Titolo: Il principe degli Sciacalli (Saga dei Quadranti vol. 1)
Autore: Rebecca Moro
Pubblicazione: Fanucci ed. 24 ottobre 2018

Trama: In una manciata di giorni e in una lunga notte di sangue, la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invadere il più forte tra i Quadranti dell’Impero umano, travolgendo la famiglia del Mastro e il suo stendardo. Nessuno degli storici alleati è accorso in loro aiuto e i Ti-jak, una razza di bestie semi-umane dai corpi massicci e ricoperti di squame, hanno falciato qualsiasi resistenza. Gli unici sopravvissuti dei Daven-Furus, il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni, non possono che sottomettersi alla triade a capo degli invasori: Raven diventerà lo schiavo del Jekret, la guida militare, mentre le sorelle saranno date in sposa per rafforzare il seme di quella genia ripugnante ma invincibile. Ciascuno di loro sarà chiamato alla scelta più difficile: mutare a caro prezzo la propria natura, assumendo un ruolo non previsto in un destino avverso e ostile, fino a quando ciò che sembra un abisso senza fine, potrà trasformarsi in un’occasione di rinascita. Dalla fortezza tra le rocce di Rovelia sino alle cime proibite di Lacan, dalla polvere dei deserti alle torri di Mnar, il tempo del Quadrante di nordest scorre inesorabile verso la rovina, ma non è detto che gli invasori siano gli unici nemici. E talvolta persino un’alleanza con le bestie può rappresentare l’ultima speranza di salvezza. Il primo capitolo della “Saga dei Quadranti”. Sul campo di battaglia, dove oltre alle armi contano anche i sentimenti, il cruento confronto tra l’uomo e la bestia. Un fantasy che penetra l’abisso più profondo della natura umana per scatenare i suoi demoni, nella tradizione delle grandi saghe epiche e indimenticabili.


Recensione:

Un fantasy a regola d’arte. Di quelli più puri, senza fronzoli o imbellettamenti forzati per ritagliarsi una fetta di lettori/lettrici fedeli a un genere più romantico. La stessa autrice lo ha confermato nei ringraziamenti finali e io rigiro a lei il ringraziamento per aver creato un romanzo come non ne leggevo da tempo. Cinico, crudo, doloroso ma assolutamente affascinante. Una lezione di vita, un esempio di coraggio, oltre ad avere una trama fitta ma scorrevole.
Un mondo parallelo, dove il territorio è tenuto sotto controllo da un unico imperatore e da Mastri messi a gestire i singoli quadranti. Una politica corrotta che affonda gli artigli nei più malsani e viscidi disegni di potere.
Ammetto che non si possa fare una recensione completa senza incappare in spoiler e vi posso assicurare che anche un piccolo dettaglio svelato intaccherebbe il fascino e la suspense della lettura.
Una famiglia decimata, dallo stendardo macchiato del suo sangue, dovrà fare i conti con un invasore sconosciuto e quasi leggendario. Piegarsi al volere del conquistatore, umiliarsi per la salvezza della propria gente, questo è tutto ciò che può fare Raven, primo figlio del principe morto. Il suo casato è stato spezzato, e con esso la Rocca che per generazioni era sempre stata considerata inespugnabile.
Un atto di devozione che lo rende schiavo di chi ora siede a capo della sua gente.
Ma il futuro dei Daven-Furus non si consuma sotto le macerie della loro casa. Per i tre figli rimasti in vita, il destino ha riservato grossi sacrifici, grosse responsabilità, ma soprattutto, un insegnamento che in tempo di pace non avrebbero mai acquisito.
Raven, Sarissa e Ioni hanno un grosso peso da portare sulle spalle e in un modo o nell’altro, si dimostrano degni di quel pugno di ghiaccio che è il loro simbolo di famiglia.
Intrighi, tradimenti, delusioni e i più efferati crimini accompagnano i tre ragazzi lungo il loro percorso. I nuovi padroni hanno usanze ben diverse da loro. Diversa lingua, diverso aspetto, ma un grande onore. Ed è proprio su questo che la gente del Quadrante nord-est deve fare affidamento, quando verranno fuori le vere intenzioni dell’Impero.
Traditi dai loro stessi alleati, venduti da chi avrebbe dovuto difenderli, i Daven-Furus, accettano il loro destino e lo fanno a testa alta.
Il carnefice prende le forme del difensore, ma non solo. Il sangue unisce, il seme assicura la continuità di questa unione, permettendo la sopravvivenza di un casato e di una specie forte e coraggiosa.
Demoni grigi, Schiera, divoratori di genti. I Ti-jak ne hanno parecchi di soprannomi, ma di sicuro la loro forza non è legata ai racconti che si tramandano nei libri o nelle canzoni, ma bensì a quello che lasciano dietro di loro durante le loro marce. Il nulla.
Eppure chi agisce nel disonore non ha nulla a che fare con questi strani lucertoloni possenti e sanguinari. Il volto dei mercenari è umano.
Ed è dai nemici dell’Impero che nascerà una formidabile alleanza, cresciuta tra l’onore e il sacrificio e che sarà ricambiata da imprese importanti, riconoscimenti preziosi e un nuovo futuro per i reduci della guerra. Una guerra che porta dolore e perdite, oltre a una tregua firmata sopra i corpi dei perdenti.
La dignità del soldato, l’onore del guerriero e il sacrificio delle donne, tengono ben tesi i fili di un tessuto meraviglioso e avvincente.

L’albero secco ha avuto la sua linfa.
E l’ultimo della linea
non sarà l’ultimo ma il primo.

Ogni pagina letta è un passo in più verso l’ignoto, ma anche un anello in meno di quella catena invisibile che per troppi anni ha legato i Daven- Furus ai veri e propri nemici. Nulla a che vedere con quella onorevole che ha tenuto stretto Raven al suo Jekret. Un legame quest’ultimo, che non verrà mai spezzato, neanche dopo la morte del suo predecessore.


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