Titolo: La mia eccezione sei tu
Autore: Patrisha Mar
Pubblicazione: self Publishing giugno 2014; Newton Compton Ed. luglio 2015

Trama: Finalmente è arrivato il giorno del tanto atteso colloquio di lavoro e Sara deve fare bella figura. Sono già due anni che si è laureata, ma né in campo professionale né in quello sentimentale sembra che la sua vita abbia preso una piega accettabile. E adesso eccola, traballante su tacchi troppo alti, in ritardo cosmico – grazie alla simpatica sveglia che non suona quando dovrebbe e a un autobus che ha deciso di saltare una corsa – sotto la sede della rivista di moda e gossip più letta del momento. Sara deve avere quel lavoro… Ma la giornata a quanto pare è nata storta e può solo peggiorare. E infatti, come una ciliegina sulla torta, l’ascensore che è riuscita a prendere al volo pensa bene di bloccarsi. Uno scossone prima e un altro a breve distanza ed è chiaro che non ripartirà. Ma Sara lì dentro non è sola… Accanto a lei c’è qualcuno. Qualcuno che soffre di claustrofobia e che è sul punto di avere un attacco di panico. A meno che lei… non si faccia venire qualche idea geniale per impedirlo. Un’idea così geniale che lascerà il segno…


Recensione

La mia eccezione sei tu nasce come romanzo auto pubblicato. Il suo successo ha raggiunto l’attenzione della Newton Compton che ha deciso di ripubblicarlo sotto la sua etichetta.
Scelta assolutamente giustificata dall’ appassionante storia d’amore descritta e raccontata con grande maestria.
Una storia che ha un sapore dolce come il miele senza cadere nello stucchevole cliché da romanzetto rosa.
Ci sono certi sogni che ognuno di noi ha nascosti nl cassetto “Sogni impossibili o forse no”.
Diventare milionari dalla sera alla mattina o vivere una romantica e perfetta storia d’amore con il nostro idolo.
Cantante, attore o modello che sia.
Sin da piccole siamo state rapite da immaginazioni fertili in cui eravamo le uniche detentrici del cuore di colui o colei il cui bel viso finiva per invadere le pareti della nostra stanza e del nostro cuore. Almeno per quel che mi riguarda ho sempre ritenuto che per quanto difficile, sarei riuscita a dividere il mio amore con la sua fama, i suoi fans, il suo mondo così diverso e opposto.
Ma sarebbe davvero così?la-mia-eccezione-sei-tu-P.Mar_-e1402048400525
Ora dico : Non lo so, dovrei trovarmici!
Certo non scarterei a priori l’idea di poter costruire un rapporto con una persona solo per paura di non riuscire a competere con la sua fama, ma non posso negare che non sarebbe impresa facile trovare il giusto equilibrio.
Se poi avessi il carattere di Sara, sarebbe tutto davvero molto complicato.

“ Sara aveva attraversato l’età dell’adolescenza desiderando solo un po’ di stabilità, fondamenta solide su cui costruire, radici che dessero un senso alla sua esistenza.”

Quando conosciamo Sara De Michele ci troviamo al cospetto di una ragazza intelligente, pratica, razionale e con la voglia di trovare un lavoro appagante e magari anche il vero amore.
Uno di quelli che possa portar via l’alone negativo lasciatole dalla sua fallita storia precedente.
Ma mentre il destino le regala l’ennesimo buco nell’acqua con un colloquio saltato, ecco che in un attimo, senza preavviso e senza il tempo di pensarci su, si ritrova incollata alle labbra di Daniel Gant.
Sì, esatto, lo stesso modello su cui aveva posato i suoi occhi famelici in compagnia della sorella la sera prima, sfogliando una rivista di moda.
Un incidente che segna l’inizio di qualcosa di magico.
Una magia però che per il carattere di Sara assomiglia più ad un cattivo e crudele scherzo del destino.

“Lei era semplicemente Sara De Michele, viso simpatico, parlantina sciolta, un tipo che sapeva arrangiarsi, ma non la prima della classe, che aveva sempre odiato; intraprendente, ma con riserva.”

Come può una come lei, assolutamente normale, ordinaria e dalla bellezza classica ma non eccezionale, poter interessare ad uno come Daniel? Quante donne molto più simili alla sua vecchia fiamma potrebbero avere più speranza di accompagnarsi con un uomo che oltre alla bellezza ha anche un conto in banca da favola?
Eppure Daniel sembra averla scelta tra mille, proprio perché diversa da tutte e con ostinata tenacia non si arrende davanti alle sue rimostranze e ai suoi rifiuti.

“«Potrò anche vivere davanti a un obiettivo, potrò anche essere fotografato, spiato, seguito, ma quello che sono io, il vero Daniel lo conoscono in pochi, Sara. Lo conoscono solo coloro a cui permetto di vederlo. Tutti possono credere di avere un pezzetto di me, comprando un giornale, ma in realtà di me non hanno nulla. Mi proteggo bene dai media. Appena ti ho incontrato, ho visto qualcosa in te. Non eri affascinata come le altre, anzi, mi respingevi e questo mi ha spronato a cercarti ancora di più.
Tu potevi essere la mia eccezione, quella che non si faceva affascinare da un mondo di cartapesta, ma che sapeva guardare al di là. Che poteva vedere me, solo me. E non sbagliavo».”

la mia eccezioneseituAmmetto che mentre leggevo la storia ero presa da una strana ansia, una suspense che mi faceva arrivare alla fine di ogni capitolo con la paura che da un momento all’altro potesse capitare qualcosa di brutto. Perché anche io, in fondo, come Sara mi ero convinta che tutto ciò fosse troppo bello per durare, o anche solo per essere vero. Anche io, come la nostra protagonista, ero sempre con il fiato sospeso in attesa di essere svegliata e ritrovarmi con la certezza che fosse tutto un sogno. Eppure il nemico è ben celato, seppur sempre presente in scena.
Orgoglio, insicurezza, sfiducia. Ingredienti efficaci per alterare in maniera letale un rapporto appena nato.
Daniel è immerso e a suo agio in un mondo completamente lontano e nuovo per Sara che si trova a fare i conti con una parte di se che non sapeva neanche di avere.
Gelosia, possessività e dubbi si impadroniscono di lei come un demone che le mangia l’anima, rendendola cieca dinanzi a quella che è la verità più importante.
Quello che dai set fotografici non trapela, Daniel lo riserva alle persone a cui veramente tiene. Se solo Sara si rendesse conto di quanto lui metta a nudo la sua anima per lei, magari sarebbe più facile digerire la vista di certe foto osé pubblicate sui giornali.
Ma la nostra protagonista è quadrata. Tutto è bianco o nero e cambiare è impossibile.

“Una punta di inadeguatezza era sempre lì a rosicchiare il suo umore alle stelle. Un giorno avrebbe dovuto parlare con la sabotatrice che era in lei e licenziarla per un lavoro non richiesto.”

Lo stile fresco, fluido e accattivante con cui la scrittrice ci offre la storia di Sara rende questo romanzo non solo la realizzazione di un sogno che in tante abbiamo avuto in passato ( e ammettiamolo, abbiamo ancora), ma anche un importante spunto di riflessione. Spesso i nostri peggiori nemici siamo noi stessi.
Troppo facilmente rischiamo di intrappolarci in una gabbia che ci siamo create intorno e dalla quale non sempre è facile uscire.
Sara impara sulla sua pelle quanto sia alto il rischio per non osare, per non lasciarsi andare.
A sottolineare il carattere di Sara, la Mar non poteva trovare personaggi-cornice migliori. Come se fossimo in presenza del negativo di una foto, le figure femminili della sua famiglia, così diverse da lei, creano un disegno speculare e inverso davvero divertente e originale.
Virginia, sua sorella minore, con un approccio più propositivo e ottimista prova a smorzare gli spigolosi angoli di Sara.

“«Devi imparare a lasciarti andare, Sara. Non sempre si può controllare tutto, devi essere disposta a rischiare se pensi che ne valga la pena. Da molto tempo non ti sentivo parlare così di un ragazzo”

La mamma, completamente l’opposto della figlia, la spinge a divertirsi finché è in tempo, senza troppo preoccuparsi di aspettare il “vero amore”.
Glicine, l’amata nonna che, seppur con toni smorzati dall’età e dalla saggezza, possiede ancora un carattere frizzante e piccante.
Tutti questi preziosi personaggi, come anche la zia Nora danno a Sara non solo un porto sicuro in cui nascondersi e sentirsi protetta quando il mondo sembra cederle addosso ma anche una visione diversa, più flessibile e sicuramente meno catastrofica.

“«Ma non capisci che stai cercando di fare la radiografia di una sensazione? Se lui ti trova interessante, ci sarà un perché e non conta se non hai le gambe di una gazzella o lo sguardo di una pantera. Forse, e dico forse, perché non lo conosco personalmente, questo ragazzo non guarda solo l’apparenza, ma cerca anche della sostanza. E tu dovresti avere più fiducia in te. Giuro, non ti riconosco più».”

Una giusta chiave di lettura per capire quanto sia giusto rimanere se stessi e quanto si possa osare e adattarsi alle nuove situazioni.

Più che un romanzo, un sogno ad occhi aperti…

“Tutto era cominciato con il ritardo di un autobus, un lavoro perso, un attacco di panico, e un primo appuntamento da studiare al microscopio. Un miscuglio di eventi scritti dalla penna di un autore che sembrava credere nel vero amore.”


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