Titolo: Proibito
Autore: Tabitha Suzuma
Pubblicazione: Mondadori, 2011

Trama: Fuori, nel mondo, Lochan non si è mai sentito a suo agio. Gli altri sono tutti estranei, alieni… Solo a casa riesce a essere se stesso. Maya ha sedici anni, è una ragazza sensibile, delicata e molto più matura di quello che la sua età richiederebbe. Lochan e Maya sono fratelli, e hanno altri tre fratellini da accudire: Kit, Tiffin e Willa sono la loro ragione di vita e la loro preoccupazione più grande, da quando il padre li ha abbandonati per una nuova famiglia e la madre ha iniziato a bere, si è trovata un altro uomo e a casa non c’è mai. I giorni passano e solo una cosa ha senso: essere vicini, insieme, legati, forti contro tutto e tutti. Per Maya, Lochan è il migliore amico. Per Lochan, Maya è l’unica confidente. Finché la complicità li trascina in un vortice di sentimenti, verso l’irreparabile. Qualcosa di terribile e meraviglioso allo stesso tempo, inaspettato ma in qualche modo anche così naturale. Qualcosa che, ancor prima di iniziare, è già condannato.


Recensione:

Sono anni che sento parlare benissimo di questo romanzo ma, come spesso mi accade, molti altri romanzi che mi sembravano più interessanti, gli sono passati davanti nella lunghissima lista dei libri da leggere.
Non si tratta di un romanzo erotico in senso stretto, come potrebbero far pensare il titolo e la copertina, quanto della storia lacerante di un amore non solo impossibile ma, appunto, proibito, tra un fratello e una sorella. Uno dei motivi per cui ho aspettato così tanto a leggerlo potrebbe anche essere che, parecchi anni fa, avevo acquistato un manga con una trama simile, Splendid love story, di cui consiglio la lettura. La differenza più grande tra le due opere sta nel fatto che i protagonisti del fumetto non sanno di essere fratelli quando si innamorano, mentre Lochan e Maya sono consapevoli di tutto.
Proibito è scritto molto bene ed è profondamente toccante. Alcuni brani sono davvero degni di nota:
“Sono davvero pentita di quella notte? Quell’attimo fugace di gioia assoluta… c’è chi non lo prova nell’arco di tutta una vita. Ma il rovescio della medaglia nell’assaporare la felicità pura è che, come una droga o un angolo di paradiso intravisto di sfuggita, ti lascia addosso una smania ancora più acuta.”
La sola cosa che non mi ha convinto del tutto sono le continue e ripetute elucubrazioni mentali dei due protagonisti. Capisco che la situazione che vivono sia tale da far sì che ci pensino e ripensino costantemente, ma trovo che appesantiscono il racconto.
E poi io, da sempre amante del lieto fine, ho trovato la conclusione semplicemente devastante. Ma, del resto, che esito avrebbe mai potuto avere un amore proibito?


Potete trovarlo qui:

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