Titolo: La governante
Autore: Rebecca Quasi
Pubblicazione: Dri Editotore 21 gennaio 2019

Trama: “Mi occuperò di vostra figlia meglio che posso, le insegnerò le buone maniere e tutte quelle sciocchezze che servono per affrontare il vasto mondo. E poiché è una donna le insegnerò anche a non fidarsi degli uomini, soprattutto di quelli che hanno una gran parlantina e baciano come Dio comanda.”

Londra. 1875.

Lord Moncrieff, rimasto vedovo, deve trovare una governante che si occupi di sua figlia. O meglio della figlia di sua moglie, visto che non è certo di essere lui il padre della bambina. Assume la signora Tate, una donna giovane e affascinante, con un passato non proprio cristallino. L’idea di spedire figlia e governante lontano da Londra si rivela, però, poco funzionale all’attrazione che inevitabilmente i due finiscono per provare. Dopo lo straordinario successo di “Dita come Farfalle”, sia in termini di vendite ma anche e soprattutto di apprezzamento da parte dei lettori, Rebecca Quasi ci regala il suo attesissimo secondo romanzo storico. Non più Regency ma questa volta in epoca vittoriana.
L’autrice riesce come sempre a connotare i suoi personaggi con maestria, sia dal punto di vista psicologico che emozionale, rendendoli vividi e sfaccettati, interessanti fin dal primo sguardo.
Chi come noi ha amato Dita, proverà le stesse sensazioni in questo secondo interessante lavoro.


Recensione:

Rebecca Quasi torna, con un nuovo romanzo storico, a stregarci sotto la malia dei suoi personaggi. Siamo alla fine del XIX secolo, epoca vittoriana, in una Inghilterra ancora stretta intorno a etichette rigide e maschiliste, ma alba accesa e vivace di un progresso morale e culturale che ha condotto il Regno Unito a considerarsi uno dei paesi più illuminati e progressisti.
L’autrice ci dona un quadro splendido di un ménage familiare tutt’altro che scontato. L’esaltazione di un sentimento che va oltre le righe, infrange dighe, per seguire il suo naturale percorso.
Uscito da un matrimonio infelice e burrascoso, il conte Moncrieff, Lord Leonard Lennox, si ritrova improvvisamente vedovo e con una figlia piccola su cui nutre dubbi ragionevoli di paternità. Una bambina che non ha mai voluto vedere né considerare, di cui non si è mai interessato, convinto che quel viso perfetto e bellissimo fosse il ritratto della madre, e frutto dell’incontro fedifrago con un qualsivoglia sconosciuto, dal quale, per fortuna, non ha ereditato nessun tratto fisico. Un dato di fatto, dedotto dalla inesistente moralità coniugale della sua deceduta consorte. Ma ora che farne? Mandarla lontano, nella residenza di campagna, e affidarla a una governante che sia disposta a crescerla al posto suo, sembra l’idea più idonea.
Ma Leonard non ha fatto i conti con la signora Tate.
Donna tutta d’un pezzo, rigida ma di animo buono, vedova di un avvocato disperso e ormai considerato morto. Un passato, quello di Sid, travagliato, doloroso, che l’ha segnata, lasciandole l’amaro di un rapporto coniugale assolutamente mal riuscito. L’intelligenza e la bellezza di Sid travolgono come un uragano la dura corazza che il conte ha creato intorno al suo cuore, per proteggerlo da delusioni ulteriori. Anche se lei sembra incapace di obbedire a ogni suo ordine, ribelle e sfacciata nello svolgere il suo ruolo all’interno della casa e con la piccola Penelope, la sua forza e la sua innegabile figura, stregano il conte. Anche sua figlia sembra trovare nella signora Tate una figura femminile di riferimento, a cui affezionarsi come una seconda madre. Un intreccio romantico e dolcissimo che fa commuovere nel vedere il conte Moncrieff affezionarsi di giorno in giorno a quella piccola e intelligentissima bimba, e fa vibrare i sensi più reconditi quando la luce delle scintille si fa strada tra lui e la governate.
Fuoco che entrambi vorrebbero soffocare, spegnere o almeno contenere, ma senza alcun risultato. Ogni tentativo di ragionare sulle loro posizioni sociali diverse, sui mille e più motivi che li hanno finora spinti a tenersi lontano da qualsiasi nuovo legame sentimentale, sembra sciogliersi come una sottile lastra di ghiaccio. Il fuoco brucia e annulla qualsiasi remore, il cuore prende il comando sulla mente e ogni giorno, i due protagonisti, si addentrano sempre più in un sentiero impervio ma affasciante.
Che le loro scelte, ragionate o istintive, li portino presto a cacciarsi in un grosso guaio, è abbastanza prevedibile, ma l’entità del fitto intrigo dal quale dovranno sgusciare, come farfalle da una ragnatela, be’, è assolutamente sorprendente.
E non dimentichiamoci della piccola Penelope, che con la sua intelligenza, argutezza e propensione per le scienze matematiche, porta avanti, con tutta se stessa, una conoscenza molto al di sopra della media dei suoi coetanei di sesso maschile. A lei non importa andare contro le regole, non saper ricamare o dilettarsi nella musica. Lei vuole studiare, conoscere, risolvere problemi di matematica e lo fa con tutto il fascino e la determinazione di cui è capace. Precorritrice di una battaglia di parità di sessi e anticonformismo che la rendono adeguata alla implacabile tenacia del cognome che porta.
Intrighi, complotti, inganni, colpi di scena e momenti di sensuale romanticismo, conferiscono al romanzo toni vivaci e frizzanti. La lettura scorre armoniosa e fluida, accalappiando l’attenzione fino all’ultima riga.


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