Titolo : Mi hai ridato la vita
Autore: Serena Versari
Pubblicazione: Self publishing novembre 2016

Trama: Un evento traumatico del passato può condizionarci a tal punto da credere di non meritare più nulla nella vita? E quanto una persona appena conosciuta, può essere in grado di penetrare nel nostro cuore, liberandoci da quelle pesanti catene?
Scarlett ha 23 anni e trascorre le sue giornate in uno stato di sopravvivenza, incapace di prendere in mano le redini della sua esistenza.
Un giorno, il suo datore di lavoro la invita a trascorrere il mese di dicembre insieme a lui e alla moglie, tra le montagne innevate di Madonna di Campiglio.
In quel paesino dai tratti fiabeschi e arricchito dalla magia del Natale, la sua strada s’incrocerà con quella di Cris, un ragazzo che la ipnotizzerà con il suo meraviglioso sorriso e i suoi modi scherzosi.
Riuscirà Scarlett ad accettare quel meraviglioso regalo che la vita le offre, o il passato sarà troppo opprimente per lasciarle questa possibilità?


Recensione

Non so come sia possibile, ma Serena Versari riesce sempre, attraverso i suoi romanzi, a regalarci delle preziosissime lezioni di vita.
Il suo stile non si smentisce mai, e con un trasporto emotivo assolutamente unico siamo, ogni volta, obbligati a sbirciare dentro le nostre coscienze per confrontare e analizzare le nostre paure, i nostri vincoli. Prendiamo la forma dei suoi protagonisti. Ci rimproveriamo dei loro errori perché in fondo in fondo, magari in maniera diversa, ma sono anche i nostri errori. Non si può sfuggire alla propria coscienza e la Versari riesce sempre a trovare il giusto tasto per riattivarla.
Così, quando mi ritrovo davanti un nuovo romanzo, so a priori che non ne uscirò indenne. Un brivido di emozione mi corre lungo la schiena prima, e un profondo sospiro accompagna lo scorrere del mio dito sull’ultima pagina dell’opera.
Questa volta conosciamo la vita di Scarlett.
Giovane ragazza newyorkese con alle spalle un passato terribile che l’ha ingabbiata nel buio e tetro bozzolo della colpa.
L’incidente che ha coinvolto fatalmente i suoi genitori, ormai parecchi anni fa, grava ancora sul suo cuore; pesa come un macigno sulla sua coscienza e stringe come un cappio sulla sua vita.
La Scarlett di oggi non è altro che il fantasma di quella ragazzina, scappata dalla finestra, di notte, per raggiungere di nascosto la casa della sua vicina e passare qualche ora in compagnia del ragazzo di cui aveva una cotta.
Lo stesso ragazzo che negli anni ha continuato a vivere al suo fianco, cercando di aiutarla.
Ma Scarlett non riesce ad affrontare la realtà. Non vuole accettare il fatto che si possa esser trattato solo di un incidente.
Lei è colpevole, e questa colpa la ritrova ogni singolo giorno tra le pagine di quel vecchio diario da cui non vuole separarsi.
Jasper ci prova a motivarla. Da quel giorno non l’ha mai lasciata sola, ostinandosi a riportare luce negli occhi della ragazza che ama.
Amare un’ombra però non è affatto facile e il più delle volte è Scarlett a trascinare Jasper con se nel baratro della frustrazione. Ha senso tutto ciò?
Il dolore che lei sente non potrà mai abbandonarla e mai le concederà la possibilità di essere di nuovo felice. Lei non merita di essere felice. Lei non merita nulla.
Jasper però non merita la triste vita che sta conducendo per starle vicino.
Per questo quando Mirko, psicologo e suo datore di lavoro, nonché carissimo amico, le chiede di unirsi a lui e Asia per recarsi in Italia, a casa dei genitori di sua moglie in occasione delle vacanze di Natale, Scarlett coglie al volo l’offerta per mettere un po’ di distanza tra lei e Jasper.
Destinazione: Madonna di Campiglio.
Quel paese, con le sue montagne, la sua gente, la forza della natura, riesce nel miracolo tanto inatteso.
La ragazza fa l’incontro con un giovane dallo sguardo vivace e dai modi scherzosi. Un incontro fortuito ma assolutamente provvidenziale.
Cris si rivela essere la prima persona, dopo tutti quei lunghi anni di purgatorio, capace di riaccendere la fiamma della vita. Scarlett, da prima paurosa per quelle sensazioni così nuove e strane, tentenna nel lasciarsi andare, ma l’irruenza benefica che Cris dimostra di avere e quei sorrisi sempre più frequenti che brillano sul viso della giovane, lasciano ben presto cadere le difese.

 

Chi è quest’uomo affascinante che, con la sua solarità e celata profondità, sta facendo irruzione nella mia vita in modo così prepotente? Nessuno in tutti questi anni, era mai riuscito a scuotermi così nel profondo, mentre sono bastate una manciata di ore trascorse in sua compagnia, per farmi perdere il controllo.

 
Il carattere solare di Cris la spinge ad attraversare il buio in cui si è lasciata abbandonare negli anni. Scoprire il bello delle cose, ascoltare la propria risata sincera e spontanea, distrarre la mente da pensieri negativi. Tutto è nuovo e travolgente per lei.

Non dimentichiamoci del PoV di Cris ovviamente. Anche lui ha un passato troppo difficile da dimenticare e quegli occhi tristi, annientati, che scorge sul volto di quella straniera seduta nel suo pub, lo investono come un vento gelido proveniente dal ricordo di sette anni prima.
Anche quel “ricordo” aveva lo stesso buio nello sguardo. Ma se a quel tempo non era riuscito a far nulla per impedire che la sua stella si spegnesse per sempre, chi dice che Scarlett non possa essere l’occasione per riscattare il suo senso di colpa?
E poi si sa, anche se due cuori non si cercano, il destino li fa incontrare.
In pochi giorni tra i due cresce un affiatamento che si trasforma in sentimento travolgente. Un sentimento a cui nessuno dei due era preparato.
Il peso dei loro problemi si scioglie con il dimostrarsi sinceri a vicenda, regalando così l’uno all’altro il proprio sostegno.
La forza positiva che lega i due protagonisti è tale da sentirci, anche noi lettori, sollevati quasi da terra, in un volteggiar magico tra le nuvole. La luce vince sul buio. Il cuore riprende a battere vigoroso. Le due anime trovano conforto nel calore corrisposto.
L’amore prende il sopravvento su tutto, calpestando, come una mandria imbizzarrita, problemi, ostacoli, paure.
Ma il germoglio della felicità è una creatura fragile, da proteggere e custodire come un dono preziosissimo, ma altrettanto delicato.
Perché spesso anche solo un biglietto con poche parole incise sopra ha il potere di oscurare il cielo, di bloccare il respiro come una doccia gelata, spazzando via come un tornado ogni speranza.
Ovviamente quanto più si sale in alto tanto più la caduta è rovinosa.
Sappiamo bene che talvolta l’invidia, la rabbia, la cieca necessità di rivalsa hanno il potere di ostacolare i sogni. Sta poi a noi avere la forza, il coraggio e la lucidità per capirne i piani e superare le avversità.
Scarlett e Cris dovranno così comprendere cosa è meglio per loro, per chi è importante lottare e soprattutto a cosa si può rinunciare.

Questo romanzo ci insegna che non bisogna mai arrendersi davanti all’apparente impossibilità di una svolta.
La felicità può essere dietro l’angolo come a chilometri di distanza ma da qualche parte, per ognuno di noi, c’è un sentiero tracciato che aspetta solo di essere percorso. Non si sa quanti ostacoli dovremo affrontare; quante persone tenteranno di fermarci; quanti dubbi ci tireranno indietro.
Ci saranno momenti di buio, momenti di sconforto ma se dimostreremo coraggio, arriveremo alla fine del percorso senza neanche accorgercene mentre la felicità e l’amore saranno lì ad aspettarci.

 

 Si può affermare di essere pronti a innamorarsi? È forse qualcosa che possiamo scegliere? Abbiamo il potere di decidere il posto, il momento, la persona giusta? Non credo. Penso piuttosto, che l’amore ci sorprenda all’improvviso, e spesso, mentre si è impegnati in altri progetti. A volte si trova l’amore mentre si cerca di fuggire dall’amore stesso, ma quando arriva, non bisogna opporsi, non bisogna lasciare che la ragione o la paura ci blocchino, ma bisogna accoglierlo a braccia aperte. Potrebbe essere solo per un’ora, per giorno, per un anno, ma si deve fare in modo che quel momento sia unico e indimenticabile.

 

Un nuovo romanzo, un nuovo insegnamento di vita che solo una life coach come la nostra cara autrice sa regalarci.
Concludiamo il libro con un caleidoscopio di emozioni, chiusi nel silenzio di noi stessi, pronti ad ascoltare i nostri sogni, consapevoli ancora una volta di quanto assurde fissazioni possano influire, giorno per giorno, sul nostro obiettivo primario di vita: il raggiungimento della felicità.
Che essa sia uno stato d’animo, una condizione mentale, un singolo momento o una serie di eventi concatenanti, non importa! Se almeno una volta ogni tanto riuscissimo a poter scrivere il nostro biglietto da infilare nella happiness jar, non avremmo sprecato la nostra intera esistenza.
Perché lamentarci dei mali che ci affliggono non ci rende forti ma solo codardi di fronte alle scelte, a volte difficili, che dovremmo fare per cambiare lo stato dei fatti.

 

«Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine,

o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose».

 


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