Titolo: Tentare di non amarti
Autore: Amabile Giusti
Pubblicazione: Amazon Publishing dicembre 2015

Trama:  Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.

Una storia d’amore e rinascita, dolce e sensuale, tragica e catartica. L’incontro di due anime profondamente diverse darà vita a un amore che guarirà il dolore e l’odio del passato.


Recensione

Non ci sarebbe bisogno di altre parole perché la Giusti si commenta da sola, basta concedersi il delizioso dono della sua lettura.
Il mio amore per il suo stile, il meticoloso e premuroso modo di far arrivare dritto ai nostri cuori il suo messaggio, già se l’era guadagnato con la saga di Odyssea.
Ogni suo romanzo riesce ad accrescere la mia devozione rendendola una delle scrittrici italiane migliori.
Tentare di non amarti è la sua ultima opera, un caleidoscopio di emozioni che accalappiano il cuore, scuotono gli ormoni e inebriano gli animi.
La storia di Penelope viene raccontata in terza persona, senza privarci però dei suoi più intimi pensieri. La giovane Penny è una ragazza cresciuta troppo presto. Orfana dei genitori in tenerissima età è cresciuta con la dolcissima nonna Barbara. Il destino l’ha portata ad affrontare scelte di vita difficili, complicate, a dover lottare contro un mondo che ostentava quella ricchezza che lei non avrebbe mai avuto. Ma il dolore e la sofferenza non l’hanno scalfita più di tanto, rendendola solo più forte. Nonostante la sua ingenuità e i suoi sogni ancora nascosti nel più speranzoso cassetto, Penny è una ragazza che sa come combattere. Ora che la nonna non ha più la lucidità di una volta, è  lei a dover occuparsi della tenera e affettuosa Barbie.
Due lavori e poco spazio per altro. Se solo fosse più brava a scegliersi gli uomini.
Così eccola in piena notte, uscita dal locale poco raccomandabile nel quale lavora, a dover fare la strada verso casa, da sola, terrorizzata dalla possibilità di incontrare quel matto depravato di Grant. Eppure quel ragazzo così ricco e a modo, non si era mostrato subito per il mostro che invece era. Scaricarlo non era bastato per farsi dimenticare, ma piuttosto aveva scatenato in lui una furiosa e vendicativa mania da stalker violento e aggressivo.
E quando il panico attanaglia la lucidità mentale, ci rende ciechi, e il buio diventa ancora più scuro e pericoloso.
Quasi come un angelo rinnegato, Penny fa la conoscenza di Marcus. Il colosso stile Xander Cage, in XXX, se non anche più grosso e tatuato si presenta sul pianerottolo buio dell’appartamento di Penny offrendole, con un modo tutto suo, aiuto.
Ma la combattiva Penny, nonostante le sue spudorate sensazioni sbocciate all’improvviso e del tutto inattese nei confronti di quel macigno marmoreo di maleducazione, non si dimostra affatto indifesa.
Il loro primo incontro quindi si trasforma presto in un conflitto. La rabbiosa, cinica e mordace personalità di Marcus si scontra con quella dolce ma risoluta e combattiva di Penny. Sembrerebbe anche facile odiare su due piedi un uomo del genere, che per di più fa di tutto per essere odiato, se non fosse per quella inspiegabile attrazione incontrollabile che inizia a scuoterla come uno sciame di farfalle in uno stomaco che sembra una centrifuga.

“L’irritazione tuttavia, benché autentica, non riusciva a placare del tutto lo svolazzare di quello sciame di assurde farfalle dentro la pancia.”

 

 “Se lo ritrovò davanti, no, addosso. Quelle maledette farfalle primitive le affollarono la gola. Che profumo aveva? Nessun profumo in effetti. Odorava di uomo pulito e un poco, appena un poco, sudato. Era talmente immenso che avrebbe potuto proiettare un’ombra capace di avvolgerla completamente, come le querce in mezzo alla luce. Gli arrivava a stento allo sterno.”

 
 
Quel macho dall’aria pericolosa non le dovrebbe ispirare altro che ribrezzo, diffidenza, ostilità. Ebbene, tutte belle parole, ma la testa non ha fatto bene i conti con i suoi istintivi recettori ormonali e soprattutto con il suo cuore.
Tanto più che a rendere le cose più difficili, Barbie sembra nutrire un imbarazzante interesse  per quel giovane tanto da convincersi che la sua amata Penny abbia finalmente trovato l’uomo giusto per lei.

“Barbie disse all’orecchio di Penny, con l’intenzione di farglielo sapere in segreto ma usando un tono che arrivava comodamente fino al piano terra e anche oltre: «Che bel ragazzo, vero?».”

La scelta di lasciare la conoscenza  del personaggio di Marcus direttamente a lui stesso, l’ho considerato un espediente molto efficace. Perché egli è un ragazzo complicato. Venticinque anni di difficoltà da cui doversi difendere. Una vita passata a lottare contro il mondo intero. Un’ infanzia mai vissuta e un passato che lo perseguita come un’ombra ingombrante.
Non c’è spazio per altro, in lui, se non vivere alla giornata, senza meta, senza obiettivi e con la sola necessità di sentirsi libero. Ha fatto della violenza, dell’odio e della sfiducia le sue armi per salvarsi la pelle e non dover soffrire ancora.
La vita lo ha già privato di tutto, ed ora, appena uscito di galera per una condanna di omicidio, altro non vuole che mimetizzarsi con il resto del mondo, aspettando quei due mesi che lo separano dal riavere la sua Francisca.
Il doppio PoV raccontato alternando la voce del narratore a quella diretta di Marcus, come ho detto poco fa, è davvero una scelta azzeccata. Sarebbe troppo facile farsi un’opinione sbagliata di
Marcus se non fosse proprio lui a lasciarci entrare nel suo animo, graffiandoci la pelle con i suoi rudi e scontrosi modi di fare, ma allo stesso tempo accarezzandoci con le destabilizzanti confessioni che poco a poco prendono il sopravvento su di lui, scalfendo a colpi d’ascia, la sua corazza da duro, spietato e indifferente ex galeotto.
Quando per tutta una vita il destino si è accanito contro di te, lasciando che lezioni così cruente, dolorose, ti si abbattessero addosso anche quando eri solo un bambino, arrivi a venticinque anni che non hai paura più di nulla. Non c’è più ostacolo, né pudore. Non c’è perdono, felicità, redenzione ad aspettarti. Solo rabbia che fa da carburante al tuo cammino verso una meta che non sai quale sia ma di cui non ti importa neanche tanto.
La sua unica ragione di vita è Francisca. Una donna bellissima, fredda e glaciale come lui, con un passato forse anche più doloroso. Una donna che si è salvata la vita con le sue mani, che non ha avuto paura di colpire per non farsi più colpire. Una donna che ha sofferto, e di questa sofferenza ne ha fatto la sua forza maggiore. Marcus e Francisca sono una coppia affiatata, ma altrettanto pericolosa e letale. Due esemplari di statuaria e ferina bellezza. Come poter competere con quel particolare, inespugnabile rapporto che li unisce?
La piccola, ordinaria Penny non può mirare ad ottenere neanche un briciolo di quel sentimento che lega Marcus a Francisca e per quanto possa sperarlo, sognarlo, desiderarlo, sa bene che le favole non esistono e che la scarcerazione di Francisca comporterà la perdita definitiva di quel poco di Marcus che con fatica è riuscita ad ottenere .

“Era sempre stata convinta che l’amore fosse vivere con qualcuno, e non morire, ma non lo contraddisse. Per lui era così, per lui la vita era una lotta e l’amore un’arma. Stare insieme contro qualcosa, e non insieme e basta. Non aveva idea di quale fosse il passato di entrambi, cosa avessero dovuto subire e condividere, ma di sicuro quel tipo di amore era il massimo che potessero permettersi.
 
    Di sicuro è più di quanto io avrò mai.”

Siamo sballottate continuamente tra la speranza a stento trattenuta di Penny che con il suo tenero, innocente e testardo modo di tener testa a Marcus, dimostra di riporre in lui più fiducia di quanto ne abbia lui in se stesso. Marcus, dal canto suo viene spiazzato da un esserino così insignificante, poco più ingombrante di un colibrì ma con un carattere da tigre. Quella minuscola e anonima ragazzina penetra nel suo indifferente e diffidente stile di vita come acqua, infiltrandosi tra le crepe impercettibili del suo animo e affondando con delicata prepotenza nel suo cuore.
Marcus conosce per la prima volta la paura. Paura per quel qualcosa di inspiegabile, aggressivo e disarmante che sta penetrando in lui, minando le sue sicurezze.

“Penny è rilassante. Penny mi fa riposare i pensieri. Di solito macino robe che volano a seicento all’ora, voglia di fare, correre, agire, ricordi, ricordi, ricordi, anche quelli più lontani nel tempo che speravo si cancellassero crescendo. Di solito la mia testa sembra bombardata di anfetamine, anche se non l’ho mai presa quella merda. Penny spegne l’interruttore e rende buio il passato. Somiglia a un cartone animato di quelli che guardano i bambini le cui madri non fanno le puttane. Di quelli che non ho guardato mai.”

È difficile rimanere tranquille e lasciar scorrere la lettura con cadenza regolare. La trepidante attrazione, il pathos, la paura, il pericolo, la passione, accorciano velocemente la miccia della nostra pazienza portandoci a divorare le pagine come se ne valesse della salute delle nostre coronarie. Se non fosse che così tutto sembra poi scorrere veloce come in un sogno, per lasciarci poi, al risveglio, con l’amaro in bocca per aver voluto bruciare le tappe e finire troppo presto un libro che invece merita di esser gustato come uno scotch d’annata.
Ed è difficile non digrignare i denti dalla frustrazione quando le cose non sembrano andare come vorremmo, perché cavolo, insieme a Penny anche noi abbiamo lottato con le unghie e con i denti per intaccare la marmorea corazza del ferino e affascinante Marcus. Anche noi abbiamo lasciato che prendesse ciò che abbiamo (o avevamo !!!) di più prezioso, cullandoci nel miraggio di un sentimento che forse, a lungo andare, poteva anche diventare a doppio senso.
Ma sappiamo anche noi, come Penelope che la vita non si vive aspettando i miracoli e che spesso dobbiamo arrenderci all’evidenza.

“Capì una volta per tutte, con lo stesso dolore di un bambino che assiste alla morte di Babbo Natale, che nulla di ciò che lei poteva dire o fare avrebbe mai sostituito tutta quella complicità. Marcus e Francisca si erano tenuti a galla quando il mare in tempesta li tirava sotto, si erano nutriti e dissetati, erano cresciuti insieme, ed erano destinati a stare insieme per sempre, qualunque fosse la durata di quel “per sempre”.
 
    Le venne ancora da piangere, perché il suo era un amore ordinario, un amore egoista. Lo voleva per sé e basta. Ma non lo avrebbe mai avuto.”

Ma allora, dobbiamo davvero rassegnarci al corso degli eventi o lottare, sperare e confidare che noi non siamo meno di chiunque altro?
La vita è fatta di inattese sorprese, cambi repentini di rotta, eventi imprevisti che ci aprono percorsi nuovi e tutto sta nella nostra capacità di non perdere mai la speranza.
Una lettura che trascina, si accende, prende fuoco e alimenta il cuore, nutre l’animo e avvampa le emozioni rendendole più nitide, impetuose, indimenticabili…


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