Titolo: Danish girl
Autore: David Ebershoff
Pubblicazione: Giunti 2016

Trama: Che cosa succede quando vedi la persona che ami cambiare radicalmente sotto i tuoi occhi? Tutto nasce da un semplice favore che una moglie chiede a suo marito durante una giornata qualsiasi. “The Danish Girl” di David Ebershoff, un romanzo sui lati oscuri e misteriosi dell’amore e della sensualità. Siamo a Copenaghen, inizi Novecento: entrambi stanno dipingendo nel loro atelier, lui realizza paesaggi velati dalla nebbia del Nord; lei ritrae su enormi tele i ricchi committenti della borghesia cittadina. Proprio per completare uno di questi lavori, il ritratto di una nota cantante d’opera, Greta domanda al marito di posare in abiti femminili. Da principio Einar è riluttante, ma presto viene completamente sedotto dal morbido contatto della stoffa sulla sua pelle. Via via che si abbandona a questa esperienza, il giovane entra in un universo sconosciuto, provando un piacere che né lui né Greta avrebbero mai potuto sospettare. Quel giorno Einar ha un’autentica rivelazione: scopre infatti che la sua anima è divisa in due e forse lo è stata sempre: da una parte l’artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall’altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere…


Recensione

Spesso basta un semplice tocco, lo sfiorarsi delle proprie dita con la setosa morbidezza di un tessuto; l’arcuarsi del piede sotto le linee di una scarpa, o il delicato profumo di una fragranza femminile, per scatenare un’ouverture di consapevolezza. La mente perde per un istante il contatto con la realtà, affidandosi ai sensi più intimi, smettendo di combattere una battaglia che non si è mai sentita propria.
E capita così che un semplice caso fortuito ci permetta di scoprire un mondo completamente celato fino ad ora ma che ha con se la chiave per comprendere ogni istante della nostra vita trascorsa.
La consapevolezza però mette a dura prova il coraggio delle persone. Esser all’oscuro di un segreto può rendere l’esistenza più facile, anche se meno vera.
Quando Einar  Wegener ha indossato per la prima volta abiti femminili, ha capito che nascosto dentro di se c’era una vita che aspettava da troppo tempo di esser liberata.
Tutto inizia quasi per scherzo. Greta, moglie di Einar e pittrice, chiede al marito di prestarsi come modello al posto della sua amica Anna al cui ritratto sta lavorando.
Emozione, paura ed eccitazione si muovono a vortice sotto la pelle di Einar.

“«Questo sarà il nostro segreto, vero Greta?» sussurrò Einar. «Non lo dirai a nessuno, vero?» Era spaventato ed eccitato al tempo stesso, e il pugno di bimbo che era il suo cuore gli pulsava in gola.”

Il contatto delicato e soffice con la stoffa, il proprio corpo avvolto da abiti morbidi che odorano di buono e proibito.

“C’era qualcosa in quel vestito (lo splendore opaco della seta, la pettorina di pizzo, i bottoni a gancio dei polsini dischiusi come piccole bocche) che gli faceva desiderare di toccarlo.”

 Da quando sin da piccolo suo padre lo aveva scoperto ad accarezzare i vestiti appartenuti alla madre, Einar non si è più permesso di lasciarsi andare a quella strana tentazione, ma ora lì, tra la mura sicure di casa sua, al fianco della donna che più di tutti lo conosce e di cui si fida, l’emozione trascinante che lo investe sembra essere una necessità impossibile da placare.

“Gli piaceva il vestito, ma non sapeva perché, e sentiva la carne che quasi gli si dilatava sotto la pelle.”

Per Einar quell’esperienza segna un punto di partenza per quel viaggio che, tra la vergogna dei primi istanti e la nuova consapevolezza che qualcosa sia destinato a cambiare in lui, come un vortice senza freni condurrà Einar ma anche Greta stessa ad affrontare decisioni che mai si sarebbero immaginati.

 

Ma andiamo con ordine.
Narrata e romanzata in questa opera è la storia di Einar Wegener, pittore e insegnante dell’Accademia di Belle Arti di Copenaghen. La storia di un percorso lungo, travagliato ma descritto con estrema delicatezza, di un uomo che, insieme a sua moglie Greta, riesce a prender coscienza di se, della sua natura, sciogliendo la sua vera anima dalle catene di un “vestito” che non gli appartiene.
Chi fu davvero questa donna? Quali misteri si snodano negli angoli più nascosti della mente di un uomo danese dei primi del Novecento che decide di cambiare drasticamente e definitivamente la sua natura fisica?
Così, tra il romanzo e il saggio storico eccoci calati in una realtà tutt’altro che facile.
Greta Waud, originaria della California conobbe il professor Einar Wegener  all’Accademia di Belle Arti. Lei era ancora una studentessa ma appena conobbe quell’esile figura, impacciata e timida capì subito che quello era il suo uomo.gerda_wegener

E fu proprio l’impavida, forte e coraggiosa Greta a baciarlo per la prima volta, lasciando nel giovane professore un inspiegabile sicurezza che quella fosse la donna giusta per lui.
Ma il destino decise poi di allontanarli e quando Greta dovette tornare in America fu per entrambi un colpo duro da accettare.
Le loro vite presero strade diverse e Greta sposò un altro uomo. Un uomo che amò. Un uomo che perse presto a causa di una malattia che lui trascurò per troppo tempo.
La vita non si dimostrò certo benevola con la giovane Waud, privandola anche di quel bimbo che portava in grembo e che perse prima ancora di poter inalare il primo respiro.
Senza rassegnarsi Greta riprese la sua vita tornando a Copenaghen e con la stessa irruente caparbia si riguadagnò l’amore di Einar.
I due sposi iniziano così a  trascorrere la loro vita tra le mura domestiche della casa delle vedove, svolgendo con solerzia il loro tanto amato lavoro di pittori.

 

Fu sua moglie la prima a saperlo…

Quando Einar veste per la prima volta i panni di una donna, Greta capisce immediatamente che dietro l’imbarazzo di quel piccolo gioco, in suo marito qualcosa sta cambiando per sempre.
Il carattere anticonformista la porta a vedere oltre le apparenze di un inappropriato comportamento, spronando il consorte a lasciar libero il proprio io. Lili compare nella loro vita come fosse una persona a se, completamente distinta da Einar.
Greta stessa il più delle volte la cerca, chiede di lei, partecipando a quel delicato gioco di ruolo e dimostrandosi all’altezza del compito.
Rimane fedele al fianco di suo marito e lo stesso fa con la piccola Lili che timida ma curiosa si appresta a volgere lo sguardo al mondo esterno.
Scoprire il tocco di un uomo, sentirsi da questo apprezzata e sedotta è per Lili un passo avanti verso l’ignoto e stupendo percorso che ha iniziato a intraprendere. Ma per quanto questo renda lei sempre più coraggiosa e intraprendente, per Einar tutto questo è alienante e pericoloso.
E sotto i suoi occhi di moglie, Greta assiste alla trasformazione di suo marito in quella giovane e delicata donna che porta il nome delle calle.

 

“Greta non aveva mai mandato via Lili. Qualche volta, quell’estate, Einar aveva annunciato che sarebbe venuta a cena e lei, stremata da una giornata trascorsa alla sua mostra fallita, pensava: Oh, diamine, l’ultima cosa che avrei voglia di fare ora è cenare con mio marito vestito da ragazza. Ma teneva questi pensieri per sé, mordendosi il labbro fino a sentire il sapore del sangue. Sapeva che non poteva fermare Einar. Aveva capito, dopo quanto era successo con Henrik, che Lili aveva una volontà propria.”

 

Il viaggio di Lili continua ma più lei avanza più Einar rimane indietro, consapevole di non esser lui la persona destinata a vivere in quel corpo.

 

 “Greta faceva tutto con un senso di profonda devozione, perché sapeva di poter andare contro chiunque ma non contro suo marito. Era stato lo stesso con Teddy. Lei poteva far arrabbiare sua madre, criticare suo padre e umiliare tutta Pasadena o Copenaghen, ma nel cuore aveva una comprensione e una tolleranza infinite per l’uomo che amava. Neanche per un attimo aveva pensato di impedire che Lili entrasse nella loro vita. Qualsiasi cosa purché Einar sia felice, si diceva. Qualsiasi cosa.”

La prima parte del romanzo scorre lenta, come a voler sottolineare la mesta e paziente comparsa di Lili nella vita dei congiungi Wegener, ma con il passare del tempo e delle pagine, passando per flashback in cui l’autore ci permette di conoscere meglio i protagonisti, la storia prende velocità e con passo spedito e irruenza Lili si fa spazio conquistando sempre di più il corpo del pittore.
Greta, sempre premurosa e accorta, non si lascia vincere dalla solitudine che in qualche modo la sta avvolgendo. Suo marito la sta abbandonando ogni istante di più ma ciò non toglie che finchè Einar Wegener sarà ancora in vita, nessun altro uomo prenderà il suo posto nel suo cuore.
Ma entrambi sanno che è solo questione di tempo. Lili ha bisogno di un corpo tutto suo e per Einar non c’è più troppo tempo.

“Era il maggio 1929: decise che si sarebbe dato esattamente un anno di tempo”

 

“Einar e Lili erano una sola persona, ma era il momento di dividerle. Aveva un anno di tempo.” 

Importante all’interno di questa opera è non perdere mai di vista un particolare fondamentale. Al di là del romanzo, oltre la fantasia e la personale interpretazione dell’autore, i protagonisti di questa storia sono esistiti veramente e inseriti nel contesto storico dei primi del XX secolo, non si può non porgere attenzione all’opinione pubblica di una società come quella dell’epoca.
Quando Greta convince il marito a farsi controllare, spaventata e preoccupata per quelle strane emorragie che minano la salute del pittore, Einar viene a trovarsi dinanzi ad una serie di figure scientifiche di rilievo, ognuno con un proprio parere medico sulla “ condizione” psico fisica del paziente.
Molto più semplice incolpare un tumore, piuttosto che un problema di sanità mentale e cercare di eliminare il disturbo con un bisturi o con un martelletto da lobotomia. Più difficile ma senz’altro più realistico invece ascoltare senza pregiudizi le parole di chi, posto di fronte ad un perfetto sconosciuto, mette a nudo le sue necessità, i suoi pensieri.

“Einar cominciò: «A volte sento il bisogno di andare a cercare Lili».”

“«Dove va a cercarla?» chiese il dottore. Le lenti spesse gli facevano sembrare gli occhi grandi come uova sode.

«Dentro di me.»”

Sentirsi chiusi in un corpo che non appartiene all’anima è come esser ammanettati dentro una gabbia. Greta lo sa, Einar ha deciso di lasciare che sia Lili a vivere quel corpo, facendosi da parte.einer-wegenerlili-elbe

Quando finalmente incontra chi può fare il miracolo, per Lili inizia una nuova vita. Senza la sua parte maschile.

“Greta era ancora intontita per lo shock. Suo marito non viveva più e lei si sentiva come se l’anima di Einar stesse cercando di penetrarle le carni. Greta Waud era di nuovo vedova. Pensò alla bara di Teddy che affondava coperta di fiori nella terra. Ma stavolta non avrebbe dovuto seppellire nessuno. Aveva sistemato Einar nello scompartimento rivestito di feltro di un treno diretto in Germania, e ora lui non c’era più: il suo treno era scomparso nella gelida nebbia di gennaio, per sempre.”

 

Con questo romanzo d’esordio di David Ebershoff non siamo di fronte solo ad un particolare punto di vista di quella che è stata la vita e l’esperienza di una pioniera nel mondo transgender ma una vera e propria storia d’amore. Un amore che supera ogni ostacolo possibile e immaginabile. L’amore inteso come ricerca della vera felicità, come strumento per donare alla persona amata la forza di esprimersi, liberarsi, innalzarsi verso quella che è la propria vera natura.
Nonostante protagonista di questa storia sia Lili Elbe, nata come una farfalla dal bozzolo di un uomo che non si è mai sentito totalmente a suo agio con il suo corpo, la figura di Greta Waud, moglie del pittore, ha lasciato un marchio decisivo all’interno dell’opera.
Ed è facile chiedersi cosa ne sarebbe stato di Einar se al suo fianco non ci fosse stata Greta.

Nonostante il romanzato racconto di una storia vera, l’autore ha saputo, a parer mio, descrivere con estrema delicatezza e accurata sensibilità la condizione psicologica dei protagonisti. Inutile forse descrivere con troppa concitazione uno stato d’animo talmente tanto delicato e personale da poter esser solo immaginato, ma non descritto.
Come una poesia che si presta alla libera interpretazione attraverso il tocco con l’anima del lettore, allo stesso modo, l’autore ci ha portati fin quell’ultimo gradino oltre il quale solo il nostro cuore può comprendere il tormento, la paura, il coraggio e la determinazione che Greta, come Lili ed Einar soprattutto, hanno dovuto affrontare.
Non andiamo a corrodere le pareti di un’esperienza così particolare e intima con l’inseguimento morboso di descrizioni che non renderebbero mai abbastanza.

Un grande omaggio ad una figura che si è distinta per coraggio e determinazione diventando così un’icona del mondo transgender.


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