Titolo: La forma del mio cuore
Autore: Serena Versari
Pubblicazione: Self Publishing 2018

Trama: Quanto siamo disposti a rimetterci in gioco, dopo aver trascorso anni di sofferenza? E anche se decidessimo di provarci, siamo davvero sicuri di riuscirci?
L’amore è dipendenza o libertà?
Queste le domande che si pone Louisa nel momento in cui sceglie di chiudere un tormentato capitolo della sua vita per aprirne uno nuovo. Uno in cui è decisa a non legarsi mai più a un uomo.
Tyler è uno scultore dal talento straordinario. Le sue opere sono emozioni allo stato puro. Per lui, l’arte è tutta la sua vita. L’unica cosa che è in grado d’amare.
Questo fino a quando non incontra Louisa. E quel muscolo che pensava fosse ormai ricoperto da un pensante strato di marmo ricomincia a pulsare.
Inizia per Louisa una lotta interna, tra il timore di lasciarsi andare e la voglia di ricominciare, tra il sentimento che sente prendere forma nel suo cuore e la sua parte razionale.
Ma in fondo, cosa ci può essere di razionale, nell’incontrare una persona e capire al primo sguardo, che è l’unica in grado di cancellare le paure del passato e del futuro? Che è l’unica capace di farci amare il momento presente, perché il presente è l’unico momento su cui abbiamo il pieno potere?


Recensione:

Mi vien da chiedere se sogno o son desta, qui, sdraiata nel mio angolo di paradiso a ripercorrere le immagini e le emozioni che, profonde e veloci come un ciclone che passa e sconvolge, hanno provocato guizzi impetuosi al mio cuore, pizzicando gli occhi che a stento hanno retto le lacrime.
Come suo solito Serena Versari non si risparmia nel caratteristico stile che ha di catturare emozioni di ogni tipo, belle o brutte che siano, di sviscerarle e renderle così vivide da farci assumente l’inaspettato ruolo di protagoniste. Come se stesse parlando di noi, delle nostre paure, dei nostri sogni.
Ci accompagna in quell’impervio ma splendido sentiero che è la ricerca della felicità, del riscatto, dell’amore verso noi stessi che non dobbiamo mai abbandonare. Non si può amare o essere amati se non siamo i primi ad amarci.
La storia di Louisa è così vicina alla realtà che potrebbe essere facilmente considerata vera. Una donna che sfugge da un passato pericoloso, difficile, dove l’amore per l’uomo sbagliato, l’ha resa vittima di violenze e soprusi. Una donna che ha trovato il coraggio di fare i bagagli e lasciare tutto, casa, città e la forza di riprendersi la sua vita. In un posto nuovo, che nessuno conosce. Una nuova identità, un diverso taglio di capelli e un colore nero corvino a nascondere il biondo naturale.
Solo la sua più cara amica Madison, poliziotto che l’ha aiutata a riprendersi dopo l’ultima aggressione famigliare, conosce la sua destinazione e il vero nome.
Krystal non esiste più, ora Louisa White è pronta per una nuova vita a Concord, un piccolo paesino nel Massachusetts, la culla della letteratura.
Ma per quanto la nuova sé cerchi di imporsi sul suo atteggiamento, Louisa, non riesce a dimenticare gli orrori del passato. Incubi che tornano a tormentarla ogni volta che si avvicina a un uomo.
Così succede con Tyler, giovane artista che la trova inaspettatamente seduta ai piedi del suo albero preferito. Quella giovane donna, tanto impegnata nella lettura da non sembrar far caso al mondo esterno. Una donna che colpisce la sua anima come un pugno al cuore.
Il piccolo centro urbano permette loro di incontrarsi diverse volte, e il destino fa la sua parte quando, invitata dalla sua nuova collega di lavoro, Louisa si presenta a una mostra di Boston e riconosce, tra le varie sculture, la sua figura, china e concentrata sul libro. Vedersi immortalata al centro della stanza la fa scattare come una molla e il panico l’assale. Se vivere nell’anonimato è il punto di forza della sua libertà, di certo quella scultura non aiuta a mantenere il segreto.

Anche il cuore di Tyler è vittima di un passato troppo duro e difficile e capisce al volo che la sua opera migliore ha sconvolto la musa, tanto da obbligare il suo migliore amico a farla sparire subito dalla sala.
Tra i due giovani però cresce una dolce e profonda unione. Un delicato rapporto, come tra due esseri spaventati che temono di avvicinarsi troppo l’uno all’altro, seppur attratti da una forza misteriosa.
Le difese di Louisa scemano lentamente, intuendo, nel giovane artista, un animo puro e sofferente, come il suo. Un passato che li unisce più di quanto possano immaginare. Due cuori infranti che trovano nelle attenzioni dell’altro il giusto balsamo per guarire.
Louisa si fida al punto da raccontare la sua storia a Tyler il quale la ripaga mostrandole le opere del suo passato, specchio di un vissuto che vorrebbe dimenticare ma che porta inciso nel petto.
Cicatrici interne ed esterne che non si sono mai affievolite, trascinando per anni ricordi vividi e cruenti.
Ma la loro sofferenza è proprio la chiave che li unisce, li fonde, avvicinandoli come due malati in cerca della reciproca medicina.
Grazie al sentimento che sente crescere per Louisa, Tyler finalmente è pronto a dare un taglio con il passato, a incontrare suo padre, e sbattergli in faccia la realtà dei fatti, una volta per tutte.
La sua ferita si sta ricucendo e il suo cuore è di nuovo integro.

«Kintsugi» ripeto guardandolo. «È una tecnica utilizzata dai giapponesi. Quando un vaso si rompe, viene riparato con l’oro. In oriente, credono che possa diventare ancora più bello di prima, una volta riparato. Secondo i giapponesi le crepe non vanno nascoste, ma valorizzate, come le cicatrici, perché fanno parte della nostra storia. La loro accettazione dà il via a un processo di rinascita interiore, che rende poi le persone migliori.»

 
Anche per Louisa arriva il momento della resa dei conti, quando l’incubo si riaffaccia, mettendo in pericolo la sua nuova vita.
Paura, dolore, devastazione… e poi più nulla. Un silenzio che azzera tutto, spazzando via ogni timore, ogni respiro spezzato. Un attimo e tutto finisce.
Poi il mondo ricomincia a girare, e questa volta lo fa nel verso giusto, lasciando che le due anime spezzate si curino e guariscano a vicenda. Permettendo a entrambi di godersi la giusta e meritata felicità.

Un quadro delicatissimo eppure pregno di una passione sentimentale che riafferma la Versari come una delle scrittrici più introspettive che io conosca. Un romanzo assolutamente da non perdere e da custodire come un dono prezioso.

Quando la vita quotidiana m’imprigiona, mi rifugio in mondi in cui posso assaporare il gusto della libertà.


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