Titolo: Vento sulla scogliera
Autore: Fabiana Redivo
Pubblicazione: DRI Editore 2017

Trama: UNA STORIA DI VITA, D’AMORE, DI CRESCITA PERSONALE …
Mentre la radio annuncia l’esplosione di un reattore nucleare a Chernobyl, Agnés riflette sulla propria vita apparentemente perfetta. Maurice è il marito che tutte le invidiano. L’albergo che gestisce con la suocera si trova in un luogo da favola, nei Vosgi. Eppure una sottile inquietudine la tormenta, mettendo a rischio il piccolo mondo felice che ha costruito giorno dopo giorno. Per salvare il suo matrimonio, dovrà affrontare i fantasmi del passato, risolvendo il mistero che avvolge la vita di sua madre.
Il vento mi parlava, portava voci. Lo ascoltavo. E lui ascoltava me. Al vento sono finalmente riuscita a gridare il mio dolore e i miei segreti.
Forse se avessi denunciato Luc per le violenze famigliari sarebbe andata diversamente. Forse. In questi casi noi donne siamo guardate con sospetto. La gente è pronta a essere comprensiva solo quando subiamo.
L’OSTILITA’ DEL MONDO
L’opinione pubblica guardava sempre con sospetto le donne che denunciavano violenze, soprattutto in provincia. Portare alla luce ciò che poteva rimanere in ombra con buona pace di tutti, era un comportamento colpevole nei confronti della collettività.
LA COMPLICITA’ TRA DONNE
Un silenzio solenne, diverso da quello che aveva segnato l’intera mattinata, tenne in sospeso le due donne. Complicità. Condivisione. Agnés conosceva quelle sensazioni, provenivano da un passato che si sforzava di seppellire, proprio come Marie aveva fatto con quel misterioso contenitore di metallo.
Un romanzo semplice da leggere ma ricco di significati…


Recensione

Un coro affiatato di voci bianche, un intreccio nostalgico di esistenze passate, che si fondono e segnano ombre sul cammino di vite attuali.
Il passato tormentato e doloroso si mescola con il presente, creando un filo conduttore che unisce i personaggi come pennellate di uno stesso quadro.
Agnés è la protagonista, ma intorno a lei tre diverse generazioni si aggiungono per dar forma e carattere alla storia. Una storia, quella di “Vento sulla scogliera”, che ci riporta indietro ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. E per molti di coloro che hanno vissuto quel terribile conflitto, la vita è stata segnata per sempre. Non ci si può considerare veramente sopravvissuti, se il cuore e l’anima sono ancora prigionieri di quei ricordi  e della paura, privati della forza di ricominciare una nuova vita. Per Eve e Sarah, la guerra non è mai davvero finita.
Certe esperienze ti si imprimono nell’anima come un marchio a fuoco, indelebile e doloroso, plasmando il tuo carattere fino a farti diventare il burattino nelle mani del passato.
Agnés è il frutto di quella letale alterazione ed è insicura, fragile e pronta a difendersi con l’unica arma che conosce: la fuga!
Ma lei non ha un vero motivo per farlo. Dieci anni fa fece una scelta drastica, scontrandosi con la madre e fuggendo di casa per sposare un uomo e metter radici. La sua vita, da quel momento ha preso una nuova forma, ha acquistato nuovi colori anche se per Agnés, la paura di poter ricadere in quella che, ormai crede, sia una condanna genetica, le vela il sorriso, ostacolando la sua meritata felicità familiare.
I segreti e i silenzi che l’accompagnano da anni pesano sul suo rapporto matrimoniale, e si sente sempre più sopraffatta dalla paura di rovinare tutto.
Ad aiutarla è la figura che meno ci si aspetterebbe: Marie, la suocera, una donna forte, schiva è un po’ burbera, che però coglie al volo l’insofferenza della giovane nuora e le tende la mano.
Tra le due donne si instaura un legame tanto forte da portare Marie a confidare a lei solo, il suo passato. Entrambe hanno portato con se per troppi anni il pesante fardello di segreti inconfessabili e Marie decide che sia Agnés l’unica persona degna di poter alleggerire il peso di quei segreti.
Perché solo una donna potrebbe capire certe cose.
L’anziana ci apre così uno squarcio doloroso e straziante di una vita che l’ha messa a dura prova, sin dall’adolescenza.
Una finestra aperta per ricordare il ruolo della donna, in un piccolo centro abitato, negli anni del secondo dopo guerra. Violenze, soprusi, e omertà scandivano le giornate di giovani mogli abbandonate al proprio destino. Le più forti, sopravvivevano per amore dei figli.
E così fu per Marie, fino al giorno in cui non prese in mano la situazione, ribellandosi a quella violenza perpetrata troppi anni e le cui conseguenze stavano avvelenando anche la crescita dei suoi figli.
Agnés comprende dal dolore del racconto, quanto sia fortunata lei ad aver incontrato un uomo come suo marito, ma l’insicurezza che si porta dietro come retaggio di famiglia la spinge alla gelosia, a mentire, a chiudersi ancora di più.
Maurice merita una donna migliore di lei, forse una come Mitzi Engel, che tanto si prodiga a lisciarsi il suo amato marito.
L’istinto della fuga è così forte e vicino da fischiarle nelle orecchie senza tregua.
Anche questa volta l’errore sarà evitato dalle amorevoli parole di Marie.

Ma cosa si cela dietro l’insicurezza di Agnés? Cosa nasconde il suo passato? Anche lei non ha mai avuto risposta quando chiedeva alla madre il motivo dei continui e sfiancanti traslochi. Mai per troppo tempo nelle stesso luogo, mai la possibilità di creare legami con posti o persone. Tutta la vita un continuo peregrinare senza una meta precisa.
Scappare, fuggire, partire e andar via, senza un perché, senza un preavviso.
Il mistero si infittisce con l’aiuto di altre figure femminili, che pur facendo da contorno, creano un reticolo di coincidenze e ricordi tali da permettere al lettore di poter quasi sfiorare il nucleo che custodisce la verità celata.
Donne che non hanno mai dimenticato, donne che vivono la loro vita ignare di quanto i sentimenti del passato abbiano avuto peso sul loro carattere. Tutto, in nome dell’amore.
Un amore che si è trovato e perso troppo presto, un amore che ha fatto nascere il bisogno di una ricerca sfrenata e ininterrotta, una silenziosa tradizione di famiglia che ha unito e separato le generazioni avvenire.
Solo con la morte di Sarah, Agnés trova le risposte al suo passato, scoprendo i veli che per troppi anni hanno avvolto la sua infanzia. Ritrova la forza di mettere il punto, di bruciare, una volta per tutte, le corde che hanno reso lei e la madre, schiave di un giuramento impossibile da mantenere.
Solo ora, si sente in grado di vivere il suo futuro, di allentare quella tensione che l’ha divorata per troppo tempo, di perdonare e farsi perdonare. Ritrovare una famiglia a cui appartenere, crearne una tutta sua a cui poter insegnare la bellezza della solidità genitoriale.

Nonostante sia un romanzo particolarmente incentrato sulle figure femminili che con coraggio affrontano, chi più chi meno, i loro personali fantasmi, le poche figure maschili che fanno da cornice regalano un prezioso e importante contributo. Uomini diversi, opposti, uomini che lottano per amore e uomini che sono destinati a perdere tutto, anche se stessi.
Il padre di Maurice si contrappone nettamente a Etienne, mentre su tutti, Hans viene idealizzato attraverso il suo sacrificio e il suo coraggio, tenendo legato per generazioni il ricordo di un amore incondizionato. Un amore che finalmente, dopo tanti anni ha trovato finalmente pace.

La Redivo ci ha regalato un romanzo davvero profondo, magico, colmo di emozioni che ci coinvolgono e appassionano. Relegarlo all’interno di un unico mood sarebbe riduttivo, perché queste pagine sono un insegnamento, un cammino, una presa di coscienza, un viaggio di formazione, non solo per Agnés, ma per tutte le donne che non si sentono in grado di prender in mano la propria vita e di lottare per la propria felicità.


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