Titolo: 9 Giorni
Autore: Gilly Macmillan
Pubblicazione: Newton Co. 8 ottobre 2015

Trama: Rachel Jenner è sconvolta e in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso, e lei non sa come affrontare questa tragedia. Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che seguono lo sviluppo del caso e le stanno con il fiato sul collo. È vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito e ora tutto il Paese pensa che lei sia una madre sprovveduta e vada condannata. Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio? Stretta fra il dramma di aver perso il figlio, le sempre più serrate indagini della polizia e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un’altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sé e dei suoi cari si rivela una gigantesca bugia. E non c’è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l’opinione pubblica ha già deciso. E tu, da che parte starai?


Recensione

Quando mi sono iscritta al programma di fidelizzazione Club dei Lettori indetto dalla Newton Compton Editori, tutto mi aspettavo tranne che di ricevere un libro in anteprima.

Eccomi quindi a proporvi la mia umile recensione…

9 GIORNI è il libro d’esordio di Gilly Macmillan, un thriller che ha saputo tenere sul filo del rasoio già milioni di lettori nel mondo.

Siamo in presenza di uno degli incubi peggiori per ogni genitore: la scomparsa del proprio figlio. Benedict Finch è un bambino di otto anni che ha appena ricominciato a ridere dopo la sofferta separazione dei suoi genitori. Rachel Jenner, rimasta da poco sola a rimettere in piedi la sua vita sentimentalmente distrutta, si carica di una responsabilità enorme nei confronti del piccolo Ben. Far pesare il meno possibile sulle spalle del figlio il vuoto che una separazione immancabilmente comporta vuol dire far buon viso a cattivo gioco. Il suo animo è a pezzi, ma la forza che solo una madre può tirar fuori la porta a reagire, ad andare avanti nonostante tutto. Perché Ben viene prima di tutto. Ma Rachel non può dimenticarsi di essere una donna oltre che una madre. Una donna ferita da un matrimonio fallito, schiacciata dalla consapevolezza di aver mancato come moglie, di essersi fatta sfuggire l’uomo che amava, il padre di suo figlio. Quell’uomo che l’aveva fatta innamorare con le sue passioni.

È una figura che vive nell’ombra dei suoi pensieri, logorata da domande a cui non riesce a dare risposta, quella che conosciamo al momento in cui una tragedia ancora più grande si abbatte su di lei. Una domenica pomeriggio a spasso con il suo piccolo Ben e il cane, sul punto di dover prendere una delle mille decisioni da madre single, la nostra protagonista si trova a fare una scelta che le costerà per il resto della vita. Ben insiste per raggiungere da solo l’altalena, correndo lungo un sentiero conosciuto, ormai battuto centinaia di volte. Come stabilire quando lasciare che il proprio figlio si guadagni una piccola dose di autonomia, responsabilizzandosi e imparando a sentirsi abbastanza libero? In fondo il percorso è breve, quale pericolo può incontrare?

Dietro ogni più piccola, insignificante scelta, celati nei meandri dell’ignoto si nascondono un’infinità di pericoli imprevedibili.

È bastato un attimo e il bambino è scomparso.

Tutto inizia così, in un bosco poco fuori Bristol. La tenace, straziante ricerca comincia quella sera stessa, insieme al panico che avvolge Rachel e l’ex marito John. Dopo tanto tempo eccoli a condividere qualcosa. Dolore, ansia, apprensione. Nulla a che vedere con i sentimenti che anni prima li aveva uniti ma vuoi o no vuoi, ora sono di nuovo vicini.

Mentre lei però è rimasta sola, il dottor John Finch, emerito chirurgo pediatrico si è risposato.

Ed è proprio a Katrina che Rachel stava pensando poco prima che Ben sparisse.

 

L’elemento che ci trascina di più, dando al thriller un impronta ancora più tesa e ossessiva, in questo tortuoso e sinistro evento raccontato egregiamente nelle pagine del libro, non è solo la paura, il profondo e viscerale terrore per le sorti di questo bambino, ma anche, e non con meno impatto, gli schemi psicologici che si avviluppano come viticci intorno al fatto di cronaca. Rachel, anch’essa vittima, si trova al centro dell’opinione pubblica.

Calandoci nei panni della protagonista possiamo subire con lei l’altro aspetto del dramma raccontato dai giornali. E mentre siamo direttamente esposti alla terribile disgrazia emotiva così come vissuta dalla stessa Rachel, al contempo è proprio lei a parlarci in prima persona, accusandoci di far parte di quel pubblico che assiste, comodamente seduto in poltrona, alla sua sorte avversa, finendo per sentirci liberi e autorizzati dal muovere accuse a casaccio. Il lettore diventa parte integrante di quel mondo sociale che vede e vive la storia dal di fuori, ritenendosi in grado di apporre le proprie inopinabili opinioni sulla rettitudine di una donna che ha lasciato che qualcuno le portasse via suo figlio.

Finiamo nell’ingorgo di quello che i media decidono di mostrarci, manipolando le notizie, i fatti sulla base di quello che ci fa più comodo pensare. Mentre Rachel viene assalita dall’angoscia

 

Una paura tremenda mi stava crescendo dentro, come un tumore; era un pensiero che non volevo contemplare. John mi abbracciò stretta. Sapeva quello che stavo pensando perché lo stava pensando anche lui. <<No!>>, urlai, ed era il suono di un animale selvatico, un ululato, un verso che potrebbe fare una madre quando vede un predatore che le porta via la prole.

 

accanto a lei, le forze dell’ordine si rimboccano le maniche. La polizia sta facendo il possibile per risolvere il caso. Jim Clemo, DI del dipartimento di investigazione criminale, è il secondo protagonista di questa storia. La sua vita, come quella delle vittime, rimane profondamente colpita dagli eventi, dalla paura, dalla sensazione, neanche troppo effimera, di impotenza.  Jim prende a cuore la vita del giovane Ben, tanto da focalizzare tutta la sua attenzione, psico-emotiva, sul ritrovamento del giovane Finch.

Come ho già detto, la suspense creata dal concatenarsi di eventi, colpi di scena e misteri svelati, viene alternata dall’irritabile critica pubblica. Messa alla gogna non solo come madre ma anche come donna, Rachel presto si rende conto che affidare il suo appello ai media, agendo seguendo il suo istinto di madre e mettendosi a nudo davanti alle telecamere, non ha fatto altro che nutrire quello che poi diviene uno dei punti chiave di tutta la storia.

Schadenfreude. La parola, presa in prestito dall’ idioma tedesco, rende bene l’idea di quella specie di gioia provocata dalle disgrazie altrui. La nazione intera è in attesa del ritrovamento di Ben ma si crogiola nella propria condizione “fortunata” di chi può dire << a me non potrebbe mai succedere>>. Beh anche Rachel avrebbe pensato lo stesso, ma il fatto è che nessuno può prevedere le innumerevoli strade disegnate dal destino. Il pubblico è pronto a giudicarla una mezza matta, mentalmente instabile e colpevole. Un’ inetta che non si è saputa tenere neanche il marito e per di più un’irresponsabile incapace di badare ad un bambino.

Blog e articoli di giornali, commenti pregni di vigliacca cattiveria si accalcano nella rete.

Jim e la squadra che segue il caso deve fare il possibile, finanche l’impossibile, per placare il vociare negativo che si incastra nelle indagini, tanto più che la presenza di una talpa, all’interno del dipartimento, rende, per un attimo, ancora più pericoloso il susseguirsi di opinioni e giudizi falsi e diffamanti.Burnt-Paper-Sky-low-res

Con i PoV alternati di entrambi i protagonisti viviamo lo scorrere degli eventi nel presente, scandendo giorno per giorno, il proseguire delle indagini, parallelo alla crescente preoccupazione per quel tempo che inesorabile scorre senza che si abbiano notizie del piccolo Ben. Ma Jim ci offre un ulteriore punto di vista, aprendo il suo animo tormentato attraverso le sedute di terapia. Seduto sulla “scomoda” poltrona di una psicologa del dipartimento, il suo senso di colpa, l’opprimente sensazione di non aver fatto il suo lavoro in maniera impeccabile, lo consuma ancora a distanza di tempo, quando il caso è stato chiuso. Perché anche Clemo dalla scomparsa del bambino ha ereditato non pochi effetti collaterali. La sua storia sentimentale perfino è stata distrutta e quello che mostra ora è l’ombra non solo del bravo poliziotto che era prima, ma anche dell’uomo di un tempo.

A prescindere dalle vicende di per se già concitate, da oscuri segreti riportati alla luce e dalla continua, inesauribile ma sfiancante ricerca di indizi, prove e confessioni, questo libro ci offre una panoramica dettagliata di più profili psicologici da manuale.

Edward Fount, il giocatore di cosplay, Nicola Forbes, Emma Zhang, ogni figura che troviamo coinvolta in questa intricata storia, si incontra e, come stagno, fonde elementi tra di loro più disparati e intriganti. Un compendio di psicanalisi intricato e introspettivo che ci mostra aspetti di una realtà tante volte sconosciuti, o anche solo nascosti.

Quanto si può conoscere a fondo una persona? E soprattutto, quanto è diversa l’immagine che trasmettiamo a gli altri di noi stessi? La realtà che ci appare davanti può mascherare personalità assai più diverse e misteriose e Rachel,il piccolo Ben e Jim stesso,lo capiranno a loro spese.

Spesso quello che la nostra mente desidera vedere si materializza davanti ai nostri occhi, dipingendo scenari, situazioni, comportamenti verosimili, ma assolutamente sbagliati.

Ecco quindi che nel passare del tempo, che sembra infinito quando si vive una situazione del genere ma che comunque si rivela essere oggettivamente limitato, la vera faccia della realtà si svela, portandoci non solo a ricrederci su quelle che, per noi ma non solo, si erano consolidate come vere e proprie certezze ma anche a renderci conto che non bisogna dare nulla per scontato.

Un esempio? La “PESSIMA MADRE”, così come etichettata da molti spettatori, sarà in grado di dimostrare di essere non solo un genitore attento e amorevole, ma anche il solo capace di capire, prima di tutti gli altri, indizi importanti per le indagini.

 

Il finale non lo svelo ma indipendentemente da questo, una cosa è sicura…un semplice piccolo concatenarsi di eventi e condizioni può cambiare drasticamente e per sempre la vita di una o più persone.

E ora riflettiamo, perché sono molteplici gli spunti che la nostra esordiente e promettente MacMillan ci ha lasciato in eredità con questo suo splendido romanzo.


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