Titolo: Adrenalin (Smartness Series Vol 1)
Autore: Emma Altieri
Pubblicazione: Self Publishing 2017

Trama: Ryan sta per realizzare il suo sogno: la Ducati Corse lo vuole come corridore nella sua scuderia. Quando però troverà Jamie Pedrini sulla sua strada, tutto sarà più difficile. Jamie è l’ingegnere e collaudatore della sua moto e lui non può minimamente accettare che una donna abbia fra le mani il suo futuro. L’amore per le moto li accomuna, una forte passione si sprigiona fra di loro fin dal loro primo incontro ma sono tanti gli ostacoli davanti a loro.
Riusciranno a mettere da parte il loro orgoglio e tutti i loro pregiudizi per collaborare nella riuscita del loro sogno???
Jamie e Ryan infrangeranno il muro del suono alla velocità della loro passione. Vi conquisteranno a suon di chilometri sulla pista.


Recensione

Ah le moto, che passione. Quando sono capitata davanti alla trama di questo libro non ho potuto resistere. Dovevo leggerlo. Calarmi dentro la tuta di pelle, sentire il calore dell’imbottitura del casco che stringe le guance, tenere stretta tra le gambe una moto da corsa. Annusare l’odore dell’adrenalina, sentire il rombo del motore che freme sotto di me. L’asfalto che scorre veloce sotto le gomme e l’armonia della piega, dove il pilota e la sua moto si fondono in un unico splendido essere.
Grazie a Ryan e Jamie, riusciamo a superare i cancelli dello stabilimento Ducati Corse e vivere con loro la stupenda esperienza del MotoGP.
Ma non senza una buona dose di stress…
Il giovane Ryan Crow sbarca in Italia dall’America. È il nuovo pilota di punta della Ducati per l’imminente campionato.
Per lui sembra prospettarsi un anno fantastico, pieno di soddisfazioni ed emozioni senza pari. Il suo sogno si sta realizzando e mai come ora si sente euforico e carico di aspettative.
Ma il suo arrivo nel team non è affatto come si aspettava.
Lo scontro diretto, come un destro ben assestato, con l’ingegnere e collaudatore del nuovo prototipo della Desmosedici gp12, fanno capire subito a Ryan che non sarà semplice misurarsi in quella realtà.
Lunghi capelli neri e un fisico stellare da miss universo fanno da involucro a Jamie Pedrini, responsabile del progetto che, tutta la società spera, porterà la Ducati a vincere il prossimo mondiale.
L’idea che sia una donna l’ingegnere che ha creato quel gioiello e che tra l’altro dimostra doti da pilota superiori alla media, lo rende istintivamente… uno stronzo.
Ebbene sì, non si possono usare aggettivi più espliciti per descrivere lo snervante maschilismo egocentrico con cui il pivello si fa gioco di lei.
Arrogante e misogino fino all’odio, proviamo subito un certo fastidio.
Non è di sicuro il tipico protagonista che ci strega al primo istante. Tutt’altro.
Ma poi conosciamo Jamie. Una ragazza nata e vissuta tra le moto, la perdita della madre in giovane età e una vita tra i motori, seguendo la passione di suo padre e di suo fratello.
Il posto di regina dei box se l’è guadagnato con il sudore e l’intelligenza che la rendono ormai pienamente degna del ruolo che ricopre. Ma per una donna non è facile farsi accettare in un ambiente del genere e crescendo ha costruito intorno a se una barriera di spine che la rendono temuta e “pericolosa” da chi la conosce bene.
Ryan non sa quale diavolo si sta mettendo contro.
A poco a poco studiamo meglio le personalità dei due ragazzi, circondati da uno sfondo di personaggi, spesso divertenti, che dipingono una cornice esilarante intorno alle odissee dei protagonisti.

Tra una gara e l’altra, tra un podio e una squalifica, l’odio tra Jam e Ryan si trasforma in qualcosa di ugualmente intenso ma più sensuale. Il primo pilota torna sui suoi passi, non potendo più nascondere il profondo orgoglio che nutre per quella donna così caparbia, bellissima e soprattutto geniale.
La passione che li travolge diventa la benzina che li fa muovere, la carica per affrontare il campionato.
Ma Jamie non è affatto una ragazza facile, in tutti i sensi. Il tuo temperamento fumantino e impulsivo spesso finiscono per renderla fastidiosa, quasi antipatica.
Direi che siamo davanti a due caratterini davvero difficili.
Non nego che spesso un senso di rabbia e frustrazione mi sia salito dentro, provando fastidio per come entrambi si comportavano. Atteggiamenti alle volte troppo esasperati e poco lucidi, possono risultare “pesanti” in certi momenti. Ma non potevo far altro che fiondarmi di nuovo nella lettura, che ormai mi aveva fatto schiava di quella perversa provocazione.

Così, tra mille peripezie e scelte discutibili, ho vissuto con il team Ducati tutto il campionato, in sella alla Desmosedici creata dalla Pedrini.
Un sogno, un ballo tanto passionale quanto perfetto. Un Motomondiale indimenticabile attraverso gli occhi del team.

Il finale inaspettato lascia a intendere un secondo capitolo adrenalinico e imperdibile.

Anche questa volta non posso esimermi dal constatare la mancanza di un buon lavoro di editing. Piccole disattenzioni che comunque vengono notate, compromettendo una lettura fluida e scorrevole.


Potete trovarlo qui:

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