Titolo: L’eco dei nostri passi
Autore: Serena Versari
Pubblicazione: Self Publishing maggio 2017

Trama: Chi sono? Cosa voglio? Queste le domande che cominciano ad assillare Serena, e che la portano a indossare i panni della pellegrina. Direzione: Santiago di Compostela.
Un pellegrinaggio che costringe a entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi, a volte destabilizzandoci, a volte, regalandoci una forza inaspettata. Lungo questo percorso di rinascita, la sua strada s’incrocerà con quella di Lorenzo, ex soldato dalle mille sfaccettature e dal cuore indurito. Passo dopo passo, queste due anime si scopriranno e si apriranno. Tra una tappa e l’altra, la passione tra i due si farà sempre più bruciante, creando un legame profondo. Ma i dubbi e le paure sono sempre in agguato, e ci assalgono proprio quando sentiamo che stiamo raggiungendo la felicità. Riuscirà Serena a sciogliere il pesante strato di piombo che ricopre il cuore di Lorenzo? Oppure, da bravo soldato, lui sceglierà di seguire la condotta iniziale, sopprimendo quel sentimento inaspettato che ha iniziato a pulsare nelle sue vene?


Recensione

Ci sono storie che ti rimangono impresse per la voracità con cui ti catturano, altre per l’impatto emotivo che ti rovesciano addosso. Poi ci sono quelle storie che ti cullano l’anima e ti accarezzano il cuore.
Questa volta Serena Versari ci ha voluto rendere partecipi della stupenda esperienza che ha vissuto in prima persona, come pellegrina verso Santiago. Il suo racconto, dove realtà e fantasia si amalgamano così bene da lasciare il lettore incapace di capire dove l’una ha smussato l’altra, ci porta nei sentieri di uno dei pellegrinaggi più antichi e famosi.
Ma come ogni viaggio che si rispetti, non è tanto la meta a essere fondamentale, quanto piuttosto il percorso che si intraprende per raggiungerla.
Serena, diretta protagonista di questo romanzo, decide di partire per il Cammino, stanca di una vita che la soffoca sotto il peso di regole prestabilite e troppo rigide. Una vita che, un giorno, quasi improvvisamente, ci si accorge non essere più quella che volevamo vivere. Specchiarsi e non riconoscere più la persona che abbiamo davanti è una delle esperienze più brutte che possiamo sperimentare.
Quanti di noi, almeno una volta, hanno pensato di fuggire lontano, anche solo il tempo per fermarsi a riflettere, riprendere coscienza di se stessi, e tornare, prima o poi, migliorati?
Lo scorrere rapido e mordente del tempo ci obbliga troppo spesso a metter da parte noi stessi in vista di un obiettivo da raggiungere. Ma chi ha deciso questo obiettivo? Noi o il mondo che ci circonda? Se non stiamo attenti, prima o poi ci sveglieremo da quel sonno latente, completamente cambiati, e incapaci di liberarci da quelle catene che silenziose e ferali ci hanno stretti come le spire di un serpente.

Ebbene, Serena ha preso armi e bagagli e ha spezzato quelle catene prima ancora che potessero nuocerle irrimediabilmente.
Messa in standby la vita quotidiana, ha deciso di partire alla scoperta di se stessa.
Quello che il Cammino le ha regalato è stato una splendida sorpresa.
 

Ma il Cammino è così, inizia con il sussurrarti il suo nome, poi la sua voce diventa sempre più grossa, fino a quando t’invade completamente la mente e capisci che non puoi più rimandare.

Il Cammino per Serena inizia a Leon, insieme a una ragazza, Ornella, conosciuta su internet e con cui si è data appuntamento a Madrid.
Un viaggio, quello della protagonista, che diventa anche il nostro, raccontato con leggerezza e calma riflessiva e che ci conduce per le vie della Spagna, stanchi per i chilometri percorsi, ma sereni e in pace con noi stessi.
A Villar de Mazarife, le ragazze conoscono un altro italiano: Lorenzo. Da quel momento, per Serena, il Cammino assumerà un sapore ancora più forte e intenso.
 

La bellezza del Cammino è anche questa. Un giorno incontri una persona, un giorno ne incontri un’altra. Solo con poche però, puoi decidere di condividerlo per intero, e se lo fai, è perché reputi quelle persone speciali.

Sin dal loro primo incontro, uno scambio di saluti, Serena percepisce qualcosa per cui non era pronta. Quell’uomo le ha letteralmente tolto il respiro.
Il loro pellegrinaggio sarà accompagnato da un caleidoscopio di emozioni che difficilmente riusciranno a contenere. Serena sente nascere dentro di se un’attrazione verso Lorenzo che non si limita al solo aspetto fisico. La sua anima sembra lanciarle messaggi di aiuto, una richiesta di calore che Lorenzo stesso sembra voler mettere a tacere.
Anche per lui infatti, quel viaggio deve servire a ritrovare se stesso e una pace da troppo tempo persa, ma sa che, per quanto quella ragazza dagli splendidi occhi verdi riesca a scombussolare il proprio aplomb, non sarà mai in grado di cedere al cuore, di rendersi vulnerabile di fronte a un sentimento travolgente come l’amore.
Un tira e molla costante si instaura tra i due che si cercano, si allontanano, attratti l’uno dall’altra, ma timorosi di fare un passo di troppo e rovinare tutto.
Ma il Cammino non serve anche a lasciarsi indietro i fantasmi di una vita che non vogliamo davvero vivere?
Serena alla fine prova a seguire il suo istinto, dimostrando a Lorenzo, per quanto lui glielo permetta, che è possibile tornare a essere felici, ad amare, se lo si vuole davvero, se si è disposti a rimettere in gioco la propria esistenza. Se si permette alla propria anima di tornare a vivere.
Lorenzo non rimane impassabile all’energia di Serena, non ci riesce.

Non è un abbraccio amichevole, è qualcosa di più profondo, è un abbraccio che nasconde molte parole, probabilmente quelle parole che io, in primis, temo di confessare.

 
Ma ben lungi da lui arrivare a esorcizzare i demoni che si porta sulle spalle da troppo tempo. Un passato che, è convinto, non lo lascerà più libero.

Così a Serena non rimane che tornare sui suoi passi, accettare la volontà di Lorenzo e farsi da parte.
Lei, almeno, è riuscita a far tesoro di quell’esperienza che l’ha profondamente cambiata e in meglio.

Mi sembra di aver vissuto queste ultime due settimane in un universo parallelo, in una dimensione dove ho imparato a essere me stessa, a vivere il presente e a gioire con poco. Non avrei potuto chiedere di più.
Non so se quello che ho imparato riuscirò a portarlo con me nella vita di tutti giorni, ma farò il possibile per farlo.

 
Quando arriva l’ora di tornare a casa, l’animo dei ragazzi si fa più cupo. Quella realtà li ha trasformati, chi più chi meno, e dover immergersi di nuovo in una quotidianità che per troppo tempo li ha repressi, è dura.

Apro la porta di casa.
Tutto è rimasto come prima.
Tutto, tranne la persona che la abita.
Non c’è più la Serena che è partita per intraprendere il viaggio.
Ora c’è un’altra persona, una persona che ha acquisito una enorme fiducia in se stessa, una persona che si ripete che tutto è possibile, e che la paura di non farcela non potrà più fermarla.
Il Cammino mi ha segnata, mi ha migliorata.

 
E Lorenzo? Cosa ne è di quell’uomo che ha intrapreso quel viaggio, settimane prima?
Il percorso lo ha segnato, ma forse ancora di più, lo ha segnato l’incontro con Serena.

Fino a prima di conoscerla, il mio cuore era come in trincea, in una lotta perenne, intento solo a schivare i colpi dei nemici. L’avevo riposto in una capsula, congelandolo in eterno.

Lei ha sfidato il ghiaccio in cui era racchiuso, riuscendo a scaldare quel muscolo, che non credevo sarebbe più stato in grado di battere in questo modo.
Il problema, è che non so se voglio sentire questo rumore così assordante.

 
La vita per entrambi fatica a ricominciare, ad adattarsi alle vecchie abitudini, che adesso sembrano ancora più scomode. Serena mette per iscritto i suoi pensieri. Lo aveva ammesso che avrebbe scritto un libro su quell’esperienza e lo fa, buttando giù ogni sensazione, ogni percezione, ogni emozione legata al Cammino.

Accendo il computer e lascio che le dita corrano da disperate sulla tastiera. Imprimo la gioia, il mio dolore, le mie paure e le mie speranze.
Hanno tutte un comune denominatore: Lorenzo.
Gioia. Nel momento in cui è entrato nella mia vita sconvolgendola.
Dolore. Quando sono stata costretta a dirgli addio.
Paura. Di perderlo per sempre.
Speranza.  Che da qualche parte nel futuro possa esistere un noi.

A questo punto non ci resta che condividere le emozioni di Serena e attendere che i sentimenti repressi riescano a rompere definitivamente la spessa corazza intorno al cuore di Lorenzo. Ma sarà stata abbastanza incisiva da riuscire lì dove nessuno è arrivato?
Come lei, piano piano ci convinciamo che non sia possibile scalfire il muro di cemento armato, che non ci sia nulla da fare per convincere chi non vuole ascoltare e così ci prepariamo alla rassegnazione di un finale diverso da quello in cui speravamo.
Ma poi, come se il Cammino avesse rilasciato il suo potere piano piano, nel cuore di Lorenzo qualcosa cambia, si sblocca e finalmente si rende conto di quello che sta rischiando di perdere per sempre.
Sarà in grado di recuperare la fiducia di Serena, o sarà troppo tardi per rimettersi in gioco?

Un libro magico, una storia raccontata con la grande maestria di una donna che ha saputo mettersi alla prova, per inseguire se stessa, per ritrovarsi, per amare la persona che si riflette allo specchio.

Se è stato terapeutico anche solo leggere le emozioni che questa esperienza ha trasmesso all’autrice, non oso immaginare cosa si possa provare a viverla direttamente sulla propria pelle.

Altra cosa fondamentale, che pur ultimamente sembra aver perso la sua giusta importanza, è il prezioso lavoro di editing fatto sul testo. Oggi come oggi si ritiene quasi trascurabile, ai fini della qualità di un’opera, un raffinato e accorto lavoro di correzione di refusi o altri errori la cui presenza invece, a parer mio, danneggia il testo, interrompendo, il più delle volte, la fluidità della lettura.
In questo romanzo il lavoro invece è stato impeccabile, ed è giusto che tale elemento venga posto in risalto.

Serena Versari si è decisamente guadagnata cinque stelle e più!


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