Titolo: La Musa della Notte
Autore: Sara Simoni
Pubblicazione: self publishing, maggio 2017

Trama: In una Milano piena di incanto e di mistero, due fazioni sono impegnate in una lotta segreta da un tempo antichissimo: le streghe, donne dotate di terribili poteri magici, e i loro cacciatori naturali, gli inquisitori, uomini che di generazione in generazione si tramandano il compito di proteggere la popolazione dalla magia. Ma qualcosa comincia a cambiare quando nelle aule di un’università la strega Viviana e l’Inquisitore Arturo si incontrano come due normali studenti. L’attrazione è forte, ma né Viviana né Arturo possono dimenticare chi sono e da dove vengono.
“Ci vorrebbe tanta più forza di quella che noi abbiamo per non farci del male.”


Recensione

Quando inizio a leggere un romanzo ambientato tra le streghe, vien sempre da chiedermi quanto ci possa esser di vero e quanta finzione si nasconda dietro tradizioni e leggende che per secoli si sono tramandate tra i popoli. A oggi, l’argomento “streghe” ha assunto connotati prettamente fantastici, ma se devo essere sincera, immergendomi in queste pagine mi viene poco spontaneo definire il romanzo come un semplice urban fantasy.
Forse l’argomento mi preme più di altri, forse mi trovo particolarmente empatica nei confronti di un credo che mi ha permesso di sentirmi finalmente parte di qualcosa.
Un problema estremizzato? Può darsi, ma chi può dire quanto, seppure in forme diverse, l’inquisizione non esista davvero, nascosta dietro un pregiudizio atavico che teme ciò che non si conosce, timoroso di tutto quello che può sfuggire al controllo dei più?
Sara Simoni racconta la storia di Viviana, giovane strega che vive a Milano, all’interno di uno dei tanti clan italiani. Lei però è una strega diversa dalle altre, le piace mischiarsi agli umani. Sin da piccola il suo primo amico, Giovanni, un bimbetto normalissimo, l’ha convinta che in fin dei conti, non e così assurdo vivere vicino ai comuni mortali, seppur con le dovute precauzioni.
Giovanni conosce tutti i suoi segreti, unico custode di una verità che non può essere svelata, per mantenere protette le vite del clan della sua amica.
Ma quando lui le chiede aiuto per far colpo su una ragazza che le piace, tutto precipita, facendo scivolare l’incolumità e la fiducia nel buio del tradimento e del pericolo.
Improvvisamente la vita di Viviana viene stravolta e con la sua, quella di tutta la famiglia. Il suo segreto è stato svelato e a venirne a conoscenza sono proprio i membri dell’Inquisizione.
Per lei è troppo tardi e scappare comporterebbe metter ancora di più a rischio le sue care. Anche il suo cuore ormai è prigioniero di un sentimento che la tiene legata a un ragazzo. Peccato che quel ragazzo sia Arturo, figlio del Primo Inquisitore. Un amore destinato a portare sofferenze, dolore, morte.
Ma Viviana non può e non vuole opporsi e in poco tempo il suo destino sembra delinearsi, crudele, ferale, terribile.
Il dopo PoV ci regala anche un quadro definito e ben descritto di Arturo, un ragazzo timido, introverso, con una responsabilità che pesa sempre di più sulle sue spalle.
Il sentimento per Viviana lo pone in bilico tra i compiti di inquisitore e l’amore verso una ragazza che ha saputo conquistarlo senza far ricorso ai temuti incantesimi. Il loro è un rapporto vero, scevro da qualsiasi manipolazione mentale, libero da incantesimi. Viviana è pronta ad affrontare la sorte funesta pur di rivedere il suo amante un’ultima volta.
Arrendersi al proprio destino, che sembra segnato per entrambi, lui carnefice e lei vittima sacrificale, pare sia l’unica cosa che ci si possa aspettare.
Al lettore però, non rimane solo da contrastare il magone che cresce per un rapporto suicida, ma la pesante consapevolezza di quanto l’uomo possa essere crudele e cieco, dinanzi a ciò che sfugge al proprio controllo, alla propria ragione. Ciò che non si conosce è da sempre etichettato come pericoloso e cattivo. Un male da estirpare. Senza beneficio di dubbio, senza distinguere il vero male dalla semplice capacità di possedere il più ambito potere di interagire con la Natura.
Oggi forse tutto ciò è considerabile una mera follia: bruciare sul rogo le streghe, esercitare poteri con il solo potere della parola, eleggersi paladini della giustizia attraverso società segrete dettagliatamente organizzate. Eppure un tempo fu davvero così e molte donne si spensero tra le fiamme di roghi innalzati nel nome di una giustizia suprema, a difesa di un bene assai privo di fondamento. Processi fasulli e interrogatori inquisitori, senza possibilità di difesa, senza incidenti probatori. Che fossero streghe o semplici donne non conta allo stato dei fatti. Centinaia di innocenti furono uccisi dall’ignoranza e dalla cattiveria dell’uomo.
Non siamo molto distanti da quello che oggi è la realtà che ci circonda. La paura crea soggezione, e il più furbo manipola il più debole mostrandogli l’unica strada per sopravvivere. Viviana è un esempio moderno di una guerra che non finirà mai.
Ma vincerà l’amore e la ragione su un indottrinamento radicato nei secoli, di generazione in generazione?
Art, sarà in grado di portare a termine il compito per cui è stato cresciuto e condurre sulla pira la donna che ama, solo perché è una strega?
Il romanzo viene articolato egregiamente, servendosi di ulteriori figure, molto ben definite che ampliano lo scenario, innescando ulteriori possibili sviluppi per il continuo della storia.
Le verità svelate da due distinti punti di vista, leggende che si mischiano con la storia, segreti ben nascosti e sotterfugi ben organizzati, tutto questo condisce la trama di mistero e passione. Una passione che sa andar oltre il rapporto d’amore tra i due protagonisti, rendendolo quasi un mero strumento in vista di un più alto e fervido obiettivo.
Viviana non sarà solo l’ennesima strega accompagnata alla sua macabra esecuzione, ma sarà il punto di svolta per poter interrompere un flusso ormai secolare di ingiustizie insane e folli.

 

Il testo, fluido, ricco e ben scritto, regala al lettore anche una buona scorrevolezza di lettura per una, ormai sempre più rara, mancanza quasi totale di refusi o errori di sorta. Un risultato molto simile a quello che ormai dobbiamo considerare “nella norma” secondo gli standard delle più famose case editrici.


Potete trovarlo su:

 

 

 


Chi è Sara Simoni:

L’autrice Sara Simoni è nata in Trentino-Alto Adige nel 1992 e vive da sempre in Lombardia. Si è laureata con lode in Scienze dell’Antichità presso l’Università degli Studi di Milano e in Scienze e Tecniche della Co- municazione presso l’Università degli Studi dell’Insubria, dove adesso è iscritta al dottorato di ricerca in Medical Humanities. Dal 2010 al 2015 ha frequentato i corsi di scrittura creativa di Raul Montanari a Milano.
Ha pubblicato il primo romanzo, “Angeli artificiali”, nel 2010 per i tipi di Macchione editore (Varese), mentre nel 2014 è uscito per Giunti editore l’ebook “L’innocenza del serpente”, entrambi di genere noir. Ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari. Tra questi, nel 2011 e nel 2014 è stata tra i semifinalisti del Premio Campiello Giovani, nel 2014 ha vinto il Premio Chiara Giovani e nel 2015 e nel 2016 si è classificata terza al concorso di narrativa fantastica Pagine Folk. Alcuni suoi racconti si possono leggere in riviste e antologie: nel 2015 il suo racconto “Mal di stelle” è stato pubblicato sulla celebre rivista Linus, per Baldini&Castoldi. Benché si sia dedicata spesso ad altri generi, la letteratura fantasy è il suo primo amore. E, come si suol dire, il primo amore non si scorda mai.

Contatti: E-mail: sara@storiescadute.it Sito web: www.storiescadute.it

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