esserci andata vicina. Ma la realtà è che alla fine si è dovuta arrendere. Nessuno, nemmeno lei può affrontare i suoi fantasmi. Il passato è un nemico che va affrontato di persona.
A far da cornice a queste Ugly lovedue splendide e dolorose storie d’amore, troviamo personaggi interessanti. Primo tra tutti Cap! Saggio vecchietto a cui Tete si lega sin dal suo arrivo in quel palazzo. Lei si confida con lui, mettendo a nudo il suo cuore e condividendo i segreti della sua anima devastata dai continui rifiuti di Miles. Cap le regalerà i sorrisi nel momento della tristezza, parole di conforto quando la speranza verrà meno, battute sagaci quando il tormento della sua giovane amica le annebbierà la mente.

Il proprietario ha avuto pietà di me e mi ha dato un lavoretto per tenermi occupato finché non me ne andrò.» Sorride tra sé. «Quello che non sapeva è che Dio mi ha dato molte cose da portare a termine nella vita, e sono così indietro che con tutta probabilità non morirò mai.»

Cap, però, si rivelerà essere un elemento ancor più importante di quel che, per quasi tutto il romanzo, saremo portati ad immaginarci, lasciandoci ancora una volta con la bocca aperta, inebetiti dalle rivelazioni scioccanti.
Una sorpresa dopo l’altra, uno straziante “tiro alla fune” tra due realtà legate a due diverse fasi temporali.

Quando infine il passato raggiungerà il presente, l’apice del tormento si avvilupperà come un boa intorno al nostro cuore. Piangeremo del dolore di Tate, della sofferenza opprimente di Miles che con tutta la forza ancora lotta per difendere la sua scelta, per non abbandonarsi ai sentimenti che tornano a bruciare nel suo cuore.

 Lo vorrei, Tate. Vorrei amarti così tanto che fa un male del cazzo.

E solo in quel momento entrerà in scena la donna da cui tutto è partito.
Rachel prenderà la parola, in prima persona, finendo di squarciare il nostro cuore con le sue parole, le sue emozioni. Breve e intenso, il suo momento sarà in grado di aprire finalmente quel vaso di Pandora che Miles non aveva più, in sei anni, avuto il coraggio di affrontare.
Epilogo dolcissimo per una storia che ci ha strappato via pezzi d’anima, che ci ha morso il cuore, che ci ha preso a schiaffi e poi ci ha regalato dolcissimi baci d’amore!
3aPPogb1_400x400

«Se qualcuno ti dicesse che puoi cancellare quella notte dalla tua memoria, ma così facendo dovresti cancellare anche tutte le cose belle? Tutti i momenti con Rachel. Tutte le parole i baci, i “Ti amo”. Tutti i momenti trascorsi con tuo figlio, per quanto brevi. La prima volta che tu l’hai tenuto in braccio. La prima volta che l’hai sentito piangere o visto addormentarsi. Tutto. Cancellato. Per sempre. Se qualcuno ti dicesse che puoi sbarazzarti delle cose brutte ma perderesti anche quelle belle… lo faresti?»
«Se essere stato con Tate per qualche mese ha reso quel dolore abbastanza sopportabile da rispondere ‘Forse’, immagina cosa potrebbe fare una vita trascorsa con lei»
Ian.

 

Chiunque abbia coniato l’espressione ‘Amare fino alla morte’ ovviamente non ha mai provato l’amore che c’è tra Tate e me.
Perché se l’avesse provato l’espressione sarebbe stata ‘Amare fino alla vita’.
Perché è esattamente quello che ha fatto Tate.
Mi ha amato fino a riportarmi
In vita.

 

La colonna sonora di Griffin Peterson :griffin peterson


Condividi con i tuoi amici