Titolo: Una ribelle per Lord Hughes
Autore: Fabiana Redivo
Pubblicazione: Dri Editore settembre 2018

Trama: “Judith non osava quasi respirare dall’emozione. Quell’uomo aveva il potere di domare la tigre che ruggiva in lei.”

Cornovaglia. Natale 1815.
Per lady Judith Blackmore è difficile adattarsi alle rigide restrizioni della società inglese. Nata in Cina e vissuta nelle colonie britanniche indiane, ha ricevuto un’educazione poco convenzionale. Rimasta orfana, viene affidata al nonno, il duca di Ashton. Per garantirsi un futuro, deve trovare marito. L’unico a destare il suo interesse è il fidanzato di sua cugina, lord Edward Hughes, uno dei migliori partiti sulla piazza, ma anche noto libertino, oltre che membro di spicco della Compagnia delle Indie. Ben presto Judith si trova al centro di una congiura che ha come unico scopo quello di eliminarla. Ogni volta che rimane coinvolta in situazioni pericolose o inspiegabili, lord Hughes è nei paraggi. L’affascinante avventuriero le è amico o nemico? Nonostante Judith cerchi di soffocare l’attrazione verso di lui, gli eventi sembrano portare in un’unica direzione, costringendola ad accettare una proposta di matrimonio del tutto inattesa. Perché a Winterborn Castle nulla è come sembra e i fantasmi del passato reclamano la loro vendetta.

Il nuovo romanzo di Fabiana Redivo immerge il lettore nelle atmosfere affascinanti del periodo Regency, tra passioni, intrighi famigliari, emozioni e azione. Un romanzo d’amore con atmosfere di salgariana memoria, avvincente come un romanzo di Dumas.


Recensione:

Grazie alla famiglia di Tribe +, sono di nuovo alle prese con un’opera regency: uno dei miei generi preferiti.
Fabiana Redivo si è cimentata nella stesura di un romanzo dai caratteri storici della terra d’Albione, regalando al lettore una magnifica storia d’amore, avvincente e misteriosa.
La magia ha sempre regnato sovrana nelle brughiere inglesi e di sicuro la Cornovaglia è uno dei luoghi più mistici che si possano trovare.
Ed è proprio in queste zone che si apre lo scenario dell’ultimo lavoro della Redivo.
È l’anno 1815; si svolgono i preparativi per la celebrazione del Natale, a Winterborn Castle.
Una giovane ragazza osserva la neve che copiosa cade fuori dalla finestra. È Eleanor, figlia di Elizabeth e lord Geoge, secondogenito del duca di Blackmore. Il suo cuore scalpita, ansiosa di sapere se il suo promesso sposo riuscirà a raggiungere il castello in tempo per la festa organizzata in onore del loro fidanzamento.
Richiamata all’ordine dalla madre, Eleanor torna solerte al suo ricamo, mettendo a frutto i rigidi insegnamenti materni sul compìto atteggiamento che si addice a una vera lady.
Ma l’attenzione del lettore cade presto su un’altra figura, ben più interessante, presente nel salottino verde. Judith Blackmore, nipote del duca di Ashton e cugina di Eleanor, è girata di spalle, attratta più dal suo libro e dalle ondeggianti lingue di fuoco del camino, che dalle preoccupazioni futili delle due donne. Uomini e ricamo non sono proprio i suoi argomenti preferiti.
Giunta da poco al castello, Judith ha subito fatto valere il suo carattere tenace e decisamente poco affine alle più comuni etichette della nobiltà inglese. Nata e cresciuta in luoghi lontani e pericolosi, ha plasmato il carattere su ben altre qualità.
Orfana dei genitori, si è presto trovata a doversela cavare da sola, anche grazie all’aiuto di persone influenti che l’hanno tutelata e salvaguardata dai continui pericoli.
Ora, rinchiusa in quel castello dove tutti sembrano guardarla con sospetto e invidia, si sente sola, prigioniera, completamente indifesa.
Sue prime nemiche proprio la zia e la cugina, che le si rivolgono con astio e invidia.
Judith è bella, intelligente, arguta, ribelle, e soprattutto troppo venerata dal nonno, duca di Ashton, che di gran lunga la preferisce a Eleanor.
Forse per i suoi occhi viola che ricordano quelli della sua amata moglie Celestine, o forse per i sensi di colpa nei confronti del figlio, obbligato a fuggire dal castello per prendere in sposa una donna non considerata all’altezza della loro casata. Una fuga che portò William e Ann in Cina e da cui non fecero mai ritorno. Diversi motivi spingono il duca a provare un affetto particolare nei confronti di quella giovane ragazza.
Judith rappresenta un po’ il prototipo della brillante eroina austeniana. Le qualità che cerca in un uomo sono assai diverse da quelle che trascinano la maggior parte delle ragazze della sua età, nel limbo dell’amore. Amore macchiato di interessi economici, politici, che poco hanno a che fare con il sentimento puro che lei ha potuto conoscere attraverso l’esempio dei suoi genitori.
Così si fa beffe dell’apprensione esagerata della cugina per l’imminente matrimonio con Lord Edward Hugles, conte di Brewfield, dalla rinomata fama di libertino, dongiovanni e membro facoltoso della Compagnia delle Indie.
Un matrimonio organizzato a tavolino, per questioni politiche ed economiche.
All’interno della storia prende forma un intricato gioco di mistero e seduzione che porta Judith a fare i conti con un sentimento imprevisto, assolutamente sconveniente, date le circostanze, ma decisamente incontrollabile. Quel conte l’affascina come nessun uomo era riuscito mai, provocandone ingegnose battute sarcastiche a cui egli sa bene come tener testa.
Un uomo promesso a sua cugina, nonostante non sembri degnarla di molte attenzioni. Eppure Edward sembra nascondere verità pericolose, che vanno ben oltre la cortese cavalleria nei confronti una giovane ragazza in pericolo.
Sì perché per Judith il pericolo si nasconde dietro ogni angolo del castello, inseguendola, attentandone alla vita, mettendo a dura prova la sua forza d’animo e il suo coraggio. E il conte è sempre lì, a trarla in salvo, pronto a sfidare la morte per proteggerla.
Con l’aiuto della sua fidata cameriera, la giovane Blackmore presto scopre di possedere poteri particolari e di esser in grado di vedere ciò che altri non possono immaginare. Guidata da una forza amica, trova il coraggio di andare incontro al suo destino, incapace di star ferma ad aspettare il corso degli eventi. Qualcuno cerca di lasciarle un messaggio, di proteggerla ed ella non si tira indietro.
Un piano ben escogitato, impensabili rivelazioni, assassini e fantasmi, infittiscono la trama, e ogni passo in più verso la verità è un filo in più che ispessisce la trama di quel sentimento che lega la tigre dagli occhi viola al duca di Brewfield.
I colpi di scena, la frizzante tensione che avvince il lettore fino all’ultima pagina, rende questo nuovo romanzo della Redivo, un grande successo.
Tradizioni orientali e indiane, ben mescolate con la cultura anglosassone, completano e impreziosiscono il contenuto. Il tutto raccontato con uno stile lineare, fluido, per nulla noioso e convenzionale.


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