Titolo: Gli effetti collaterali dell’amore (segue Gli Effetti collaterali delle fiabe)
Autore: Anna Nicoletto
Pubblicazione: Self Publishing ottobre 2017

Trama: Caterina Marte ha una vita all’apparenza perfetta.
Ma oltre la patina dorata, sotto la facciata spensierata, si nasconde una ragazza sola che ha trasformato le proprie fragilità e le carenze della propria famiglia nella forza per andare avanti.
Il prezzo? Solo uno: James.
Sfrontato, carismatico, appassionato.
L’unico ragazzo che era stato capace di rubarle il cuore.
Quando un importante ingaggio la porta da Milano all’assolata Los Angeles, Caterina non ha alcuna intenzione di imbattersi nel suo ex, né James intende rivedere la ragazza che era entrata come un tornado nella sua routine. Eppure una serie di circostanze scombina i piani di entrambi, costringendoli a un’improvvisa vicinanza e a un tuffo in apnea nella profondità dei ricordi.
Se rivederlo è come aprire una ferita suturata male, scoprire che il suo sentimento per James non è mutato è anche peggio, perché lui ormai sembra averla completamente dimenticata…
È vero che il tempo guarisce tutto, oppure ci sono cicatrici destinate a restare indelebili? E quanto a lungo possono durare gli effetti collaterali dell’amore?


 

Recensione:

Foglio bianco di Word e un fastidioso cursore che lampeggia, solitario e invadente. Un piccolo trattino che fa capolino a intermittenza e mi ricorda che sta aspettando un mio ordine, la digitazione di un solo carattere per poter conquistare un posto più avanti nell’interminabile distesa di bianco che riempie lo schermo dell’iPad.
Sembra battere il piedino nervoso sul pavimento di lucida resina. Non immagina, non può saperlo, che appena finito di leggere questo libro, tutti i pensieri e le emozioni che mi hanno travolto e divorato il cuore, ora si sentono quasi indecisi sul modo in cui esporsi.
Un ingarbugliato preambolo per cercare di spiegare la mareggiata da cui sono naufragata da pochi minuti.

Gli effetti collaterali dell’amore, libro di Anna Nicoletto, mi è giunto con tanto di dedica e autografo, qualche settimana fa, come premio dell’unico giveaway indetto da un blog, che abbia mai vinto. E per questo devo assolutamente ringraziare anche Bookchicks Café, per merito del quale sono riuscita ad avere tra le mani questo stupendo romanzo.

Gli effetti collaterali di un tale premio? Lunghe e profonde occhiaie da nascondere la mattina per la nottata passata a convincermi che quella sarebbe stata l’ultima pagina, l’ultimo capitolo, e poi avrei spento e sarei andata a dormire. Seee, come no!
A mia discolpa posso affermare che è stato un gesto dettato dalla legittima difesa. Più la lettura mi prendeva a morsi il cuore, più dovevo dimostrare che ero in grado di mantenere la calma, senza piangere, senza farmi prendere dal panico a ogni riga, senza ritrovarmi con il fiatone perché avevo tenuto il respiro per chissà quante pagine.
Una bombola d’ossigeno e passa la paura.
In realtà lo ammetto. Non avevo mai letto nulla della Nicoletto e di certo non mi aspettavo di uscire così piacevolmente stordita da questo suo romanzo.
La scrittura pungente, raffinata e percettiva che narra la storia di Caterina e James, mi hanno incastrata, bloccata, anzi direi ammanettata, fino all’ultima pagina.
La loro storia è una di quelle che ti penetra sotto la pelle, che ti tiene con le lacrime aggrappate tra le palpebre, in attesa che il destino ne decida la sorte, tra gioia e dolore.

Quello che facciamo nella successiva ora è riscrivere definizioni guidati dal ritmo dei suoi fianchi sui miei. Siamo tempo vorace e baci che danno assuefazione, sabbia e fotografie che saranno l’unica cosa a restare quando il resto sbiadirà nel ricordo.

Una salita ad alta quota alternata a una discesa a piombo, capitolo dopo capitolo, quando il presente e il passato dei due protagonisti si mescola, creando speranze e poi spezzarle come un respiro che viene strozzato a metà.
Caterina conosce James per caso. È “l’amico di un suo nuovo amico”. Un incontro fortuito che apre tra di loro le porte di un rapporto dolce e romantico. Lei, ragazza di Milano, fuggita da una città troppo cupa e solitaria per il suo cuore ferito dalla morte della nonna. La città degli angeli le offre asilo per cinque mesi. Cinque mesi in cui può sentirsi libera del suo cognome, orfana di una famiglia da cui non si sente capita e amata. Solo suo fratello Stefano rimane un saldo ponte con la realtà italiana. L’unico di cui sente davvero la mancanza. Ma cocciuta e determinata come ogni Marte che si rispetti, decide di seguire il suo sogno. Un corso di fotografia a Los Angeles dovrebbe essere il giusto approfondimento per una fashion blogger.
E lì la sua vita cambia drasticamente. Conoscere quel ragazzo che in circa quattro mesi la fa divertire, la contagia con il suo entusiasmo e il suo ottimismo. Lui, un ragazzo universitario in procinto di laurearsi, che si paga l’affitto lavorando come maestro di karatè in una palestra e che aspetta di soddisfare pacificamente il sogno di suo padre.
Quattro mesi in cui il loro rapporto, senza parole a etichettare ogni emozione e ogni istante, cresce. Un viaggio di vita che li porta a fare delle scelte tanto romantiche quanto serie.
E poi?
E poi ci ritroviamo a vedere gli stessi protagonisti a distanza di un anno e mezzo, di nuovo sul territorio californiano. Ma le cose sono cambiate. Decisamente diverse da quello che ci saremmo attese. Lui la odia. La odia davvero?

Domande su domande, che sembrano non trovare risposta. Perché? Cosa è successo? Cosa ha portato a tutto questo rancore?
Cate vive il ritorno sul suolo americano come fosse una condanna a morte. La speranza di riuscire a scampare l’incontro con James e l’ovvia demoralizzante constatazione che non gode di molta fortuna.
Per di più i due dovranno collaborare per il lavoro commissionato da VOGUE.
Un’occasione troppo importante per entrambi, che quindi devono metter da parte i sentimenti che nutrono per l’altro e unirsi per raggiungere l’obiettivo nel miglior modo possibile.
Ma come fare a trascorrere del tempo insieme se qualcosa, nel loro passato li ha così allontanati?
Giorno dopo giorno, l’autocontrollo di Cate diventa più sottile e lasciare che il sistema nervoso alzi bandiera bianca sembra la prospettiva più allettante. L’astio e la sufficienza con cui James, l’amore della sua vita, ormai una vita fa, le sputa addosso, la destabilizzano fino a lacerare la sua apparente facciata da mondana fashion blogger, professionale, sempre al top e con la risposta pronta.
Perché in realtà c’è ben altro dietro a quel sorriso di plastica che mostra nel suo profilo Instagram. Una ragazza sola che nessuno riesce a scovare, se non quel ragazzo che ora non sembra più nemmeno lui.
Quando arriviamo a capire cosa sia davvero successo, lì le lacrime non le frena davvero neanche la diga di Alpe Gera. Un masso ci colpisce allo stomaco e il castello di carte ci crolla addosso. Come crolla al povero James.

«Sì, ti bo appena confessato che ti ho mentito. Da quella mattina in albergo, al Victoria. Ti ho mentito da allora. Io volevo vivere con te. Volevo addormentarmi con te e svegliarmi con te, vederti nei momenti in cui sei caotica, lontana dalle foto che pubblichi, volevo vederti nei momenti che sarebbero sta ti solo miei e innamorarmi anche di quelli. Soprattutto di quelli»

Ma ora, nel presente, puntiamo su Cate e sulla sua forza di volontà. Perché è una Marte e il cognome che porta la definisce come una donna caparbia, testarda, che affronta a testa alta i problemi e quello che vuole se lo conquista. Siamo dalla parte loro. Anche di un James che ci ha già fatto perdere il cuore, annodato l’anima. Siamo già innamorate di lui e di ogni suo piccolo gesto.
E non si può amare una persona e poi riuscire a farla sgusciare via dal proprio cuore come sabbia tra le mani. Che si prenda una scelta o che la si debba accettare, il sentimento non si abbraccia quasi mai alla ragione. Dimenticare diventa impossibile, andare avanti, un’utopia.
Caterine torna alla carica e fa le cose come si deve, questa volta. Perso per perso, il suo amore non può esser gettato così nei rifiuti di un passato da dimenticare. Perché James è l’uomo della sua vita ed è giusto che ad asserne informato sia anche lui.

«Una volta un ragazzo mi ha detto che esistono tanti modi
per dire “ti amo”senza usare la voce. In questi mesi ne ho provato qualcuno, alcuni li ho inventa ti su misura per te»

Così arriviamo all’epilogo trafelati, con le occhiaie che possono competere con il set da viaggio di Louis Vuitton e una voglia matta di prendere il primo aereo e scappare in California a cercare il nostro personale James.

Biglietto di sola andata. Ritorno: data da definire.


Potete trovarlo qui:

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