Titolo: La ragazza più fortunata del mondo
Autore: Jessica Knoll
Pubblicazione: Rizzoli novembre 2015

Trama:  Quando era una ragazzina e frequentava la prestigiosa Bradley School, Ani Fa- Nelli ha subìto davanti a tutta la scuola un’umiliazione scioccante che l’ha sconvolta al punto da spingerla a reinventare se stessa. Oggi, con un lavoro appagante, un guardaroba raffinato e un futuro marito di ottima famiglia, è a un passo dalla vita perfetta che si è impegnata tanto duramente a raggiungere. Ma Ani ha un segreto. Nel suo passato c’è qualcosa di nascosto che continua a perseguitarla, un’esperienza intima e dolorosa che rischia di tornare a galla e rovinare tutto. Con una voce originale e attraverso colpi di scena del tutto inaspettati, La ragazza più fortunata del mondo mette in luce la spirale tumultuosa che si nasconde dietro l’immagine di una donna realizzata. Al centro di tutto una protagonista dal profilo tagliente, con un’ambizione sfrenata che cerca di seppellire una verità scandalosa, ma che ha un cuore molto più grande di quello che continua a mostrare. Una domanda resta sospesa: rompere il silenzio distruggerà tutto ciò per cui Ani ha combattuto o, finalmente, potrà essere libera? Un esordio che ha conquistato l’America e ha scalato la classifica del “New York Times”, vendendo più di 100.000 copie nel primo mese. Un romanzo che trascina senza scampo e che lascia il lettore con il dubbio che la propria identità sia solo un sofisticato artificio della mente.


Recensione

La storia di una vita e della sua rivincita; di una guerra combattuta negli anni, che ha dovuto soccombere sotto il peso di parecchie sconfitte, che ha dovuto leccarsi molti ferite, ma che alla fine ha avuto il suo meritato risvolto. Come una nemesi non affidata al volere del destino, ma una gloriosa ripresa del proprio onore, della propria dignità, della propria giusta vita. Il dolore sofferto, le bugie trattenute, lo scomodo gioco di ruolo interpretato, tutto ha, alla fine, avuto il giusto merito, l’inopinabile vendetta.
Ani, all’anagrafe TifAni FaNelli, è una ragazza di ventinove anni, in procinto di raggiungere l’altare e coronare il suo grande sogno con uno dei più facoltosi uomini di New York. Un inebriante anello al dito, un prestigioso lavoro presso una delle riviste più lette d’America, e a poco distanza, lì, lungo il confine dell’orizzonte professionale una carriera nel New York Times.
Cosa potrebbe chiedere di più una giovane ragazza nata lungo quella linea quasi invisibile eppure scomoda tra la vera ricchezza e quella della sua famiglia, falsamente ricca e con la consueta abitudine, come si conviene nella società finta alto borghese, di apparire e mostrare ciò che si vorrebbe avere ma non si ha?
Un riscatto in piena regola, se non fosse che per arrivare a quel traguardo Ani ha dovuto lottare con le unghie e con i denti, superare atti di bullismo, oltrepassare le ardue prevaricazioni di coloro che avendo un nome alle spalle, possedevano ben più affilate armi per ottenere quello che volevano.
La sua lotta travestita da un’eccentrica forma di “insegnamento di vita” comincia alle superiori. Giunta alla Bradley School dopo gli anni trascorsi in una scuola cattolica, Ani sa che per raggiungere il diploma con la giusta posizione dovrà farsi strada tra le spinose relazioni con i più rinomati esponenti tra suoi compagni.

 La mia vera istruzione iniziò la mattina del 2 settembre 2001, il primo giorno del mio primo anno alla Bradley School a Bryn Mawr, in Pennsylvania. Devo ringraziare la marijuana (o «maria», se volete mettermi in imbarazzo come mio padre) per avermi fatto atterrare nell’ingresso dell’antica magione che ospitava la sezione di inglese e materie umanistiche della Bradley, asciugandomi i palmi sudati sui pantaloni.

Le HO, o meglio Hilary e Olivia e i promettenti e affascinanti giocatori di calcio, Peyton, Dean e Liam, anche egli nuovo arrivato nella scuola.
Con una madre che cerca di ostentare l’inutile e a tratti ridicolo savoir-faire tipico di una casta che non le appartiene e un padre quasi inesistente, freddo e restio a prender parte attiva agli affari di famiglia, finiscono solo per metterla in imbarazzo nel primo caso e nel privarla di un amore degno di un rapporto genitoriale nel secondo.

«Tua madre lavorava?» «No.» Ma avrebbe fatto meglio a lavorare, Whitney. A lasciar perdere la sua piccola fantasia da casalinga mantenuta e contribuire al bilancio familiare. Non so dire se questo l’avrebbe resa più felice, ma noi non avevamo il lusso di pensare alla felicità. Eravamo al verde, con mamma che richiedeva nuove carte di credito un mese sì e l’altro no per finanziare le sue escursioni da Bloomingdale’s, mentre i muri di cartongesso da quattro soldi della nostra casa sproporzionata, fatta di materiali scadenti, s’imputridivano per la muffa che non potevamo «permetterci» di far rimuovere. Ma tu hai ragione, Whitney, era proprio fortunata a poter stare con me tutti i giorni. «Neanche la mia» ha detto Whitney. «Fa una grande differenza.»

Non dimentichiamoci le dubbie e melliflue amicizie a scuola, i tremendi ed efferati atti di bullismo, menzogne, improbi e mordaci atti di violenza, che rendono la strada per il successo più difficile e complicata.
Ani si ritrova a dover piegare la testa, il suo orgoglio e la sua dignità persino, per arrancare in quella vita che le promette la felicità con la F maiuscola.
La rabbia, la delusione e veri e propri attacchi di isteria saranno emozioni che proveremo noi, leggendo la sua storia, perché Finny, non reagisce affatto così. La sua rabbia viene allentata dalla consapevolezza che ogni cosa si può accettare, superare, se questo può servire a raggiungere un obiettivo più alto. TifAni, ingoia, si preoccupa di quello che potrà implicare per il suo futuro, non perde tempo a crogiolarsi nell’immenso sconvolgimento emotivo che nella sua mente e nel suo cuore inevitabilmente si avviluppano come un oceano in tempesta. Tutto può aspettare, la sua vendetta, il suo dolore, ogni cosa può essere messo in pausa, in attesa che la vita svolti in meglio.
Così siamo trascinati con lei in un turbinio di azioni sconvolgenti e di rassegnate reazioni.

Il ricordo del fatto che mi ero scusata con il mio stupratore e che lui aveva riso di me. Pensi di essere felice? Pensi di avere qualcosa di cui essere fiera? –il ricordo mi schernisce sempre –Ah! Te lo ricordi questo? Di solito mi rimette al mio posto. Mi rammenta che pezzo di merda sono.

La verità può essere taciuta se la bugia può scavare la strada del successo.
Ma per quanto?
Per quanto si può evitare di crollare sotto il macigno di eventi che hanno drasticamente cambiato la propria vita?
Ani, oggi è una ragazza apparentemente felice, ma ancora nasconde bene i suoi fantasmi. Ha imparato a vivere come si conviene a uno status tanto agognato. Il suo Luke è l’uomo che le darà la possibilità di coronare il suo futuro. Il suo cognome, la sua famiglia segnerà per sempre la fine di quella povera TifAni FaNelli per dar vita alla ricca, sofisticata, elegante e fortunata AniHarrison.
Che fosse diventata la ragazza più fortunata del mondo, questo già da anni la gente pensava di lei.
Ma il suono di tale affermazione ha sempre assunto un’accezione falsa e millantatoria.

«Datele il benvenuto, gente! Fatele spazio! La ragazza più fortunata del mondo!» Dan lanciò un’occhiataccia a Vencino. «Questo è un po’ fuori luogo, detective.» Il detective Vencinoincrociò le braccia. «Chiedo scusa» sputò, «ho ben altra carne al fuoco che preoccuparmi dei sentimenti di TifAni FaNelli.»
 

Ma si può mentire a tutti, si può sfidare la propria ragione, si può mostrare una sé che ci si crea apposta, ma quando ci si trova da soli con il proprio inconscio, la solitudine ci porta a rinvangare ciò che all’esterno si cela.
Ani porta dentro di se paure, fobie, retaggi di traumi che non possono essere superati solo fingendo che non sia mai successo nulla. Violenze o canne di fucili puntate contro che siano.
Per questo, ormai stanca di fingere di aver dimenticato, accetta di partecipare all’intervista dei Cinque.

Raccontare davanti alle telecamere quello che fu forse il giorno più brutto della sua vita. Contro il volere di Luke e di sua madre. Persone che si intestardiscono nel voler vedere solo la copertina piacevolmente divertente e spensierata di una TifAni scevra da qualsiasi problema emotivo.
Nascondere in fondo quanto può pesare?
Troppo!
Dopo anni di lontananza la nuova Ani torna a ripercorrere le strade e i ricordi di quella ragazzina che fu allora. TifAni o Finny che fosse, la realtà porta a galla un fiume tenuto a bada per troppi anni.
L’aiuto di un amore a suo tempo soffocato ma mai dimenticato per Andrew, suo vecchio professore e ora partecipe al documentario, porta la protagonista a rimescolare le carte del suo presente e di conseguenza del suo futuro.
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Il fascino del professor Larson si fondava sul fatto che lui c’era sempre stato. Mi aveva visto nel punto più basso della mia vita, quando ero un cane randagio, ed era rimasto comunque al mio fianco, aveva fatto tutto quello che poteva per aiutarmi. Aveva immaginato il mio potenziale futuro prima ancora che io potessi desiderarlo, ed era stato lui a spingermi verso quel futuro. Questa è fede. Quando ero piccola, pensavo che la fede consistesse nel credere che Gesù era morto per noi e che se continuavo a crederci l’avrei incontrato un giorno, quando sarei morta anch’io. Ma per me la fede non ha più questo significato. Adesso significa che qualcuno vede in te qualcosa che tu non vedi, e non si arrende finché non la vedi anche tu. È questo che voglio. È questo che mi manca.

Non ha lottato una vita intera per accontentarsi di una persona che non la ama per quello che è ma per quello che dimostra di essere. Il suo coraggio non deve essere nascosto solo per non mostrare la sua debolezza, quanto piuttosto usato come scudo, come trofeo per una lotta che nel giro degli anni, l’ha vista trionfare. Perché la resa non è mai stata contemplata e la forza di reagire, andare avanti, combattere fino alla fine, è valsa anche la quiescenza insopportabile che ha dovuto mostrare sia con i suoi compagni che con i suoi genitori.

«Tif» ha detto Andrew, «tu non sei un’egoista. Sei la persona più coraggiosa che conosca. Affrontare quello che hai affrontato tu alla tua età –e non solo affrontarlo, ma sopravvivere e crescere forte come hai fatto tu –è straordinario.» Adesso stavo trattenendo le lacrime, terrorizzata all’idea che lo avrei spaventato con quello che stavo per dire. «Sono capace di uccidere il mio amico con un coltello, ma non di ammettere che sto per sposare l’uomo sbagliato.»

Non solo lo stupro ma anche quanto accaduto quel famoso 12 novembre del 2001, quando aveva appena quattordici anni, l’ha straziata, l’ha cambiata. Quello che viene istintivo in certi momenti, a volte può spaventare, tirando fuori una parte di noi con cui non siamo abituati a convivere.
Ma TifAni ha superato tutto, con le sue eredità emotive, con le sue fobie, con i suoi viaggi, con i suoi “giri” mentali.
Tornare indietro, riaffrontare i propri incubi a volte può servire a spazzare via false convinzioni.
Prendersi la propria vendetta, ascoltare parole mai udite prima efar riemergere verità per troppo tempo taciute.

 

Prima mi emozionava che una donna come lei desse per scontato che fossimo fatte della stessa pasta. Significava che la mia maschera era convincente. Da quando questa supposizione aveva iniziato a farmi arrabbiare? Quando ho avuto l’anello, il codice di avviamento postale di Tribeca, il cavaliere bianco rampollo di una famiglia protestante di origini inglesi in ginocchio davanti a me, quando non ero più così distratta a cercare di mettere le mani –su cui un tempo portavo la french manicure –su tutte quelle cose, sono riuscita a fare un passo indietro e a riconsiderare tutto.

Lei ora può riprendersi la sua vita e capire ciò per cui ha veramente combattuto per una vita.
Scivolare nell’abisso dei ricordi più tremendi le serve per risalire, una volta per tutte, e raggiungere la vetta della propria felicità.
Rinunciare a quello che persino lei era convinta fosse la cosa più importante da ottenere e sentirsi libera di riappacificarsi con il proprio passato, costi quel che costi, nonostante tutto e tutti, aprire finalmente gli occhi e non arrendersi più ad una facciata imposta, ma vivere per lei, per se stessa e per la propria, vera, indiscutibile felicità.

Mi sono sentita come se fossi fuori dal mio corpo mentre capivo, con una chiarezza dolorosa, che Luke si prendeva gioco di me, del mio terrore rabbioso, delle mie stupide fobie conquistate a fatica, davanti alle birre con suo fratello e i suoi amici. Mi sono resa conto che lo sentivo parlare, stava dicendo: «È ridicola», e quell’esposizione cruda e spietata mi ha fatto male dappertutto.

Forse, dopo anni e con non pochi sacrifici, finalmente Ani FaNelli può ritenersi la ragazza più fortunata del mondo. O se non altro, può realmente arrivare ad esserlo.

Quando un ragazzo mi chiede se può invitarmi a cena, spero che forse sia una persona che un giorno potrà amarmi esattamente per quello che sono, come Garret e tanti altri credevano che facesse Luke. Forse non avrà paura dei momenti in cui mordo, della mia pazzia, forse saprà superare le mie setole spinose per vedere che sotto c’è anche dolcezza. E potrà capire che andare avanti non significa non parlarne mai, non piangerci mai sopra.

Un libro che stupisce, che stravolge il cuore, che graffia l’anima. Una storia che aggredisce e che conquista. Un salto dal trampolino. Siamo portate come Ani a piegarci fino a toccare terra fino quasi a sporcarci il viso, solo per poter poi spiccare il salto, in alto, sempre più in alto, finalmente prive di zavorre, di opprimenti menzogne che ci tenevano legate come una calamita infernale al terreno.
Un romanzo d’esordio perfettamente svolto che dimostra con grande abilità quanti spettri possano nascondersi dietro un’immagine patinata di perfetta donna in carriera.

Uno stile curato ma lineare, che sconvolge con dignità anche nei tratti più cruenti. Nessuna scena impropriamente enfatizzata solo per conturbare la lettura. Ani sarà una maestra nel farci vivere ogni esperienza con la giusta empatia, con il suo atteggiamento.
Ambizione e dolore, bugie e verità. Ogni elemento è ponderato al fine di regalarci una lettura affascinante, che rimane impressa come una lezione di vita!


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