Titolo: Ricordati di amare ( Toxic ) – Serie Ruin # 2
Autore: Rachel Van Dyken
Pubblicazione: Ed. Nord settembre 2015

Trama: Da quattro anni, Gabe Hyde vive in una menzogna. I suoi amici lo conoscono come un ragazzo allegro, sfacciato, che ama divertirsi e tornare a casa ogni sera con una conquista diversa. Nessuno sa che quella è una maschera che Gabe si è cucito addosso per nascondere la verità al mondo, lo stesso mondo che un tempo lo adorava come un idolo e che adesso, se scoprisse il suo segreto, lo trascinerebbe nel fango. E tutto per un unico, terribile errore che ha distrutto ciò che aveva di più caro. Dilaniato dal rimpianto e dal senso di colpa, Gabe è convinto di non avere più diritto di essere felice. Almeno finché non incontra Saylor. Sorriso innocente e luminosi occhi azzurri, Saylor è la classica brava ragazza cui di solito basta un’occhiata per capire che Gabe è un poco di buono dal quale è meglio stare alla larga. Invece lei è la sola in grado di leggere nel suo cuore. E a credere che meriti una seconda occasione. Ma l’amore che li lega darà a Gabe la forza necessaria per ricominciare o trascinerà anche Saylor nell’abisso?


Recensione

Un nuovo capitolo della serie Ruin. Una nuova esperienza che mi ha investito come un uragano, che mi è esplosa dentro il cuore, sfilacciando il delicato e instabile baricentro emotivo.
Se ascoltando la storia di Weston e Kiersten mi ero commossa, straziandomi il cuore, be’, lasciatemi dire che il dolore di Gabe è di una immensità da far paura.
Abbiamo già conosciuto il ragazzaccio dal cuore tenero, Gabe, cugino di Lisa, compagna di stanza di Kiersten. Sapevamo di lui che era un tipo strano, pieno di tatuaggi e piercing, capelli neri, sguardo da predatore e una lista infinite di ragazze con cui era finito a letto.
Un ragazzo da evitare, se non avessimo conosciuto il suo lato dolce sia nei confronti di Lisa che di Kiersten. Proclamatosi Angelo custode di quella matricola timorosa, Gabe aveva dovuto far presto i conti con Weston e dalla loro conoscenza era sbocciata un’amicizia profonda.
La migliore cosa su cui potesse contare Gabe.
Avevamo capito che qualcosa ombrava la sue serenità, sopratutto quando, prima dell’operazione di Wes si era trovato ad ammettere che non fosse giusto dover guardare l’amico lottare con la morte quando invece sarebbe stato più logico che su quel letto ci fosse stato lui stesso.
Cosa privava Gabe della voglia di vivere?
La Van Dyken, in questo nuovo volume, ha aperto il vaso di Pandora, lasciando che il dolore di Gabe ci prendesse a pugni nello stomaco.
Forse il fatto che la scrittrice abbia voluto portare una parte della sua vita personale nei suoi romanzi, aiuta a leggere la storia di questi ragazzi come se fosse ancora più vera, più dolorosa di un sentimento messo lì, su carta. Il dolore esiste davvero e può darti la forza di vivere come toglierti l’ultima speranza di sopravvivere.
Ad ogni capitolo il pensiero di Gabe, Wes o Saylor, funge da punto di riflessione.
La vita non sempre va come vogliamo, le seconde occasioni esistono ma ci si deve aspettare la sofferenza prima di poter ritenersi soddisfatti della propria scelta.
La storia di Gabe è complicata, ardita, piena di spettri e menzogne. Bugie nelle quali lui stesso ha provato per quattro anni a nascondersi, ma che alla fine escono fuori come spade affilate pronte a colpirti in pieno petto.
E più la resa dei conti avanza, letale e drammatica, la sofferenza e l’impotenza cresce, lasciando sul suo passaggio una scia di sangue.
La cornice che avvolge e definisce la storia ovviamente è composta da quella perfetta squadra di Wes, Kiersten e Lisa ma stavolta ad alternarsi al PoV di Gabe troviamo Saylor.18935386
Anche lei porta sulle spalle un bagaglio pesante, doloroso e difficile da sopportare ma tutto quello che vuole è raggiungere i suoi obiettivi, laurearsi in musica e guadagnare abbastanza affinché sua madre e suo fratello possano finalmente vivere tranquilli.
Non era previsto l’incontro/ scontro con un essere tanto bello quando stronzo come Gabe.
Ammaliata dalla sua musica, Saylor lotta con tutta se stessa per dimenticare quel ragazzo così arrogante che le aveva rubato un bacio subito dopo averla scoperta ad origliare una delle sue sfuriate al pianoforte.
 

Quindi, Saylor,
  che storia vuoi raccontare?»
«La tua», disse, così piano che quasi non la sentii. «Tu non usi le parole. Una parte di me pensa che tu non l’abbia mai fatto e non lo farai mai. Perciò mostramela con la musica.
  Raccontami la tua storia, Gabe.»
La stanza si era fatta troppo piccola.
«Per favore», sussurrò.
«Saylor, la mia storia… non è felice.» Ma premetti comunque sulle sue dita per creare la melodia.
«Non ho bisogno che lo sia.»
«E il finale…» continuai, aiutandola a suonare, col petto premuto contro la sua schiena. «Non è uno di quei finali in cui…»
«E allora com’è?»
«È triste.»
Le sue dita s’irrigidirono, il suo corpo smise di tremare. In un attimo, le sue mani scivolarono via da sotto le mie e si misero sopra. «Allora cambialo.»

 
Saylor lotta, piange, si dispersa per riuscire a toglierselo dalla testa. Ma tra musicisti è così. Non si può rimanere impassibili davanti ad interpretazioni tanto magiche e strazianti.
Che Gabe nasconda una doppia personalità o che abbia così tanti fantasmi contro cui lottare lo si capisce dal modo in cui interpreta i suoi pezzi. Lei è tecnica, lui passione. Una qualità che Saylor non ha mai creduto di avere.

Quel ragazzo poteva anche essere il diavolo – a giudicare dal suo comportamento, era probabile – ma gli sarebbe bastata una sola canzone per avermi in pugno. Ecco perché i musicisti sono pericolosi, perché ti fanno dimenticare te stesso. Quando si ascolta la loro musica, è facile perdere persino la propria anima. Sono le sirene moderne, sfruttano il loro dono per soggiogare gli altri. E i comuni mortali non hanno scampo. Per noi musicisti è ancora peggio, perché riusciamo ad apprezzare davvero il loro
  talento. E lui andava oltre il talento, era come se le sue note potessero mitigare ogni male.

Ma non sarà solo la musica ad avvicinarli, nonostante sia la chiave principale attraverso cui impareranno a comunicare senza odiarsi.
Il programma di studio di Saylor la costringerà a frequentare quella stessa casa di cura dove Gabe è solito andare quasi tutti i giorni da quattro anni.
Lì, rintanata e protetta da occhi indiscreti si nasconde la sua Principessa.
Ecco che la diga che per anni ha tenuto a bada il mistero, si crepa e come un fiume impetuoso e violento la verità verrà portata a galla.
La realtà svelata sarà come sale su una ferita aperta. Fuoco che divampa e  tormento che riempie la gola. Ammutoliti, disarmati e incapaci di dar un senso razionale al tutto. Esattamente come Saylor che davanti ad un amore che non può più negare, si trova improvvisamente a dover fare i conti con tre personalità diverse, e una donna che ancora tiene in pugno il cuore del suo Gabe. Una ragazza, Kimmy che tiene in pugno anche i nostri cuori. E fa male, troppo.
Come esorcizzare una situazione tanto dolorosa, cattiva e ingiusta? Una vita strappata così presto ma tenuta sul sottile e beffardo, cinico filo della sopravvivenza. Un amore mischiato alla colpa che aggredisce l’animo di Gabe con tanto accanimento da lasciare spazio solo alla rabbia,
 

«L’odio è un’emozione utile. Lasciati riempire dall’odio, allora forse smetterà di far male. È quello che dico sempre.» Aveva un sorriso triste. «Usalo.»
«Cosa?» Mi girava la testa.
«L’odio. Usalo per suonare.»

 
alla rassegnazione e a quel punto di luce che ora, nella sua vita è apparso con l’arrivo di Saylor.

Lentamente, girai il viso verso di lei. «Quando ti guardo… io vedo te. Oltre la musica, oltre il tuo sorriso, il tuo tocco, la tua risata. Io ti vedo.»
«Ti vedo anch’io.»

Lacrime, lacrime a fiotti. Inarrestabili pianti per quei gesti di amore profondo, di dolcezza infinita e per quella fine che in fin dei conti non è voluta ma è sperata.
Perché dire addio a qualcuno che si ama è tremendo, ma se quel qualcuno ci ha abbandonati tanto tempo prima, lasciando al suo posto una triste e malinconica creatura inconsapevole… Beh quella non è vita.

Per quanto ne sapevo io, l’amore della mia vita era già morto, stavo solo aspettando che il suo corpo lo seguisse. Il suo cervello – tutto ciò che faceva di lei la persona che era – era andato.


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