Titolo: L’amore verrà ( Stelle cadenti serie # 1 )
Autore: Jessica Sorensen
Pubblicazione: Newton Co. aprile 2015

Trama: Nova Reed sognava di diventare una batterista famosa, di sposare il suo vero amore . Ma tutto questo è stato spazzato via in un istante. Ora cerca di andare avanti come meglio può, sebbene a volte ció significhi fare cose che la vecchia Nova non avrebbe mai fatto. Cose che stanno lentamente erodendo il suo spirito. Ogni giorno si confonde col successivo.. Finchè non incontra.. Quinton Carter. I suoi intensi occhi castano-miele istantaneamente le hanno scavato dentro, e lui sembra altrettanto ferito nell’animo quanto lei. Quinton, una volta ha avuto una seconda possibilità nella vita, ma non l’ha accettata. I tatuaggi sul suo torace sono un ricordo costante di quello che ha fatto. Di quello che ha perso. Ha giurato di non permettere mai più alla felicità di entrare nella sua vita.. Ma poi la bellissima, dolce Nova lo ha fatto sorridere. Lui sa che è troppo danneggiato per avvicinarsi troppo a lei, eppure lei è l’unica che può farlo sentire vivo di nuovo. Quinton dovrà decidere: si merita di ricominciare da capo? O dovrà pagare per il suo passato per sempre?


Recensione

Quando il dolore è troppo forte da sopportare, il nostro corpo trova da solo un modo per difendersi. Quando la ragione perde stabilità e lucidità la mente si fa scudo come può. È un atto inconscio, che spesso non lascia traccia del suo inizio.

Un evento tragico può maturare effetti diversi su ognuno di noi e lasciare ferite che forse non  si rimargineranno mai. Ma quando due anime perse si incontrano spesso possono farsi forza l’uno l’altra per riemergere dall’ombra e tornare a sorridere. Spesso, ma non sempre. Così quando Nova riconobbe nello sguardo di quel ragazzo la stessa devastazione che albergava nel suo cuore, non poté far a meno di sentirsi attratta da lui. Landon era il ragazzo più triste che avesse mai conosciuto e la sua tristezza era la calamita che li avrebbe uniti.

Landon era l’immagine di come io stessa mi sentivo dentro, un animo frantumato in mille pezzi che non si erano rinsaldati correttamente. E come avevo immaginato, poco dopo siamo diventati migliori amici, anzi forse più che migliori amici, in realtà.

Ma ad oggi, il senso di colpa, le assillanti domande che si pone e che non trovano risposta, hanno reso Nova una ragazza ancora più sofferente. Non è riuscita ad alleviare il dolore del suo unico amore, non ha saputo difenderlo dalle tenebre, forse non è mai stata in grado di raggiungere quelle profondità in cui l’oblio aveva avvolto il suo ragazzo.

Vedere poi con i suoi occhi la morte vincere sulla speranza ha fatto traboccare il vaso della disperazione trascinando anche lei in quel vortice buio e devastante da cui non si è ancora ripresa. Nova ora è una ragazza del college, che affronta a modo suo il passato che non la lascia andare. Il silenzio e la solitudine sono i suoi compagni migliori mentre cerca ancora di far fronte a dei ricordi che non vuole perdere ma a cui non vuole neanche pensare. Contare, distrarre la mente e chiudersi nel suo guscio, aspettando che quel dolore che le rode l’anima si acquieti, ecco come va avanti. Ogni suo passo è regolato e scandito da numeri. Schemi lineari e neutri che le chiudono temporaneamente le porte del rimorso, della sofferenza. Perché ogni volta che si lascia andare torna lo smarrimento e la morsa che le stringe il cuore la soffoca.

So esattamente quante rocce ci sono sul vialetto che porta alla veranda – ventidue – e quanti rami ha l’albero che ci fa ombra, settant’otto. L’unica cosa che non so è quanti secondi, ore, anni, decenni mi ci vorranno per liberarmi definitivamente di questo stordimento autoindotto. Fino a quel momento, continuerò a contare, concentrandomi sui numeri invece che sulle emozioni che mi fluttuano dentro, le emozioni legate alle immagini cristallizzate appena sotto la superficie.

Quinton invece era un ragazzo posato ma tranquillo, buono, nonostante fosse nato già segnato da una perdita. Ma il destino lo ha fatto sbattere contro uno dei drammi peggiori da cui non si può riemergere tanto facilmente. Quella fatidica e disgraziata notte ha segnato l’inizio della fine della sua felicità, portandogli via persone care e rendendogli in cambio una colpa che se pur non meritata, si è aggrappata al suo animo divorandolo. Mentre Nova affronta il dolore con l’asettico e alienante metodo dei numeri, Quinton si lascia andare al torpore della droga. Solo quando la sua mente perde lucidità, ottenebrata dal fumo riesce ad andare avanti. La Lucidità porta solo consapevolezza, e la consapevolezza di aver perso la sua ragazza e sua cugina, di esser sopravvissuto a quell’incidente, di essere stato lui al posto di guida, gli toglie aria nei polmoni. Quando è fatto il mondo si sbiadisce e con esso anche la dura realtà.

E quando i due ragazzi si incontrano la loro sofferenza si mischia ed entrambi vengono sopraffatti, incuriositi e affascinati dal dolore che traspare nei loro sguar17672770di. Il tormento che condividono ma che tengono nascosto li avvicina ma la paura e il senso di colpa che li divora li allontana in un beffardo, cinico e metafisico gioco di tira e molla in cui ognuno di loro si rende conto che i propri fantasmi sono assai più grandi e pericolosi per lasciare che l’altro ne prenda parte. L’uno difende l’altro dal proprio stato di torpore, dal proprio abisso.

So che quello che sto facendo è sbagliato ma è come se non riuscissi a lasciarla andare e invece devo lasciarla e svignarmela. Allora, lascia subito in pace questa povera ragazza. Devi stare lontano dalle ragazze come lei per il motivo che conosci bene. Cerca di non rovinare altre vite o di affezionarti.

Ma il non sapere come andare avanti, l’incertezza che avvolge il futuro e il bisogno sempre più impellente di capire, trascina Nova nel limbo in cui sta annegando Quinton. Se non è mai riuscita a capire Landon, forse, calarsi nelle tenebre del nuovo e affascinante amico potrà salvarla da quel peso che si porta dentro dal giorno in cui lui si è tolto la vita. Così Nova prova, cauta e timorosa, a seguire la discesa intrapresa da lui, perdendosi, anche se con minor impatto nella nebbiosa coltre di stordimento della droga. I particolari, anche e soprattutto quelli più dolorosi, sbiadiscono, regalandogli la leggerezza di un sogno che la allontana dalla realtà.

Unirsi a quel gruppo di ragazzi che vivono costantemente nel torpore sbiadito dagli effetti di sostanze stupefacenti, la convince che forse non è poi così male poter passare qualche ora libera e scevra dai suoi incubi. Ma poi?

Sono una persona spregevole. Lo so da un anno e tre mesi ormai. L’ex bravo ragazzo che un tempo voleva diventare artista e farsi una famiglia è morto nell’incidente e non è mai resuscitato. Adesso esiste solo Quinton il perdente, il perdigiorno annebbiato dall’erba.

Il viaggio verso quel concerto all’aperto a cui la sua migliora amica la convince ad andare la strappa dalle sue abitudini, al suo metodico e meccanico sistema di conservazione. Osservare ogni alba fare capolino oltre la collina, registrare i suoi video terapeutici nonché fissare a vuoto il file dell’ultima registrazione lasciata da Landon prima di stringersi quella maledetta corda al collo. Nonostante sia passato tanto tempo da quella fatidica notte, Nova non ha mai avuto il coraggio di premere Play e vedere quelle immagini, ascoltare le sue ultime parole.

Trascinata in campeggio i suoi ritmi cambiano e per evitare di esser sopraffatta da attacchi di panico, si lascia andare allo stordimento della droga.

L’intimità con Quinton la distrae ma allo stesso tempo la obbliga a confrontarsi con un passato che nonostante il vuoto causato dal fumo, la travolge e la sommerge.

Quinton lotta con tutto se stesso per tenere Nova fuori dal baratro in cui si trova, volendo salvarla, resistendo a stento all’attrazione che indiscutibilmente lo attira come una calamita. Ma lui non ha diritto ad essere felice, non può lasciar che i sentimenti per una ragazza allietino il suo cuore spezzato. Ha fatto una promessa a Lizzy, e di sicuro non può permettersi di avere sulla coscienza anche la vita, la felicità di Nova.

«Credimi, Nova, molto meglio che tu non conosca la metà delle cose assurde che mi frullano in testa. Sei troppo bella e troppo buona». Poi, indicando il bong con un cenno della testa, aggiunse: «Troppo buona per quella roba».

        Ma non è vero. Dimmi tutto, pensai dal canto mio, pur non riuscendo a dire nulla. Assolutamente nulla.

Queste splendide pagine ci raccontano come eventi traumatici possono portare a cercare una via di fuga, seppur illusoria. E la droga la fa da protagonista, descrivendo il breve, effimero e deleterio effetto che può avere su menti già provate e deboli. Si insinua, lisciando le sue vittime con un blando abbraccio mortale che avvinghia e strappa anime in pena. La temporanea alienazione che regala, sbiadendo il dolore, allentando il contatto con la realtà le serve per render schiave le sue vittime ricordandogli a tempo debito quanto può far male allontanarsi dai suoi effetti. Così Nova si perde per raggiungere Quinton, ma alla fine la sua forza, la paura di non sapere più chi è, quale sarà il suo futuro la fa reagire. Ecco che lo stesso Landon, in quelle poche parole a lei dedicate nel suo ultimo video le illuminano la strada del ritorno.

Lei non è così. La sua forza, la sua gioia di vivere, il sorriso, hanno fatto sì che lui si innamorasse di lei, aiutandolo a resistere così a lungo. Un perdono che le viene chiesto, che non si aspettava neanche di dover offrire, la consapevolezza di una vita, la sua, che sta sprecando andando contro quello che non solo Landon, ma prima ancora suo padre, avrebbero sperato per lei la scrollano con vigore.

Come uno schiaffo d’acqua gelata si risveglia dal torpore che la avvolge da troppo tempo.

Nova ha la forza di riprendere a lottare, di rimettere in riga la sua vita e di affrontare il dolore nel modo giusto.

Mi sono svegliata e finalmente ho visto com’erano davvero le cose. Potevo bloccare tutto quello che volevo, quella che sono, tutte le cose successe con Landon… quelle buone e quelle brutte… ma alla fine sono accadute. Proprio come questo momento. Proprio come questo respiro che sto facendo. Le cose succedono. Ci smarriamo. Cerchiamo di controllare cosa succederà. Ci arrendiamo. Facciamo cose che non hanno senso. Andiamo alla ricerca delle cose nei modi più sbagliati. Smarriamo la strada ma, a volte, se siamo davvero, davvero forti, riusciamo a trovare il modo per tornare».

Nova vince, ma per farlo deve lasciare sul campo di battaglia Quinton, consapevole di non avere ancora la forza per rialzare entrambi. Ma la promessa è solida: un giorno tornerà e riuscirà ad aiutare anche quel ragazzo che solo, dopo la scomparsa del suo grande amore, è riuscito a penetrare nel suo cuore sofferente.

Dietro il delicato velo romantico, questo romanzo ci trasporta nel complicato, pericoloso e travagliato mondo della sofferenza, insegnandoci quanto possa esser facile cadere in un abisso dal quale non tutti hanno la forza di risalire. Un insegnamento che non avrebbe esito migliore se spiegato in altro modo. Facendoci vivere il travagliato cammino di sofferenza che avviluppa le anime di questi due protagonisti possiamo calarci nei loro panni, capendo la drammatica consapevolezza che la realtà velata dalla droga non ci aiuta a superare ma solo a cadere più in basso, lisciandoci e smussandoci le pareti di quel pozzo nero in cui ci lasciamo scendere. E spesso, quando il buio si fa troppo scuro, troppo pesante, la speranza di poter ritornare a galla, senza l’aiuto di nessuno, muore con la nostra stessa anima.


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