Titolo: Solstice – Equinozio di primavera ( Solstice saga # 2)
Autore: C.E.A Bennet
Pubblicazione: Self Publishing febbraio 2016

Trama: Anno nuovo, vita nuova. A Emma Hataway non è mai sembrato più vero da quando, ripresi i sensi in un letto d’ospedale, è costretta a fare i conti con un’amnesia che ha cancellato buona parte dei suoi ricordi.
Cosa è accaduto la notte di Capodanno? Louis è stato davvero sconfitto o tornerà per avere la sua vendetta? Perché non ricorda più nulla di Alec, amico d’infanzia da sempre?
Le sorelle Hataway cercano di tornare alla vita di tutti i giorni tra nuove dinamiche famigliari, vecchi amori e ricordi che sfuggono senza lasciarsi afferrare. Una minaccia, però, incombe sulla loro famiglia e si intreccia con un destino al quale sembra impossibile sfuggire.

Alec Stevens è sopravvissuto alla notte di Capodanno e ora deve fare i conti con un fratello ingombrante, molte domande e una ragazza alla quale ha salvato la vita, che conosce da sempre ma di cui non ricorda granché.
Riuscirà a riportare a galla ciò che ha dimenticato e che lo tormenta? Che cosa nasconde veramente il ritorno del fratello Justin?
Una ricerca non priva di ostacoli, contro il tempo e contro qualcosa che sembra impossibile arrestare. Mentre il mondo cui appartiene gli ricorda che nulla è come sembra e il confine tra giusto e sbagliato si fa sempre più labile.

Equinozio di primavera, nuovo e atteso episodio della saga Solstice, svela nuovi segreti, amori e incantesimi che intrecceranno più a fondo il destino dei protagonisti, scoprendo la trama di quei legami – d’amore, amicizia e sangue – impossibili da sciogliere.


Recensione

Non serve che stia qui a ripetermi in leziose sviolinate sulla bellezza di questa saga. Chi ha letto la recensione al primo volume “Solstice – L’incantesimo d’inverno” ha già presente il soverchiante phatos di cui sono stata piacevolmente vittima leggendo la storia di Emma e Alec.
Allo stesso modo chi ha avuto occasione, nel frattempo, di leggere l’opera della Bennet sa esattamente di cosa io stia parlando.
Perché esistono tanti bei libri, infinite storie interessanti, ma ogni accanito lettore potrà convenire con me che inversamente proporzionale è il numero di opere che hanno il potere di travolgerti come una tempesta, lasciandoti appena il tempo di salire a pelo d’acqua per prendere un breve respiro, prima di gettarti nei pericolosi e maliardi abissi della lettura. Dico pericolosi perché stiamo parlando di storie inventate, ma quando ti svegli di notte di soprassalto con l’ansia di trovare le chiavi…  o piuttosto con in mente un’ idea su chi sia veramente Deidre… non serve che aggiunga altro.

Abbiamo lasciato nel primo capitolo Emma e Alec alle prese con il fallito proposito di raggirare il blocco della seconda figlia che le impediva di poter stare con il suo amato e vietatissimo custode personale. Il piano da loro escogitato con l’aiuto delle sorelle Hataway si era trasformato in una trappola mortale.
E posso dire che nel triste e lunghissimo tempo che mi ci è voluto per riprendere in mano la saga e tornare a immergermi nella loro storia, sono rimasta con un chiodo fisso in testa.
Dalla prima pagina di questo secondo capitolo siamo immediatamente trascinati nell’agonia silenziosa che segue una battaglia.
Si contano le vittime, ci si chiede cosa si è sbagliato e perché l’ardore e la fiducia, la gloriosa e mordace euforia che alimentava le menti e i cuori prima dello scontro ora si palesi con un doloroso e impotente senso di colpa.

 

“Nulla era peggiore del senso di colpa schiacciante, urlante che mi aveva invaso la testa e i polmoni, nel momento stesso in cui avevo realizzato che lei era lì, bloccata nel limbo del suo cervello, immobile, fragile nel suo letto e forse non sarebbe mai più tornata indietro.Ed era tutta colpa mia.”

C’è chi riesce a gioire per quello che è rimasto, avendo scongiurato il peggio, mentre coloro che hanno messo l’anima nello scontro, contano inermi e frustrati solo quello che si è perso. 

“Mi guardavano traboccanti riconoscenza, come se fossi il salvatore della patria. Erano grati.Perché avevo afferrato la sua mano, anche se un secondo troppo tardi, perché ero tornato indietro anche se senza di lei. Perché la sua vita era attaccata a un sottile, fragile filo attraverso di me. Se esisteva una possibilità che Emma si svegliasse era grazie a me. Non capivano, non vedevano l’assurdità della situazione. Non coglievano la verità nella sua ovvietà più lampante.Se non fosse stato per me, non avrebbe avuto bisogno di essere riportata indietro, e la sua vita sarebbe stata piena e non attaccata a un filo. Se avessi rinunciato a lei quando mi era stato detto di farlo, non avrebbe dovuto sacrificarsi per salvare me. Per salvarci tutti.”

 

 Ed ecco far ritorno ancora una volta lo straziante senso di colpa per un sentimento che non si riesce a sopire ma che sta lacerando le loro vite e quelle delle persone care. Un egoistico bisogno di vivere un amore condannato e l’incapacità di difenderlo.
E quanto è duro il prezzo per dimostrare il coraggio di amare oltre il peso del senso di colpa?!
A quanto si può rinunciare per proteggere chi si ama sopra ogni cosa?
Emma si trova a dover prendere la decisione più dura e insopportabile che le sia mai capitata.
Rinunciare e farlo con un colpo secco, netto.
Una sola ancora si è permessa di lanciare, prima che la nebbia calasse sulle menti dei giovani ragazzi.
Un’ancora che possa permetterle di rimediare agli imprevisti e strazianti effetti collaterali della sua scelta.
Improvvisamente il dolore cessa, come se l’interruttore fosse stato spento, placando con surreale e immediata efficacia tutta la sofferenza. Ma al suo posto?
Il vuoto. Un profondo indescrivibile vuoto che annienta ogni cosa, ogni sensazione. Un vuoto che pesa, che grava sulle menti e che ottenebra ogni altro pensiero.
Emma ha cancellato dalla sua memoria, da quella di Alec come da quella delle sue sorelle il ricordo di quell’amore così profondo ma letale, che l’ha portata ad un passo dal perdere il suo amato.
Un pericolo che non voleva più correre, e se per farlo doveva rinunciare a ciò che di più bello aveva, che così fosse. Alec avrebbe dimenticato di amarla, avrebbe accettato il suo ruolo di Custode con distaccata professionalità e nessuno più si sarebbe preoccupato di attentare alle loro vite seguendo banali e fantasiose storielle sulle coppie perfette.
Ma quando ai ricordi si sostituisce il buio di quel buco temporale che non si sa come riempire ma dal quale non si può comunque fuggire, ci si sente annegare, annaspando tra frammenti di una vita che non sembra più appartenerci.
Al loro risveglio i ragazzi sono completamente offuscati da quella fastidiosa sensazione di aver perso qualcosa di importante, prezioso, fondamentale. E non solo per Emma e Alec, ma anche Connie ed Elly, sono vittime di quell’incantesimo che imprigiona una parte importante del loro passato.
Nel frattempo la vita va avanti, la scuola, gli impegni, l’esercitazione per affinare i loro poteri e scongiurare qualsiasi altra minaccia, la conoscenza di William…
Tornare a una routine che ha il sapore stonato di quell’ingrediente che si sa di conoscere ma che non si riesce a tirar fuori da quell’angolo cupo della propria mente. Il tarlo consuma e distrae suscitando così la voglia di fare qualcosa per rompere quell’incantesimo.
Emma non può ricordare che è stata lei a volerlo né perché, ma quel silenzio che le sussurra continuamente la presenza di una verità nascosta, la tormenta al punto da voler trovare una soluzione.
Un incantesimo tra l’altro inutile perché, benché Emma e Alec si riconoscano appena, non possono fare a meno di provare uno stato di benessere quando sono vicini.
La storia si ripete, gli errori vengono commessi ancora, i dubbi affrontati e per la seconda volta, tra il dolore per ciò che è sbagliato e quello che non si può evitare di provare, i due ragazzi sceglieranno di lottare per il loro amore. Un amore che va al di là di ogni possibile sotterfugio. Un amore che non si può nascondere, dimenticare, perché ogni loro sguardo, ogni loro tocco li riporterà sempre l’uno dall’altro.
Un amore scritto nel destino e accanirsi per tarparlo equivale ad essere deboli e distratti.

“Era abbacinante. Se non fossimo stati in mezzo a un giardino, sotto la pioggia, che ne sarebbe stato di me? Da dove veniva tutto quel trasporto? Non mi ero mai sentita così, era come una fame implacabile. E il suo? Era quello che il suo silenzio covava da settimane?Aprii gli occhi e lo spiai. Trattenni il suo labbro con i denti e sorrisi. Mi guardò di rimando, staccandosi e dandomi un altro bacio, più lieve e veloce. Poi ci ripensò e mi baciò ancora, con più disperazione e meno cautela. Quando mi lasciò andare appoggiai la fronte al suo petto e inspirai l’odore della pioggia sui suoi vestiti.…

Così, pagina dopo pagina, tra un imprevisto e l’altro, saremo trascinanti indietro nel tempo per rivivere sprazzi di vita rubata e non solo. Conosceremo il segreto di Eileen e Justin e quel sentimento che anche loro, prima di Emma e Alec hanno provato a reprimere, senza grossi risultati.
Ma in fondo, è meglio vivere e lottare per i propri sentimenti e opporsi a inutili regole imposte solo per saziare la fame di controllo, o chinare il capo, piegarsi al dolore per la rinuncia dell’unica cosa che nutre l’anima e accettare stupide leggi dettate da coloro che tengono i fili delle loro vite?
La saggia Eileen, dopo lunghi ragionamenti è arrivata a prendere una posizione.
In fondo se anche William ha riconosciuto che occorre scegliere le proprie battaglie e non sempre ciò che veramente è importante è per forza anche giusto, be’ quale migliore incentivo per decidere di lottare contro un sistema sbagliato e difendere i propri sentimenti?
Peccato però che a frapporsi a questi piani bellicosi e romantici ci siano una serie di imprevisti nemici che si affollano tra le mura di casa Hataway e tra i boschi della casa al mare degli Stevens.
Nuove conoscenze che mostrano le vere sembianze, esseri misteriosi che attaccano con lance magiche. Un susseguirsi di ansiosi eventi che ci tengono legati alla lettura come se ci nutrissimo delle parole stesse.
Uno specchio oltre il quale affacciarsi per vivere una vita che ha il sapore dell’assurdo, ma la cui bellezza ci attira sempre più all’interno, finché, a lettura finita ci chiediamo se davvero sia così impossibile…
Lo stesso Sam dovrà fare i conti con il concetto di “impossibile”. Rimasto fuori dallo scudo di Connie, viene a conoscenza dei segreti dei suoi migliori amici e come era facile immaginarsi, conoscendo Sam, dopo la prima reazione, si unisce a loro, come semplice umano per dare una mano e lottare al loro fianco una battaglia non sua.
Certo, non sua fino a un certo punto, visto che finalmente si è arreso a quel sentimento che lo ossessiona da tempo per Connie. Una storia strana, la loro, senza la forza di ammettere a vicenda i propri sentimenti, ma una continua voglia di stare insieme, di cercarsi, e l’incapacità di togliersi dalla faccia quello sguardo di chi ha trovato la sua ragione di vita.

 
Un romanzo che rapisce, tenendoti stretto in una realtà immaginaria ma sublime, con il suo stile e l’efficacia dei contenuti. Niente di banale, niente di già visto, solo il vuoto profondo con cui ti ritrovi a convivere, alla fine del libro, quando devi riprendere in mano la tua vita e salutare, per un po’ Emma, Alec e le loro famiglie.

 

“Capii solo in quell’istante quanto si prende di te un sacrificio, quando lo fai davvero. Quando lo fai per la persona che ami e il sacrificio è perderla, allora si prende tutto.”

 



Chi è C.E.A Bennet:

12372378 Laureata in Giornalismo, nata e cresciuta a Verona, da qualche anno vive e scrive a Bologna.

Equinozio di primavera è il suo secondo romanzo dopo L’incantesimo d’Inverno, primo volume della saga Solstice.

Segiu l’autrice sulla pagina Goodreads

 

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