Titolo: Rhythm of love
Autore: Serena Versari
Pubblicazione: Self publishing marzo 2016

Trama: Daryl King possiede tutto: fascino, talento e successo. Ma nessuno sa che di notte, lontano dal palco e dal pubblico, imbraccia lo Stradivari e lascia che il dolore s’imprima sulle corde del violino, nel tentativo di fuggire da un passato che lo tormenta.
A Dafne il destino ha riservato una vita difficile. Rimasta senza genitori all’età di diciotto anni, ha dovuto occuparsi della sorella minore, trascurando i suoi bisogni, incapace di lasciarsi andare all’amore.
Quando viene assunta per svolgere il ruolo di assistente di Daryl qualcosa cambia.
Dopo un inizio burrascoso, i due si apriranno l’uno all’altra, e scopriranno di essere più simili di quanto immaginavano.
Ma il passato può essere cancellato per sempre? O continuerà a tormentarli, impedendo loro di raggiungere la felicità?


Recensione

 

Oggi Dio ha scelto me per il suo miracolo. Ora anche io ho una mamma e un papà.

 

Tengo stretto il fazzoletto al naso, con la manica della maglia mi asciugo le lacrime che copiose hanno invaso il mio viso, irrigando il Kindle e mi preparo a metter giù le mie emozioni.
E non c’è dubbio che le parole della Versari sanno scavare più di un caterpillar, sfondando la più coriacea armatura del lettore. C’è poco da lottare, le lacrime scendono, il cuore alterna galoppate sfrenate ad arresti improvvisi. Chi conosce lo stile di Serena Versari, giunta ormai al suo settimo libro, sa cosa aspettarsi. Eppure ogni volta riesce a lasciare lo stupore più reverenziale nell’animo dei suoi lettori.
Una lezione di vita, un prezioso insegnamento, un tenero rimprovero per quanti di noi cadono negli stessi errori dei nostri protagonisti.
Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto vorrei precisare che questo romanzo, incentrato sulla musica, e oserei dire anche dedicato ad essa, come linguaggio, come ponte di congiunzione, come sorgente dei più impetuosi sentimenti, mi ha scosso non poco.
In quanto amante di un musicista ormai passato a miglior vita da diversi secoli, ho spesso lasciato vagare l’immaginazione oltre le corde del violino, più sù dei tasti del pianoforte, fino ad arrivare ad immaginarmi l’Amore espresso dalle note di quei strumenti classici sfiorati da altre mani.
Dafne e Daryl però sono i veri protagonisti di questa storia, e benché io debba alla Versari un grazie in più per quello che ha saputo suscitare nella mia fantasia, è giusto che vi parli della magnifica storia di questi due giovani ragazzi.
La storia viene raccontata da entrambi i punti di vista, lasciandoci la possibilità di calarci nei panni e nei cuori di entrambi.
Dafne, passato doloroso, ancora vittima di una sofferenza che non le permette di godersi la vita, è in cerca di un lavoro.
Daryl, violinista eclettico di fama mondiale cerca una nuova assistente.
Ad occuparsi di tutte le faccende burocratiche c’è Alfred, suo padre adottivo nonché suo attuale assistente. L’eta avanzata e gli acciacchi lo obbligano ad affidare le numerose incombenze del suo ruolo ad una fresca promessa che può più facilmente stare al passo con i numerosi e affollatissimi impegni del giovane musicista.
I due protagonisti, a prima vista così diversi, così lontani anni luce l’uno dall’altra, sembrano non partire con il piede giusto.
La corazza superficiale che entrambi hanno imparato a crearsi per difesa, li porta ad avere un primo impatto un po’ traumatico.

Ho etichettato Daryl King ancora prima di avergli dato la possibilità di farsi conoscere. Ho sempre sostenuto che gli uomini belli e di successo, debbano essere per forza stronzi e insopportabili. Il comportamento che ha tenuto durante il colloquio ha avvalorato la mia tesi, e mi ha servito su un piatto d’argento il pretesto per abbassargli la cresta. Brava Dafne, datti una pacca sulle spalle per la tua capacità di inquadrare le persone. Invece mi darei una bella tirata d’orecchie.

Prima lezione: mai giudicare dalle apparenze.
Ed infatti ecco che il mite e attento Alfred ci mette il suo zampino per placare gli animi bollenti e portarli sulla dritta via.
A poco a poco entrambi capiscono che sotto il superficiale mantello che indossano c’è nascosto molto di più. Anime tormentate dai ricordi, dal passato che incombe, nonostante gli anni, imperterrito e coriaceo.
Daryl lascia che Dafne penetri nel suo personale mondo, mostrandole ciò che tiene nascosto a tutti, e lei di conseguenza, prova a lasciarsi andare confidandosi con lui.
Ma l’istinto di Dafne è ben radicato nel suo animo e un’adolescenza vissuta a suon di mozzichi per sopperire alla precoce dipartita dei suoi genitori, con il conseguente impegno di prendersi cura di una sorellina molto più piccola, la portano di continuo a cozzare tra cuore e mente.
Quel diavolo vestito da angelo, che suona in maniera così toccante e passionale, deve sudarsi la piena fiducia della ragazza.

«Questa maledetta paura di lasciarti andare. È questo il problema vero? Hai trentatré anni, quanto vuoi aspettare ancora? Continui a circondarti di uomini che non ti attirano, per essere certa di non creare nessun legame duraturo, perché per te, nessun legame equivale a nessuna perdita.»

Ovviamente non solo per Dafne il passato rappresenta un ostacolo invisibile ma pesante. Daryl, abbandonato e vissuto in orfanotrofio per nove anni, sa cosa vuol dire essere solo. Sa cosa si soffre a sentirsi respinti. I suoi genitori biologici non l’hanno voluto e se non fosse stato per Suor Theresa e Alfred, la sua vita attuale non sarebbe così speciale.
Ma speciale è soprattutto lui, che non ha mai dimenticato, che non ha voluto nascondere il suo passato, sebbene ai media si sia deciso di raccontare una storia diversa.
Ogni 4 luglio torna in quel luogo della sua infanzia, e come Alfred faceva anni prima, regala ai bambini ciò che di più prezioso ha da donare: la sua musica.
Uno scenario tenero ma pesante da accettare per Dafne che alla morte dei suoi ha temuto che la piccola Penelope potesse essere portata in un luogo del genere.
Così il dolore di un passato può portare a precludersi sentimenti importanti.
Ma ha senso sprecare la propria vita, negandosi la possibilità di essere felici, solo per non rischiare altre perdite? Il cuore di entrambi non potrà mai del tutto guarire, come una cicatrice che per sempre farà parte di loro, caratterizzandoli e rendendoli così speciali. Ma il potere di un sentimento che va oltre l’immaginazione non può essere negato a lungo.

Ci sono molte cose di lei che ancora non conosco. Lo leggo nei suoi occhi, quando la spio mentre ha lo sguardo assorto in un punto indefinito dello spazio. Ci sono esperienze che ti segnano il volto. Ci sono paure che non siamo in grado di nascondere. Si insinuano tra le espressioni del nostro viso e vi restano impresse come una cicatrice.

Seconda lezione: non bisogna scappare dai problemi, ma affrontarli a testa alta.
Perché quando si è convinti che nulla di buono potrà mai capitare senza doverne pagare poi l’amaro prezzo, ecco che il cervello disegna assurdi e paranoici scenari drammatici. Scappare e lasciarsi persuadere dal proprio animo ferito però non fa altro che alimentare il fuoco del malinteso. E il malinteso se non lo si estirpa subito, rischia di crescere, nutrendosi del dubbio e del poco amor proprio, finendo per diventare una enorme pianta carnivora pronta a inghiottirci nel nostro stesso falso convincimento.
Alfred ne sa qualcosa e suo ruolo di padre, nonché vittima lui stesso di quella pianta che ha lasciato crescere parecchi anni prima, si intromette, con grazia, tra i due dispensando le proprie stille di saggezza.
La musica, che come cornice, quadro e spettatore riesce ad unire le due anime tormentate, ci culla con dolcezza ed enfasi tra le pagine preziose di questo romanzo.
Perché la musica può attraversare le corazza, può annientare le distanze, può regalare sogni e può esprimere ciò che le parole non sanno fare.
Anello di congiunzione, linguaggio universale, che li avvicina, li attrae e attira come una calamita dalla quale è impossibile resistere.

Non sono solo note che formano una canzone, ma pezzetti di cuori che si uniscono gli uni agli altri, creando un sentimento indissolubile.

Una parola va detta anche in merito alle voci di fondo, che abbracciano e sottolineano le personalità dei due protagonisti.
Penelope, la spensierata, frizzante e prorompente sorellina di Dafne. Suo esatto opposto e quindi perfetta per bilanciare il carattere insicuro, schivo e ritroso di Dafne.
I suoi consigli, seppur conditi da una punta di goliardica enfasi giovanile, sono utili alla sorella per equilibrare le sue paranoie, riportando l’attenzione sui giusti elementi.
Alfred è un signore che impareremo tutti ad amare. Un vero padre, un uomo che nasconde i suoi tormenti ma dai quali ha saputo estrapolare esperienze utili da condividere con il giovane Daryl e con Dafne.
Il suo acume lo porta ad aver sempre ragione e commovente sarà il meritato premio per il suo gran cuore.

Come ho detto prima, i libri della Versari sono delle perle da cui trarre importanti insegnamenti. Come un compendio a cui attingere per riflettere sulla propria vita.
Perché ognuno di noi ha il suo bagaglio di esperienze, le proprie paure, i tormenti che bloccano la ricerca di qualcosa che ci possa rendere felici. Abbandonarci alle emozioni può essere un rischio, ma anche solo provarci una volta, vale più di mille rinunce.
Capire noi stessi, i nostri limiti, le nostre debolezze non fa di noi dei perdenti, ma ci permette di capire meglio cosa vogliamo ottenere e cosa siamo disposti a rischiare.

«Ho imparato due cose nella vita, mai dire mai e mai dire per sempre.»

 

Ogni pagina letta, è un accordo melodioso e maliardo che vibra nel nostro cuore come un meraviglioso archetto!



Chi è Serena Versari:

Nata a Ravenna, dove attualmente vive e lavora.

Gran sognatrice. Ama passeggiare tra i monti incantati del Trentino e le piace macinare chilometri in compagnia della sua moto.

serena versariHa debuttato nel 2012 con “ANGELS”, un romanzo scritto nel 2009, edito da GDS Editrice.

A luglio 2013 è stato pubblicato, sempre da GDS, il seguito di “Angels” intitolato “IL POZZO DELLE ANIME”.

Il 2014 è stato un anno ricco di pubblicazioni: a marzo, un romanzo esoterico intitolato “L’ORDINE DEL TRIANGOLO OSCURO”, a giugno, un romanzo apocalittico con risvolti spirituali intitolato “MAKA-VIAGGIO VERSO LA SPERANZA”. Mentre a ottobre, ha abbandonato il genere fantastico per dedicarsi al suo primo romance intitolato “L’ARPEGGIO DEL CUORE”
A maggio del 2015 è uscito “BORN TO LOVE US”, il suo secondo romance.

Nel Marzo del 2016 viene pubblicato “Rhythm of love”.

A novembre, sempre dello stesso anno, è uscito Mi hai ridato la vita”

 Contatti: serenaversari@gmail.com

Biografia tratta dal suo Blog

 

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